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Pubblicati gli atti del sesto convegno di studi su Federico II di Svevia



Sono stati appena pubblicati dal Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti” gli Atti del Sesto Convegno Nazionale su Federico II, tenutosi lo scorso 15 dicembre a Torremaggiore, nella Sala del Trono del Castello Ducale (a cura di Francesco Giuliani, Edizioni del Rosone, Foggia, 2019, pp. 160, euro 15).

Già negli anni precedenti si sono tenuti a Torremaggiore degli interessanti convegni di studi, dedicati all’epoca sveva e, in generale, alle problematiche della storia, ma questa volta si è preferito puntare immediatamente sulla pubblicazione degli Atti, mettendo a disposizione della comunità degli studiosi e degli appassionati i risultati della ricerca. Di qui, grazie anche alla disponibilità delle Edizioni del Rosone di Foggia e del Ristorante “Il Simposio” di Torremaggiore, la rapida pubblicazione degli Atti.

Il Convegno si è avvalso del patrocinio dell’Università degli Studi di Foggia, della Società di Storia Patria per la Puglia, della Città di Torremaggiore e dell’Isiss Fiani-Leccisotti di Torremaggiore. Il Comitato Scientifico del Convegno è formato dal prof. Sebastiano Valerio (ordinario di Letteratura Italiana, Università di Foggia), dal prof. Angelo Russi (ordinario emerito di Storia Romana, Università de L’Aquila), dal prof. Gaetano Mongelli (Univ. di Bari), dal prof. Francesco Giuliani (docente a contratto Univ. di Foggia) e dal prof. Salvatore D’Amico (membro Società di Storia Patria per la Puglia).

Importante anche il ruolo del Comitato Direttivo del Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti”, formato da: dr. Luigi Ciavarella, prof. Salvatore D’Amico, dr. Matteo De Simone, sign. Pasquale Di Genova, sign. Giorgio Nesta, rag. Ciro Panzone e sign. Salvatore Tamburrelli.

Il libro raccoglie le relazioni della serata, a partire da quella del prof. Sebastiano Valerio, intitolata La scuola poetica siciliana: Federico II e il canone delle origini. Una riflessione didattica. Valerio, che è una specialista dell’argomento, ha posto l’accento sul ruolo di Dante Alighieri, il quale nelle sue opere delinea un quadro della letteratura delle origini che in sostanza si ritrova ancora nei manuali in uso nelle scuole superiori italiane e che non manca di una sua profonda giustificazione, anche se presenta un percorso ideale che non sempre trova riscontro negli approfondimenti dei critici, specie negli ultimi decenni.

Valerio sottolinea a più riprese l’importanza della scuola siciliana e del progetto laico di Federico II, che punta a rivendicare un ruolo autonomo alla Curia rispetto alla Chiesa, recependo non a caso contributi tratti dalla tradizione latina classica, araba, ebraica, accanto ad elementi che vengono dalla cultura scientifica, filosofica, giuridica.

È stato poi il turno di Gaetano Mongelli, storico dell’arte, che ha al suo attivo molte pubblicazioni su Castel del Monte. Di qui il suo ampio saggio, intitolato Ars sine scientia nihil est. Castel del Monte e la vesica piscis: da simbolo del potere al potere del simbolo. Mongelli approfondisce le risultanze di studi condotti tra l’Italia, la Francia e l’Egitto, corredando il testo con rare foto d’epoca.

Ciro Panzone, da parte sua, è socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. Ha scritto vari lavori sul periodo svevo in Capitanata e sta procedendo alla pubblicazione di una storia in più tomi di Torremaggiore, di cui ha finora dato alle stampe i primi due. Il suo saggio si intitola Federico II e la sua prediletta Capitanata.

Francesco Giuliani, docente a contratto di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università di Foggia e appassionato di letteratura di viaggio, ha intitolato il suo saggio I ruderi sul colle e la tavola di marmo. Fiorentino di Capitanata nei viaggiatori italiani e stranieri. Il suo scritto parte dal Duecento per esaminare i numerosi passi legati a Fiorentino, descritta per lo più a distanza, ossia dalla fortezza di Lucera. Un altro elemento posto in evidenza è il legame tra la domus di Federico II a Fiorentino e la mensa dell’altare maggiore della cattedrale di Lucera. Questo nesso rivela dei precisi significati, sui quali porranno l’attenzione, nel Novecento, scrittori come Bacchelli e Ungaretti. Non solo gli italiani hanno fermato la loro attenzione sulla città fatale, ma anche molti stranieri, a partire almeno dall’inglese Henry Swinburne, nell’ultima parte del Settecento. Ne deriva, insomma, una serie interessante di testimonianze, che si apre a molteplici spunti interpretativi e conoscitivi.

Negli anni Ottanta del secolo scorso, in ideale concomitanza con l’inizio del programma pluriennale di ricerca archeologica che ha riportato alla luce numerosi resti di Fiorentino, nasce ufficialmente a Torremaggiore il Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti”. L’attuale presidente, Salvatore D’Amico, membro ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia, traccia un bilancio delle attività realizzate, seguendo un accurato schema cronologico.

L’auspicio è che gli Atti del sesto Convegno di Studi su Federico II possano essere utili al progresso della conoscenza, ma anche all’affermazione di un’idea di cultura intesa come progresso della civiltà.

Intanto, si è già al lavoro per la settima edizione del Convegno, prevista per il mese di dicembre 2019.

Prof. Salvatore D’Amico

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