Crisi dell’Uva: la solidarietà e le preoccupazioni dei consiglieri comunali di Torremaggiore Luciano Mancino e Faienza Marco

I consiglieri Luciano Mancino e Marco Faienza criticano le «vuote parole di facciata» che non siano accompagnate da interventi concreti a sostegno del comparto agricolo.

«I nostri agricoltori sono in difficoltà: quintali di uva, tra le migliori della Puglia, restano invenduti. Per rilanciare il settore non bastano iniziative occasionali, occorre essere fattibile ed operativi, mobilitando gli enti locali a fare squadra, soprattutto per quei comuni come il nostro che attestano che la prevalente attività lavorativa è quella agricola. Il problema del comparto agricolo non deve essere limitato alla commercializzazione dell’uva, ma de plano va esteso a tutte le produzioni agricole. È impensabile che oggi giorno, l’agricoltore, dopo tanti sacrifici lavorativi ed economici, non debba sapere e conoscere il prezzo di vendita del suo prodotto o anche, che si debba vedere deprezzare il valore del suo coltivato, a causa della scellerata importazione di prodotti provenienti da altri stati non europei.

Da anni si parla della vocazione cargo dell’aeroporto di Foggia, ma quanta della nostra eccellente uva da tavola o del nostro vino ha realmente preso il volo per raggiungere i mercati internazionali? E il Centro servizi per l’agricoltura, nato per sostenere la filiera, quali azioni sta mettendo in campo per aiutare i produttori e valorizzare le eccellenze del nostro territorio?».

Sono domande precise, che attendono ora una risposta formale da parte del sindaco e dell’assessore all’Agricoltura, ai quali l’interrogazione verbale è stata rivolta in più occasioni.

«Resta l’amara constatazione che, ancora oggi, molta uva si trova sotto i tendoni e non è stata venduta. La maggior parte dei nostri piccoli agricoltori sta attraversando una crisi gravissima, causata dai prezzi troppo bassi, dall’aumento dei costi di gestione e della manodopera e dal caldo eccessivo.

I produttori non riescono neppure a coprire le spese: speravano di vendere l’uva a 40-50 centesimi al chilogrammo e, invece, sono costretti a cederla, con il cappio al collo, per appena 20 centesimi. Il Comune deve tutelare i produttori e favorire la commercializzazione attraverso tutte le iniziative che un’amministrazione attenta e responsabile è in grado di mettere in campo».

F.to i consiglieri comunali Mancino Luciano e Faenza Marco

Torremaggiore 3 settembre 2026

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