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Rinnovato il consiglio provinciale a Foggia: Torremaggiore non ha rappresentanza, altra conseguenza della prematura caduta dell’amministrazione, chi dobbiamo ringraziare?

L’esito delle elezioni provinciali a Foggia ha comportato un copione già visto: è andata bene per tutti. Leggendo le note dei big provinciali e regionali tutti hanno vinto. La legge Delrio del 2014, ha trasformato le Province in enti di secondo livello eliminando la rappresentatività diretta. Questi organi politici sono composti da sindaci e consiglieri comunali che si eleggono tra loro.

 

Nicola Gatta - Presidente della Provincia di FOGGIA
Nicola Gatta – Presidente della Provincia di FOGGIA

 

Il Presidente della Provincia di Foggia e sindaco di Candela ne esce rafforzato, Nicola Gatta è un volto dei Monti Dauni che comincia la sua azione governativa partendo dalle aree più disagiate della Capitanata. Grandi aspettative sono riposte su di lui per i territori che vivono il ritardo maggiore in termini di sviluppo socio-economico. Ecco i seggi: Pd primo partito mentre la Lega diventa il primo partito del centrodestra con tre consiglieri, Forza Italia si ferma a due consiglieri ed uno va a Direzione Italia ( FDI insieme agli ex NCD). Conferme per l’area dei civici. Il M5S invece non ha partecipato a questa elezione evidenziando in una nota che la suddetta elezione rappresenta solo il festival delle correnti e degli accordi nei partiti ma tra i partiti.

 

Ma il grande assente è Torremaggiore. La prematura caduta dell’amministrazione non ha permesso di poter eleggere alcun rappresentante della cittadina federiciana. I cittadini chi devono ringraziare per questo ennesimo schiaffo che danneggia l’intera collettività ? I dirigenti politici ed i referenti civici si vogliono interrogare su che scenario scellerato i torremaggioresi devono continuare a subire per la totale assenza di visione strategica per il territorio? E’ dal 2010 che non abbiamo una amministrazione che possa terminare la fisiologica scadenza dei cinque anni. Ad oggi ci sono solo macerie e le strade provinciali del vasto agro torremaggiorese sono devastate e se già i trasferimenti del governo centrale sono esigui, ci vogliamo rendere conto quanto poteva essere cruciale avere un referente che tutelava gli interessi della nostra Torremaggiore e dell’Alto Tavoliere pugliese?

 

 

In queste ore proseguono le riunioni con le chiacchere infinite su come creare l’aggregazione vincente per le imminenti elezioni comunali. Attenzione, quello che è valido oggi domani può non essere più valido, nella dialettica della politica locale gli scenari sono mutevolissimi. Come pure i mal di pancia di molte correnti di liste e non solo per le ipotesi che si stanno sentendo negli ultimi giorni; c’è da capire se ci saranno nuove convergenze o altre rotture. Sembra peraltro incessante e continuo il dialogo tra vari big del defunto pentapartito che sembra tornato a nuova vita per supportare nuove aggregazioni con ragione sociale differente per le amministrative 2019. L’aspetto positivo di questo mese è che a breve saranno rese pubbliche le prime coalizioni con i primi candidati alla carica di sindaco. Sembra quasi scontato che sarà la coalizione di centrosinistra la prima ad ufficializzare coalizione e candidato sindaco, a seguire toccherà agli altri, a meno che non ci saranno nell’arco di questa settimana ennesimi colpi di scena. Tutti sono molto curiosi sul candidato sindaco del M5S per vedere che peso elettorale in ambito comunale avrà dopo l’exploit alle politiche del 2018. Noi siamo sempre qui a rappresentarvi la realtà e a darvi spunti di riflessione.

M.A.

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