Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne: riflessione aperta della Dottssa Psicologa Lucia Biasco

La lettera scarlatta dell’innocenza

Domani è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Già fa specie che sia ancora necessario istituire una giornata apposita per ricordarlo.

Ma forse fa ancora più specie il modo in cui si vorrebbe lottare contro questa violenza.

Senza processo e senza colpa, si emette sentenza che nessun uomo è innocente.

Si obbliga ogni innocente a risarcire la non-vittima con delle scuse e con l’ascrizione di un nuovo reato, o meglio, di un nuovo peccato originale: essere uomo.

Nella nuova bibbia sociale, ogni uomo, anche colui che ha sempre ripudiato e disprezzato ogni forma di violenza, è additato come meritevole di odio, come un reietto da tenere a distanza, come un nemico.

Col risultato che chi viene davvero emarginata, lasciata ancora più sola e fragile, è la donna.

In questa nuova bibbia sociale, pare che la lieta novella possa essere una sola: la solitudine.

Basti pensare alla gara irreale e a tratti macabra di alcune Vip, a fare propaganda all’evocativo slogan: “Mi basto da sola”.

Certo che ci si deve bastare. Ma per trovare un proprio equilibrio, una propria autonomia. Non per rinchiuderci di proposito in una cella di isolamento affettivo.

E dopotutto l’equilibrio è tale solo se sentiamo il bisogno e il piacere di condividere il nostro mondo con quello altrui.

Non è necessario fare appello all’eternità di poesie e romanzi d’amore per capire che le emozioni sono la vera parte vitale della nostra essenza umana: senza legami appaganti, piano piano ci spegniamo.

Da autonomi, diventiamo automi.

E gli automi sono sempre manipolabili. Non solo da influencer di tutti i tipi, faziosi e pretestuosi, ma anche dai nostri stessi pregiudizi, dalla nostra stessa tendenza a una tifoseria passionale e astiosa. In un compulsivo rinnegare l’oggi, pare che tutti auspichino un ritorno al passato.

Ma non allo stesso passato: c’è chi rivorrebbe il patriarcato, inteso come unica fonte di protezione, e chi rivorrebbe il matriarcato, inteso come unica sorgente di libertà.

Nell’impellenza del loro tifo religioso, i primi dimenticano che il patriarcato ha come rovescio della medaglia il considerare la donna come colei che ha l’obbligo morale e fisico di obbedienza al Padrone, mentre i secondi non considerano che il matriarcato pure ha il suo rovescio della medaglia: pur di comprendere e giustificare maternamente tutto, finisce per rendere tutto caotico, capriccioso e volubile.

Anziché cercare di costruire nell’oggi un modello di relazione che risulti finalmente rispettoso e soddisfacente sia per l’uomo che per la donna, si alimenta l’ennesima divisione sociale tra i sessi.

Una frattura che strumentalizza tutto, anche la terribile tragedia della violenza sulle donne.

Per questo noi non vogliamo le vostre scuse.

Vogliamo che abbiate il “bel tacere” di chi è innocente.

Per questo non sappiamo che farcene del vostro capo chino.

Noi vi vogliamo guerrieri.

Noi vi vogliamo alleati.

Io donna non mi basto da sola.

Tu uomo non ti basti da solo.

Insieme.

Io contro chi attenta alla tua dignità di uomo.

Tu contro chi attenta alla mia dignità di donna.

Dott.ssa Lucia Biasco Psicologa