PROTESTA DEI TIR NEL SUD ITALIA:LOLLOBRIGIDA SBAGLIA METODO E MERITO. PER ALFONZO (AVANTI PSI) IL GOVERNO MELONI METTA IL BENESSERE DEGLI ITALIANI PRIMA DEI VINCOLI UE

Torremaggiore (FG), 16 Ottobre 2026 – Di fronte al riaccendersi delle proteste degli autotrasportatori nel Mezzogiorno d’Italia e alle recenti dichiarazioni del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, esprimiamo ferma contrarietà alla linea intrapresa dall’esecutivo. Lo afferma Giovanni Alfonzo Dirigente Nazione del Partito Socialista Italiano.

«Liquidare il grido d’allarme di migliaia di lavoratori con la minaccia di sanzioni penali ed evocando il Codice della Strada è un errore grave che dimostra una preoccupante distanza dal Paese reale», si legge nella nota diffusa oggi. «Chi scende in piazza oggi non lo fa per provocare disagi, ma perché strangolato dai rincari insostenibili del carburante, dei pedaggi e dei costi di gestione».

Nel testo del comunicato si sottolinea come il vero danno per i cittadini e per la tenuta del Paese non sia la manifestazione temporanea, bensì il rischio concreto di fallimento per centinaia di piccole e medie imprese del trasporto, con conseguente blocco della filiera agroalimentare e impennata dei prezzi al consumo per tutte le famiglie italiane.

Le richieste concrete indirizzate al Governo:

Intervento immediato sui carburanti: Taglio strutturale delle accise sul gasolio per autotrazione e blocco speculativo dei prezzi alla pompa.

Superamento dei vincoli europei: L’esecutivo faccia valere concretamente la “sovranità” sventolata nei nomi dei propri ministeri. Qualora i vincoli di bilancio, le normative comunitarie o le regole sugli aiuti di Stato impediscano la salvaguardia del tessuto economico e produttivo italiano, il Governo ha il dovere di attuare misure straordinarie e deroghe nazionali, mettedo il benessere dei cittadini al primo posto.

Apertura immediata di un tavolo istituzionale: Sospensione di ogni atteggiamento punitivo e convocazione urgente delle rappresentanze dei lavoratori per concordare aiuti diretti e risolutivi.

«Le norme e i trattati europei non possono essere considerati un dogma intoccabile di fronte alla sofferenza economica di un intero settore strategico. Chiediamo al Governo un atto di coraggio politico: si tuteli chi lavora e garantisce ogni giorno l’approvvigionamento della Nazione».

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