Amore. Tutto parte da esso. Parola così tanto cantata, ricercata, agognata, temuta e ahimè… anche confusa al punto che se “malato” restituisce effetti devastanti. Parola che nasce alla prima lettera dell’alfabeto, per la natura carnale, impeto che muove il gesto umano ed animale; per l’imprinting materno fa crescere la vita; l’inizio di tutto e di gran parte della ricerca di ognuno. Ma come può conciliarsi un amore con la “A” maiuscola e la lettera “F” che è iniziale dei tre illustri personaggi, protagonisti nell’ultimo happening nei teatri messi in scena da Walter Scudero in questa season 2023?
Richiamando alla memoria le brillanti ed improvvise deduzioni del celebre Sherlock Holmes e le acute conversazioni con il dottor Watson, non tanto “elementare” è risultata questa argomentazione proposta la sera di sabato 25 novembre 2023 dal regista alla sua affezionata audience, dopo l’ultima del 12 novembre nel salotto del “Teatro del dissesto”: negli spazi più ampi dell’auditorium delle Suore Ancelle del Sacro Cuore di Torremaggiore, per la serie: “Le interviste impossibili” del dottor Walter Scudero sono state trasmesse “incognite connessioni” tra gli illustri Foscolo, Felici e Ferrari.

Tre lettere iniziali in comune, oltre la loro storia più conosciuta, studiata e ricordata: tre personaggi legati anche da un sottile epilogo che, per l’ultimo ha rappresentato la “salvezza”, per il secondo la genialità di uno “strumento” e per il primo il “concepimento” di una nuova vita, grazie proprio all’amore.
Ecco che il cronista Walter Scudero muove le prime scomode domande ad Isabella Roncioni Bartolommei (1781-1849) mirabilmente, interpretata dalla giovanissima Matilde Di Carlo: con voce ferma, pacata ed innamorata al punto che oggi definiremmo anche “persa” quando, smarrita la convinzione del proprio sentimento, la contessa sanciva nella sua lettera di addio, il congedo all’amore, poi risultato anche adultero nei frutti, per il poeta Ugo Foscolo (1778-1827).
Dalle confessioni di questa donna si rivela la prima “connessione” nelle origini del professore di fisica Riccardo Felici (1819-1902) elegantemente interpretato da Alex Faienza, che interrogato nella seconda intervista dal regista, raccontava dello smarrimento e la ricerca affannata della sua identità sin dall’infanzia, ma anche dei suoi mirabili studi nella scienza dei fenomeni di induzione elettromagnetica, i cui strumenti applicativi sono poi occorsi alla seconda “connessione” della serata.
Durante la Guerra per l’Unità d’Italia condotta con la “spedizione dei Mille” nel meridione della penisola dal Giuseppe Garibaldi (1807-1882) sull’Aspromonte il Generale veniva raggiunto da due colpi esplosi da carabine. Uno di questi penetrava soltanto il piede destro all’altezza del malleolo, sparato, nell’intento di non colpire a morte, dal Luogotenente dei Bersaglieri Luigi Candido Grazioso Ferrari (1826-1895) il cui cappello piumato cingeva per l’occasione il capo del giovane Emilio Russo, fiero nell’importante divisa indossata, per quanta emozione raccontava di quel giorno di guerra, ma anche attonito per l’onta che dovette sopportare quando, insignito di Medaglia d’oro al valor militare, congedato dall’Esercito e rientrato al suo paese natio, si palesò la motivazione per il riconoscimento: aver rispettato l’ordine ricevuto nel combattimento narrato di sparare all’eroe dei due mondi.
Ebbene, con l’ausilio di uno dei primi e rudimentali “strumenti diagnostici” di quel tempo, concepito proprio per gli studi del professore Riccardo Felici, i medici chiamati alle cure di Giuseppe Garibaldi individuarono il proiettile sparato dal Ferrari e assicurarono la guarigione dell’arto destro del Generale.
Raccontando così di storie d’amore, tra gossip, fughe di notizie, prole di dubbio accertamento, ma anche di percorsi scientifici di luminari e accadimenti di guerra occorsi nel diciannovesimo secolo, utilizzando analogie con termini in uso odierno, Walter Scudero ha suscitato curiosità ed interesse collegando tre personaggi all’apparenza senza legami e attivando tra questi “incognite connessioni” che titolano il libro presentato una sera di novembre del 2023 e dedicato all’amore per i suoi figli e nipoti.
Gli intervenuti ai quali il regista ha omaggiato del libro: “FFF tre vicende incognitamente connesse” conosceranno così nei dettagli le storie di questi personaggi, che non appartengono ad un tempo tanto lontano: anche loro in continua ricerca dell’amore, che sia verso un uomo o una donna, amore come è stato quello della contessa Isabella Roncioni Bartolommei per il poeta Ugo Foscolo; amore come è stato quello di Riccardo Felici alla ricerca di chi gli diede la vita, poi riversato nell’insegnamento e nella scienza, al punto che il suo ingegno permise il concepimento di strumenti diagnostici; amore per la divisa del Corpo dei Bersaglieri quello di Luigi Candido Grazioso Ferrari, che senza disattendere gli ordini ricevuti, dimostrò amore per la Patria nascente dell’Italia, risparmiando volutamente la vita al Generale Giuseppe Garibaldi che la stava riunificando.
L’amore che Walter Scudero nutre da sempre per l’arte del teatro e che trasmette ogni volta con straordinaria ed originale concezione ad un nutrito gruppo di talentuosi attori in ogni sua rappresentazione.
Danilo De Felice

