(TMOL) – 830 anni fa nasceva a Jesi (AN) l’imperatore Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi moì invece il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino di Puglia, in agro della odierna Torremaggiore. E’ stato sepolto presso la Cattedrale di Palermo. Federico, ammalato per via di una grave infezione intestinale, viene condotto con molta fretta nella Domus sollaciorum della cittadina dauna a dicembre 1250. Tutta la corte del Sacro Romano Impero si sposta in quei frenetici giorni di dicembre a Fiorentino, ministri e funzionari dello stato si accalcano nella piccola cittadella medievale, il cui nome “flore”, risulta essere un triste presagio per la vita del grande Svevo. Il vaticinio dell’astrologo Michele Scoto, rivolto al Puer Apuliae, ricorderà la fine di Federico in un luogo “sub flore apud portam ferream”.

Personalità forte e poliedrica, capace di parlare sei lingue (latino, siciliano, tedesco, greco, arabo e francese), cultore delle arti e della poesia, promotore di ideali di pace e tolleranza, venne chiamato da molti suoi contemporanei “stupor mundi”. Al contempo, l’ambizioso progetto politico di cui Federico II si fece interprete gli attirò anche feroci critiche, al punto che molti videro in lui l’incarnazione dell’Anticristo. Federico II, dotato di un grande interesse per i molteplici campi del sapere e autore agli stesso di un trattato sulla caccia con il falcone (De arte venandi cum avibus), si fece promotore di importanti iniziative culturali. Nel 1224, per formare una classe di burocrati che potesse amministrare il suo Regno, senza ricorrere alla nobiltà locale, fondò l’Università di Napoli, dove venivano insegnate principalmente le scienze giuridiche. Fu la prima università statale del mondo occidentale. A Salerno invece promosse nel 1231 la celebre scuola di Medicina, dove istituì, per la prima volta in Europa, la cattedra di anatomia. Emanò un’importantissima serie di leggi tra cui le Costituzioni di Melfi (1231), con le quali si sforzò di realizzare uno Stato organizzato e coerente che non prevedeva soltanto obblighi dei sudditi nei confronti del governo, ma anche dello Stato nei confronti dei sudditi.



