Nella seduta del consiglio comunale del 2 febbraio 2024 si approva un “regolamento” a firma dell’ufficio tecnico ma su cui relaziona uno degli avvocati che hanno difeso il Comune nel lungo contenzioso (ma in questo caso non si parlava delle cause in corso).
All’avvocato è stato demandato anche la istruttoria e la redazione degli atti a firma dell’ufficio? In consiglio non è stato chiarito.
Ed ecco il via ad una doppia corsia per la trasformazione del diritto di superficie in diritto proprietà : solo per alcuni vale ancora una vecchia deliberazione del 2010 (che avrebbero pagato quanto e a che titolo?)
Un regolamento volutamente equivoco che privilegia chi? Addirittura chi avrebbe cominciato a pagare e poi è rimasto inadempiente riceverebbe il premio degli interessi su quanto versato e sarebbe favorito nel passaggio a differenza di chi si è opposto alle richieste di pagamento del Comune perché sbagliate e ha affrontato giudizi che hanno acclarato l’errore di quelle richieste.
Ma tutto è possibile per chi “comanda”.
Chiederemo gli elenchi di chi fa domanda oggi e di “quelli che devono solo formalizzare” a detta del Presidente del Consiglio.
Perché mentre nel regolamento non è detto, in consiglio è stato affermato che è chiaro che tutti devono passare sotto l’istruttoria e pagare la differenza.
Però, perché non scriverlo nel regolamento
invece di dedurlo ” a contrariis” come ha indicato l’avvocato in consiglio lasciando libera interpretazione a chi e per chi?
Viene ripetuto ancora una volta lo stesso errore, quello di non specificare i criteri, quanto meno in ossequio ai principi di trasparenza ed imparzialita’ cui deve essere improntata l’azione amministrativa.
Ricordiamo che invece vale anche un altro princìpio: ” quid lex voluit dicit” ovvero quello che la legge vuole lo dice.
La conseguenza è che quello che non vuole non lo dice.
E il regolamento non lo dice…. perché chi comanda non vuole!
Massima Manzelli
Lorena Saragnese
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