Monito di Ennio Marinelli: diamoci una mossa!

La nuova Conferenza globale sul clima che si è tenuta nelle scorse settimane in Egitto, la COP27, ha posto ancora una volta in primo piano la questione del clima, la questione dell’ambiente. Si tratta di un tema centrale per tutta l’umanità, che rischia di precipitare in una catastrofe ambientale non in un vago futuro, ma durante la vita dei nostri figli e forse durante la nostra stessa vita. E quando parliamo di ambiente, non parliamo di qualcosa di lontano, ma di ciò che ci circonda, che ci fa respirare, che ci nutre, che ci fa in definitiva essere vivi.

Per la nostra comunità, ancor di più, l’ambiente è vita. Il nostro è un territorio a forte vocazione agricola che ha fatto del rapporto con la terra, con i suoi frutti e con i suoi equilibri, la sua ragione storica di esistenza. Non c’è altro futuro se non nel rapporto con il nostro territorio. Quindi la crisi ambientale è qui, attorno a noi. Nella nostra Torremaggiore, nella nostra Capitanata. E ci riguarda tutti, ma non tutti in egual misura. Perché, se è vero che ogni cittadino ha responsabilità nel mantenere pulito il proprio ambiente, è ancor più vero che chi ha responsabilità di amministrare la cosa pubblica ha una doppia, anzi una tripla responsabilità.

La prima come cittadino, la seconda come amministratore, la terza come articolazione dello Stato responsabile del mantenimento della sicurezza. Perché la questione ambientale, da noi, è anche questione di sicurezza, anzi lo è prima di tutto. Che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli, se non ci impegniamo infatti a vigilare affinché il nostro territorio sia preservato e valorizzato? Per impedire che i nostri campi diventino depositi illegali di rifiuti, e anche di rifiuti tossici, che arricchiscono solo la criminalità organizzata? Oggi, non facciamo finta di non vederlo, la provincia di Foggia è additata come una delle più pericolose d’Italia per la presenza di violente organizzazioni mafiose. Noi già 15 anni fa denunciavamo, in un’iniziativa che era intitolata “Napoli siamo noi” in occasione della crisi dei rifiuti nel capoluogo campano, il rischio e talvolta il fatto già evidente che la Capitanata – per motivi geografici e per altre affinità – potesse diventare la prossima “terra dei fuochi”. E d’altronde, nel 2020 la Puglia rappresentava il 28,7 per cento delle infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti sul totale nazionale: più di una su quattro e siamo certi che sia solo la punta dell’iceberg. Questa condizione che alimenta la presenza di una sempre più spietata e violenta malavita, da un lato, e che rende a rischio d’insalubrità le nostre città. Perché la presenza di rifiuti tossici è un fattore accertato di aumento di malattie.

Dobbiamo proteggere il futuro nostro e dei nostri figli. E questa lotta passa prima di tutto dal senso di responsabilità di chi amministra la cosa pubblica, che può partire da iniziative anche poco onerose, ma molto efficaci. Cosa può costare, per esempio, attivare un sistema di monitoraggio dall’alto del nostro territorio attraverso l’utilizzo di droni, oggi strumenti a portata di tutti? Cosa può costare avviare campagne di sensibilizzazione dei nostri cittadini affinché non cadano nelle maglie di un sistema che promette facili guadagni ma a prezzo del futuro? Cosa può costare insistere, insistere per ottenere una presenza più visibile ed efficace dello Stato e delle sue istituzioni di sorveglianza, prevenzione e repressione dei fenomeni illegali?

Costa, lo sappiamo, in termini di voto di scambio. Ma quello è un voto che chi si dice di sinistra, chi vuole il progresso non desidera. Essere progressisti vuol dire credere che si può migliorare e agire per migliorare. Ma non c’è miglioramento, per noi, senza puntare tutto sull’ambiente, sull’agricoltura di qualità, sulla salubrità e sulla salute. Quindi è necessario uno scatto di reni, un salto di qualità nelle politiche dei nostri amministratori, che non si devono nascondere sotto falsi scudi di competenze, ma tenere sempre a mente che l’unico loro vero compito è proteggere il futuro e il presente dei loro cittadini. Da noi lo si fa imponendo la presenza dello Stato e tutelando il territorio.

Ennio Marinelli

Già consigliere comunale, assessore e Presidente del Consiglio Comunale a Torremaggiore

Torremaggiore 23/11/2022