Sindaco e figura emblematica di altri tempi! Non si tratta del solito, deferente omaggio a un uomo che, nella vita politica e amministrativa nella quale ha operato per ininterrotti quindici anni, ha avviato un percorso decisivo e irreversibile. Quello che è stato e ha fatto per Torremaggiore Michele Cammisa lo sanno e lo ricordano anche quanti non appartengono alla mia generazione, tale e tanto è stato il suo lascito a beneficio della nostra Città.
Il “Sindaco del dopoguerra” è stato spesso riassuntivamente chiamato. Ed è giusto ricordarlo così per le difficoltà e le incombenze che una comunità è indotta a sopportare all’indomani di un periodo segnato dalle ferite laceranti della guerra. Una comunità da rigenerare. Una comunità forse non tanto da ricostruire ma da costruire, propriamente. Una comunità da prendere per mano e far crescere. Una comunità in cui spargere quotidianamente la semente della fiducia e del futuro.
Chi scrive non solo ha avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo, ma di fare un pezzo di strada con lui, un’esperienza politica comune e così ha potuto apprezzare le sue doti di sobrietà, di discrezione e misura. Il suo ripudio di qualsivoglia pratica della politica come litigio quotidiano, come clamore interminabile in ossequio a mirabolanti progetti che furbescamente mirano a inabissare i superiori interessi della Città.
Ai rumori della falsa politica Michele Cammisa opponeva la pacatezza silenziosa del suo fare e saper fare. Egli, che pure era, per i suoi tempi difficili, un “capopopolo”, amato da folle di cittadini di diversa appartenenza politica, disprezzava il protagonismo e il populismo elettoralistico che misurano ai tempi d’oggi la statura di sprovveduti e improbabili amministratori della cosa pubblica. Egli costantemente mostrava di odiare ogni concezione della politica e della vita amministrativa come diatriba e personalismi esacerbati.
E’ stato sì, per davvero, il sindaco di tutti. Ed è stato, dunque, anche il “mio” sindaco, il mio paradigma di riferimento negli anni in cui mi è capitato di essere a capo dell’Amministrazione comunale. Nell’uomo Cammisa era possibile vedere una consonanza inusuale di vita pubblica e rapporti umani privati. Nei quali mostrava la stessa profusione di sobrietà, di discrezione e di misura. Nei quali era completamente assente il virus dell’interesse personale e dell’umana ipocrisia.
Me lo ricordo così Michele Cammisa. E ancora e sempre a lui mi tengono legato una profonda gratitudine e un immutato affetto.
Michele Marinelli – già sindaco di Torremaggiore dal 1976 al 1981

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