Nota politica della Fiamma Tricolore Regione Puglia: a Torremaggiore il paese dove la memoria dura meno di una granita in agosto, le promesse dei politici sono come i fuochi d’artificio

A Torremaggiore, il paese dove la memoria dura meno di una granita in agosto, le promesse dei politici sono come i fuochi d’artificio: fanno un gran rumore, illuminano la notte per un attimo, e poi lasciano solo fumo e un vago odore di polvere da sparo. E così, tra un’abbuffata e un ballo di piazza, il popolo dimentica tutto, pronto ad abboccare alla prossima esca.

La lotta per non fare le pale eoliche: vento di parole e niente fatti. Ricordi la grande battaglia contro le pale eoliche? Sembrava che l’intero paese si fosse unito, armato di cartelli e indignazione, per difendere il sacro suolo di Castel Fiorentino. Si è parlato di paesaggio, di storia, di Federico II che si sarebbe rivoltato nella tomba. E i politicanti, da veri maestri di cerimonie, si sono fatti belli, promettendo mari e monti, anzi, niente pale. Ma, come per magia, il vento è cambiato, l’indignazione si è sgonfiata e la battaglia è finita non con una vittoria, ma con una fiera del panzerotto. Il castello è ancora lì, le pale non ci sono, e la gente ha dimenticato tutto, pronta a riattivarsi per la prossima sagra.


La sanità: medici fantasma e promesse al vento
Il Pronto Soccorso, la guardia medica, il 118… Ogni volta che si avvicinano le elezioni, questi sono i temi caldi. I politici arrivano, vestiti da salvatori, e promettono nuovi medici, ambulanze a iosa e un’efficienza da Svizzera. I torremaggioresi, con la fede incrollabile dei santi, ci credono. Votano, festeggiano e poi si ritrovano, come sempre, a fare i conti con la realtà: un sistema sanitario zoppo, costretto a mandare i malati nei paesi vicini, mentre le promesse si perdono nel vento, come polvere. Ma non temete, basta una festa di paese e un po’ di musica per dimenticare ogni malumore e tornare a ballare.
Il tubo del Liscione: il sogno di un lago in mezzo al deserto
Il tubo del Liscione è un’altra di quelle leggende che si tramandano di generazione in generazione. Un progetto mastodontico che, a parole, avrebbe dovuto portare acqua, prosperità e chissà cos’altro. Ogni fazione politica se l’è appropriata, promettendo un futuro radioso, fatto di agricoltura rigogliosa e paesaggi mozzafiato. Ma la diga è rimasta un disegno, una mappa, un’idea sulla carta. E la gente? Dopo aver discusso e polemizzato per anni, ha semplicemente preferito dimenticare e festeggiare, perché a Torremaggiore la rassegnazione ha il sapore della focaccia.

Pietro Gentile

Cordinatore Regionale Fiamma Ticolore

Membro della Segreteria Nazionale Fiamma Tricolore

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