La campagna olearia oramai alle porte si presenta come una medaglia con il relativo rovescio.Se è vero che aumentano le richieste dall’estero, che in alcuni casi fanno registrare cifre pari al 40% di incremento, bisogna fare i conti con almeno due fattori: la siccità dell’estate appena trascorsa ha minato seriamente la produzione olearia e a questo si aggiunge la crisi ucraina ed il conseguente caro dei carburanti e del costo della molitura e del vetro. Piuttosto che attendere in maniera inerte l’arrivo di tempi migliori è necessario anzitutto diffidare dall’acquisto di olio a basso costo, perché è umanamente impossibile vendere un prodotto di qualità a prezzi improponibili, ma anche incentivare i controlli di olio proveniente dall’estero e soprattutto organizzare le filiere. La commissione parlamentare di cui faccio parte, da quest’anno accorperà l’agricoltura all’industria e questo rappresenta una grande opportunità per far incontrare i produttori con i distributori e i trasformatori, oltre ad incentivare la partecipazione a campagne internazionali di promozione dell’olio Made in Italy nei principali eventi in tutto il globo. Molti incentivi già esistono attraverso, ad esempio, l’opera dell’Ice, ma spesso sono purtroppo ignoti ai piccoli produttori. Consorziarsi, vigilare, promuovere e distribuire in maniera virtuosa, dunque, sono le linee guida da seguire per affrontare una crisi altrimenti irrisolvibile.
Sen. Gisella Naturale (M5S)


