
Il Professore persevera nel sostenere che la mia fonte sia, sostanzialmente, il Governo israeliano. Mi dispiace, pur parlando come d’abitudine ex cathedra, si sbaglia di grosso. E comunque anche questo è un vecchissimo arnese della fazione museale e paleolitica di certa sinistra. Si attacca cioè l’interlocutore attribuendogli un “peccato”, per poi distruggerlo con attacchi ingiuriosi. Dispiace veramente che questa volta l’attore sia un ex Autorità e rappresentante della Scuola, luogo della Cultura e del Dialogo. Ha usato una lettera aperta come strumento per muovere accuse (di cui verificare la fondatezza) nei confronti di chi, invece, in modo educato e dialogante, cercava un confronto democratico e aperto su un tema importante ed affascinante da affrontare pacificamente e in maniera rispettosa. Da grande “Promoter of Peace” (non so quanto, visto il Suo modus eloquendi) ha invece usato nella lettera toni offensivi, bellicosi, definendo addirittura “inemerito nessuno “ chi aveva opinioni diverse dalle Sue, riducendo la lettera a un elenco di accuse. Mancando di rispetto, ma danneggiando la credibilità di chi ha rappresentato le Istituzioni. In questi tempi caratterizzati dalla guerra, la sua azione è sconcertante e contraddittoria. Spero possa riflettere sull’importanza della tolleranza e del rispetto nel confronto democratico. A lui e al sodale tifoso dell’Atalanta consiglio la visione del film “Il marchese del Grillo”, si, basta quella scena là… Allora, deve sapere, il nostro Emerito, che mi è bastato leggere (purtroppo, per mia de/formazione l’ho letto tutto ma vi riporterò solo l’inizio) il Rapporto “From economy of occupation to economy of genocide” (datato 30 giugno 2025) presentato dalla Signora Francesca Albanese.
“…1. Gli sforzi coloniali e i genocidi associati sono stati storicamente guidati e resi possibili dal settore aziendale,(1), gli interessi commerciali hanno contribuito all’espropriazione delle terre dei popoli indigeni (2) – una modalità di dominio nota come “capitalismo razziale coloniale”….. “
Comiciamo bene, mi son detto, mentre venivo catapultato nel secolo scorso! Qui ci troviamo di fronte ad un “ proclama terzomondista”. (Anch’io, se e quando voglio, son buono a mettere le etichette! Andateci piano, quindi…) “Capitalismo razziale coloniale”… Già questa definizione anticipa un Rapporto completamente “di parte” che non tende ad una vera soluzione dei problemi. Evoca invece il conflitto, lo scontro e l’euforia del sogno di un definitivo sradicamento del capitalismo, dei suoi SIM, come alcuni proclamavano negli anni ‘70 (Stati Imperialisti delle Multinazionali). La decolonizzazione è concepita come una rivoluzione contro un’oppressione razzista ed imperialista. Il documento esprime posizioni unilaterali, non riconosce la complessità del conflitto, non tende alla Pace tra le parti. Il suo linguaggio è intriso di retorica accusatoria, riduce lo spazio per il dialogo e, infine, compromette la credibilità stessa dell’Istituzione che rappresenta. L’ONU infatti, per quanto spesso sia inefficace sul piano operativo, dovrebbe mantenere un ruolo di equilibrio e garanzia. Quando un suo incaricato si abbandona a toni palesemente militanti, non solo indebolisce la propria missione, ma offre argomenti a chi vorrebbe delegittimare del tutto questa importante Istituzione.
La conclusione è che la Signora, rispettabilissima nei suoi ideali e nei suoi intenti, non merita a mio giudizio, e non sono il solo a dirlo a sinistra caro atalantino, la cittadinanza onoraria di Torremaggiore. Buon caldo.
Nicola De Simone
Torremaggiore 23 luglio 2025
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