I Dik Dik e Torremaggiore: in uscita il 2 ottobre 2026 il singolo dei Dik Dik È già domani sulle piattaforme musicali più importanti

C’è un bel po’ di Torremaggiore nel gruppo musicale Dik Dik. Il “complesso vocale strumentale”, come si chiamavano una volta, mette insieme un trio di torremaggioresi nella sua lunga storia.

Ecco chi sono:

Gaetano Rubino, detto Nino, torremaggiorese classe 1962, è il batterista e l’organizzatore dei Dik Dik dal 1998. Concerti e sale di incisione, piazze italiane e internazionali, una esperienza musicale senza confini, maturata negli anni. Collaborazioni coi più grandi artisti, al suo attivo anche la scrittura e gli arrangiamenti di molte canzoni e nessuna voglia di smettere o riposarsi.

Sergio Rubino, torremaggiorese classe 1960, fonico professionista che ha regolato ed amplificato nelle esibizioni dal vivo la voce e gli strumenti dei più importanti gruppi e cantanti italiani (Ivan Graziani, Fred Bongusto, New Trolls e molti altri), grande esperienza anche da tecnico di banco regia televisivo per grandi eventi sportivi e non. Un appassionato alla maniacale ricerca del suono perfetto che più volte ha governato e governa con sapienza il mixer audio dei milanesi Dik Dik nei concerti.

Giorgio Barassi, torremaggiorese classe 1961, consulente d’arte, curatore, autore e presentatore di trasmissioni televisive per un trentennio, amico dei due cugini Rubino dall’infanzia. A lui i Dik Dik hanno affidato la presentazione scritta di È già domani, un brano che racconta speranze e ricordi ma guarda al futuro con ottimismo.

Lo spirito dei tre è sempre quello dei ragazzini che sfrecciavano in bicicletta sui viali della Pineta all’inizio degli anni 70, quando la musica era altro e proprio gli inossidabili Dik Dik conquistavano spesso la vetta delle classifiche. Nino, dopo aver coinvolto più volte il cugino Sergio nei progetti dei Dik Dik, ha affidato a Giorgio il comunicato ufficiale dell’ ultimo singolo, ricomponendo così il gruppetto (di cui facevano parte anche molti altri) che ha sempre avuto a cuore le faccende di bella musica. Conferma ne sia il fatto che i tre, in epoche diverse, sono stati speaker della storica prima radio libera locale, Radio Torremaggiore 102, nata nel 1977.

E mentre i Dik Dik continuano il loro percorso mietendo successi, qui di seguito pubblichiamo il comunicato stampa creato da Barassi. 

Ma, a sentire i tre torremaggioresi parlare di “È già domani”, sembra una cosa fatta e vissuta da tutti e tre insieme. Naturalmente coi mitici Dik Dik.

Dik Dik 

È già domani

Un organo Hammond introduce un motivo di quelli che, oggi, sono la vera alternativa all’affollamento musicale. La semplicità, il senso di nostalgia e insieme di speranza nel futuro, la voglia di raccontare e raccontarsi hanno sempre animato la gran parte del repertorio dei Dik Dik, uno dei gruppi più longevi al mondo, un palmarès di successi che hanno fatto e fanno cantare davvero tanta gente e non solo in Italia. Oggi, fare le cose bene e semplici è quanto di meno frequentato esista. Loro, i Dik Dik, sanno stupire ancora con la stessa unità concettuale di una volta.

Quelle parole nitide, quella forza che viene dall’amore per la musica, quelle atmosfere che fanno pensare ai blue jeans di una volta, ai pantaloni a zampa di elefante, agli scomodi e bellissimi  zatteroni delle ragazze sorridenti, si mescola ad un credo nel futuro sottolineato dalla voce potente di Moreno Ferrara, che vive in bella compagnia della voce di sempre dei Dik, quel Lallo Sbriziolo, che  è la storia  stessa del “complesso vocale-strumentale”, come usava chiamare i gruppi di ragazzi affezionati al desiderio di libertà, di amore per l’amore e della mai sufficiente pace. Tutti cantavano le canzoni dei Dik Dik, tutti conoscevano accordi e testo. Questo vuol dire che “È già domani” non è solo una canzone di ricordi e speranze. È un viaggio che prosegue, è il richiamo al candore di giorni bellissimi che hanno tutto il diritto di rimanere “dentro di me” come dice l’ultimo verso della canzone. È la conferma di un percorso fatto di successi, piazze piene di gente che canta a braccia alzate, atmosfere mai spente dal tempo. Non deve esserci alcuna lacrima in chi ha ricordi, diceva un saggio scrittore. Vero. Giusto. Per questo “È già domani” è un ponte, come quello della San Francisco evocata nel video del brano. È una mano tesa per chi ha voglia di ascoltare un racconto di spiagge notturne, scenario di canzoni suonate attorno ad un fuoco, con una chitarra, insieme alle ragazze “col fiore tra i capelli”. Così si sono resi inconfondibili, i Dik Dik: liberi ed appassionati alla musica, ieri come oggi e domani

E infatti “È già domani” è una testimonianza di amore per la vita e per l’unione tra le genti. Come allora, va detto, accadeva in maniera naturale.  

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