118 Puglia, la Regione ha stravolto l’accordo sottoscritto. La FIMMG Puglia minaccia: o la Regione ritira la Delibera o assisteremo alla fuga di massa dei medici

FIMMG Puglia denuncia con fermezza quanto approvato dalla Giunta regionale con la DGR n. 1253 del 22 settembre 2026 sul Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118. Il provvedimento, presentato come recepimento del verbale della Delegazione Trattante del 9 luglio 2026, recepisce in realtà solo la parte economica, l’unica realmente concordata con le organizzazioni sindacali. Tutto il resto è stato deciso unilateralmente, fuori da qualsiasi confronto e in aperto contrasto con quanto discusso al tavolo.

Per la Regione Puglia gli Accordi Integrativi Regionali e le Delegazioni Trattanti sembrano non valere nulla: ciò che viene concordato al tavolo viene poi alterato, volutamente, nel testo che approda in Giunta. Un metodo che svuota la contrattazione e calpesta il rispetto dovuto ai medici e alle loro rappresentanze.

Mentre l’ACN prevede l’attribuzione dell’incarico per postazione, la delibera, subordinando la propria efficacia a un accordo che preveda l’assegnazione del medico alle aree o macro-aree individuate dalle ASL, introduce una modalità difforme dalla norma nazionale. Inoltre, affida ai Direttori di Centrale Operativa la gestione della turnistica e delle funzioni di coordinamento, che è appannaggio dei medici stessi, come già previsto dall’AIR 118 del 2010. In aggiunta, mentre il precedente AIR riconosceva 26 giorni di ferie (21 previsti dall’ACN più 5 dall’AIR 2010), la delibera rinvia la materia a un futuro accordo, richiamando “il rigoroso rispetto” dell’ACN, cioè il ritorno ai soli 21 giorni. Infine, le zone disagiatissime – presenti da sempre in tutti gli AIR approvati, tranne l’ultimo – non trovano alcun accenno nella delibera, che al contrario dispone la cessazione di ogni indennità accessoria regionale o aziendale.

Il quadro che emerge è chiaro: turni decisi dall’alto, assegnazioni per area, coordinamento accentrato nelle Centrali Operative, ore di lavoro fino a 250 mensili, “debito orario” a carico del medico, copertura dell’intero territorio provinciale a discrezione della Centrale. È una dipendenza celata, imposta a professionisti convenzionati con lo strumento della condizione risolutiva: o si accetta il nuovo assetto organizzativo, o decadono anche le condizioni economiche. 

La Regione, ancora una volta, non rispetta gli impegni presi e stravolge in maniera unilaterale le determinazioni assunte con le organizzazioni sindacali. I medici sono delusi a tal punto che si parla di fuga dall’area. Oggi il pericolo concreto è assistere a dimissioni in massa dei medici del 118, in una situazione di carenza gravissima, con 193 medici in servizio a fronte di 395 necessari. Con questo atto, invece di attrarre nuovi professionisti, si spingono via anche quei pochi che restano, con possibili ricadute drammatiche sull’assistenza ai cittadini pugliesi.

FIMMG Puglia chiede il ritiro immediato della DGR n. 1253/2026 e la riapertura di un confronto vero, che rispetti quanto concordato in Delegazione Trattante e le previsioni dell’ACN. In caso contrario, FIMMG Puglia è pronta a tutelare in tutte le sedi competenti la dignità e i diritti dei medici del 118.

Alla c.a. Presidente della Regione Puglia Dott. Antonio Decaro Assessore Salute e Benessere Regione Puglia Dott. Donato Pentassuglia Direttrice Generale ASL FG Dott.ssa Tiziana Di Matteo Oggetto: comunicazioni
Egregi, alla luce della DGR n. 1253 del 22 settembre 2026, i medici del SEUS 118 di Foggia esprimono profondo rammarico per la decisione di procedere autonomamente e senza il confronto con una delegazione trattante al riordino del servizio. Di fatto, con la delibera di cui sopra, si applicano, in forma giuridicamente incompatibile, doveri ( ma non diritti! ) propri del contratto della dirigenza a quello della convenzione, unica forma di contratto che regola il rapporto di lavoro degli scriventi. Ancora una volta i medici in attività (circa un quarto di quelli previsti) vengono umiliati e privati dei loro diritti fondamentali. Si chiede pertanto l’urgente convocazione di un tavolo di confronto.
In assenza di atti concreti che ristabiliscano il giusto riconoscimento sia economico che soprattutto professionale, si preannuncia che sarà presa in considerazione la dimissione dal servizio di emergenza territoriale.

Foggia, 01/10/2026

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