118 in Capitanata, l’allarme per la postazione Torremaggiore 2 arriva da Aurelio Marinelli (Azione) che rilancia: non si tocchi un presidio fondamentale per il territorio

Possibile riduzione delle postazioni mobili dell’emergenza-urgenza e 93 lavoratori di Sanitàservice ASL Foggia con contratti in scadenza: il Consigliere Comunale Dott. Aurelio Marinelli chiede un confronto urgente con la Regione Puglia e dichiara:
“Servono rassicurazioni formali e chiarezza sul futuro della rete”.

È altissima la preoccupazione che si registra in queste ore in Capitanata per le indiscrezioni relative alla possibile riduzione o soppressione di alcune postazioni mobili del 118, tra cui quella di Torremaggiore 2.
Una situazione che sta suscitando apprensione tra cittadini, operatori sanitari e amministratori locali, soprattutto alla luce del ruolo che i presidi dell’emergenza-urgenza svolgono in un territorio caratterizzato da una vasta estensione geografica e dalla presenza di numerosi Comuni che fanno riferimento alla rete sanitaria provinciale.
Al momento, è opportuno precisarlo, non risulta essere stata diffusa una comunicazione ufficiale della Direzione Generale dell’ASL Foggia che formalizzi la soppressione della postazione di Torremaggiore. Si tratta dunque di un’ipotesi che necessita di chiarimenti ufficiali e che proprio per questo sta alimentando la richiesta di un confronto immediato con le istituzioni regionali.

A intervenire sulla vicenda è il consigliere comunale di Torremaggiore, Dott. Aurelio Marinelli, che sta seguendo la situazione insieme al Sindaco Dott. Emilio Di Pumpo. «In sinergia con il Sindaco, dichiara Marinelli, sto seguendo con attenzione la situazione delle varie postazioni interessate. Abbiamo avviato interlocuzioni istituzionali per chiedere, se ci fosse bisogno, un incontro urgente con il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e l’Assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, affinché vengano salvaguardate tutte le postazioni del 118, in particolare quella di Torremaggiore 2, che rappresenta un presidio fondamentale per il nostro territorio”.

Il nodo centrale della protesta riguarda soprattutto la funzione svolta dalla postazione Torremaggiore 2, indicata come un presidio strategico per un’ampia parte della Provincia. Secondo i dati richiamati dal Consigliere Marinelli, la postazione effettua oltre 2.000 interventi ogni anno, garantendo copertura a un bacino territoriale molto vasto arrivando in alcuni casi anche a interessare territori del Subappennino Dauno. Numeri che, secondo gli amministratori locali, meritano una valutazione particolarmente attenta prima di qualsiasi eventuale riorganizzazione.

«Pensare di ridurre o sopprimere una postazione che garantisce un numero così elevato di interventi, prosegue il Dott. Marinelli, significherebbe creare disagi enormi non solo ai cittadini, ma anche al personale dipendente, che verrebbe necessariamente ricollocato nelle postazioni che resterebbero operative. Una situazione che potrebbe comportare ulteriori difficoltà organizzative e costringere gli operatori a raggiungere sedi di lavoro anche molto distanti da quella abituale, con inevitabili ripercussioni sulla gestione del servizio e sulle condizioni lavorative del personale. È una prospettiva che ci preoccupa molto».

La questione, dunque, non riguarda soltanto Torremaggiore, ma l’intero equilibrio della rete dell’emergenza-urgenza nell’area settentrionale della Puglia. Un’eventuale modifica dell’attuale organizzazione dovrebbe necessariamente essere accompagnata da dati, criteri, valutazioni sui carichi di lavoro e garanzie sui tempi di risposta alle emergenze.
Alla vicenda delle postazioni 118 si aggiunge quella relativa ai lavoratori interinali di Sanitàservice ASL Foggia, i cui contratti sono indicati in scadenza il 30 settembre 2026.
Si tratta, secondo quanto denunciato da Marinelli, di 93 lavoratori complessivi, così suddivisi:
• 20 autisti del 118;
• 20 soccorritori del 118;
• 53 ausiliari/pulitori
Il possibile mancato rinnovo rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per il territorio, sia sotto il profilo occupazionale sia per le possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi sanitari.
«Anche questa situazione, sottolinea Marinelli, rischia di creare disservizi presso le strutture ospedaliere e territoriali e all’intero sistema sanitario provinciale. Non possiamo permettere che si indebolisca ulteriormente un comparto già in sofferenza».

Anche su questo punto, tuttavia, si attendono chiarimenti e comunicazioni ufficiali da parte degli organismi competenti, necessari a definire con precisione il futuro dei lavoratori e l’impatto dell’eventuale mancato rinnovo sull’organizzazione dei servizi.
La richiesta degli amministratori locali è ora quella di aprire rapidamente un confronto istituzionale.

«Chiediamo rassicurazioni formali e un confronto diretto, ribadisce Marinelli, perché la rete dell’emergenza-urgenza non può essere toccata: è il cuore della tutela della salute dei cittadini. Torremaggiore 2 deve essere difesa senza esitazioni”.

Il tema assume particolare rilevanza perché riguarda direttamente la capacità del territorio di garantire una risposta tempestiva alle emergenze. Per questo, prima di qualsiasi decisione definitiva, è fondamentale conoscere quali siano gli eventuali progetti di riorganizzazione, quali criteri siano stati utilizzati e quali garanzie vengano previste per i cittadini.
La comunità di Torremaggiore e dei comuni interessati attende quindi risposte ufficiali dalla Regione Puglia e dall’ASL Foggia.
Il punto, oggi, è soprattutto uno: capire se le indiscrezioni sulla possibile riduzione delle postazioni 118 troveranno conferma e, soprattutto, quali conseguenze avrebbe una eventuale riorganizzazione sulla copertura dell’emergenza-urgenza in Capitanata.

Nel frattempo, il consigliere Aurelio Marinelli e il sindaco Emilio Di Pumpo annunciano di voler continuare a seguire la vicenda nelle sedi istituzionali, chiedendo che sul futuro di Torremaggiore 2 e dell’intera rete provinciale dell’emergenza-urgenza venga fatta chiarezza prima di qualsiasi decisione.
Per un territorio che affida al 118 una parte essenziale della propria sicurezza sanitaria, la richiesta è semplice e precisa: conoscere i fatti, avere risposte ufficiali e sapere quali garanzie saranno assicurate ai cittadini e agli operatori.

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