Torremaggioresi illustri: l’11 giugno 2019 moriva il compagno sindaco (dal 1960 al 1976) Domenico De Simone, bracciante, autentico comunista, grande protagonista della sinistra dauna che ha dato lustro al mondo del lavoro. Fu anche eletto al Senato nel 1976 e alla Camera dei Deputati nel 1979. Torremaggiore.Com non dimentica

“Il Comune al Popolo e il popolo al Comune”
Domenico De Simone (1926-2019)

11/06/2019 – 11/06/2021 – L’11 giugno 2019 è venuto a mancare all’età di novantacinque anni il Sen. On. Domenico De Simone, già sindaco di Torremaggiore dal 1960 al 1976. Protagonista di spicco del Partito Comunista torremaggiorese dopo il ritiro a vita privata del sindaco uscente, Prof. Michele Cammisa avvenuta nel 1960. Ha inciso profondamente nella Federazione Provinciale di Foggia fino al 2003. A partire dagli anni Cinquanta Torremaggiore con la forte e perdurante affermazione elettorale comunista fu definita dalla stampa la Stalingrado della Capitanata insieme ad altri comuni rossi provinciali. Alle elezioni del 2 giugno 1946 la città federiciana dell’Alto Tavoliere in controtendenza rispetto alla Capitanata e al Mezzogiorno d’Italia con l’apporto decisivo delle donne superò il 60,7% dei consensi a favore della Repubblica. Alle comunali del 1971 il PCI conseguì 4.761 voti pari al 52% dei consensi cittadini ( con 17 seggi su 30 in quota PCI) e il sindaco Domenico De Simone ottenne 3.572 preferenze secche, un ottimo risultato su scala locale ma lontano dai numeri che conseguì il suo predecessore Prof. Michele Cammisa ovvero 8.189 voti di preferenza nel 1952 e 4.008 nel 1956. Erano epoche diverse, difatti all’avvio degli anni settanta era presente un aumento dei voti di preferenza alle forze socialiste, laiche, repubblicane, liberali, social-democratiche e democristiane.

1980 – l’on Domenico De Simone al primo congresso della Confcoltivatori –
fonte LINO ZICCA – Domenico De Simone – ideali, passione e comeptenza di un sindaco –
Edizioni Catapano LUCERA ( E’ un libro della Fondazione Vittorio FOA) – 2020

BIOGRAFIA GENERALE – Domenico De Simone nasce a Torremaggiore il 28/05/1926. Fu registrato all’anagrafe il 31 maggio 1926. Quartogenito di Nicola De Simone ( 1885-1966) e Angela Marangi ( 1890-1951). La sua famiglia era povera e contadina. Si era iscritto al Movimento Giovanile Comunista nel dicembre del 1943, al PCI a maggio del 1945, e partecipò da protagonista alle lotte del movimento bracciantile. Dal 1944 al 1947 fu responsabile giovanile della Camera del Lavoro di Torremaggiore. Fu inviato dalla Federazione provinciale del PCI da novembre 1946 a gennaio 1947 presso la Scuola “Anselmo Marabini” di Bologna alla scuola del partito. Questo il commento della scuola del PCI : “Domenico De Simone è stato assiduo, serio e disciplinato, riuscendo a migliorarsi notevolmente. A nostro avviso può rendere notevolmente utilizzandolo nel lavoro contadino e di massa con funzioni dirigenti nell’ambito sezionale e anche di commissioni di lavoro federali”. Fu suo l’impegno per l’apertura della Camera del Lavoro a Serracapriola. Legò tantissimo con i compagni sanseveresi Luigi Allegato e Carmine Cannelonga che furono da lui considerati i suoi maestri politici insieme al concittadino Salvatore Prencipe. Alle elezioni politiche del 1948 Torremaggiore votò nuovamente in controtendenza rispetto al voto nazionale che sancì il trionfo della Democrazia Cristiana. Nella cittadina federiciana la lista unitaria del Fronte Popolare fu prima sia alla Camera con il 52,70% dei consensi che al Senato con il 51,91% dei voti. Il voto locale contribuì all’elezione del lucerino socialista Michele Lanzetta. Ci troviamo in un contesto storico molto complesso ed estremamente duro per la popolazione. Le masse proletarie avevano le proprie ragioni a denunciare le durissime condizioni dei braccianti e degli agricoltori nei campi. Molti di loro erano ridotti letteralmente alla fame, lo sfruttamento da parte dei proprietari terrieri era una piaga più viva che mai. Per queste ragioni erano frequenti occupazioni e scioperi contro questo enorme disagio sociale. Domenico De Simone venne arrestato nel novembre del 1949 in occasione dello sciopero bracciantile in cui perirono i concittadini Lavacca e Lamedica. Fu detenuto per sei mesi nel carcere di San Severo insieme a Luigi Lamedica, segretario della Camera del Lavoro di Torremaggiore. Successivamente fu trasferito al carcere di Lucera in attesa del processo. Durante questo lungo lasso di tempo lesse Gramsci, gli elementi fondamenti del marxismo e la storia dell’URSS, tutti testi che entrarono clandestinamente nel carcere. Il partito per meriti e capacità riconosciute lo elesse componente del Comitato Esecutivo della nascente FGCI di Capitanata che sostituiva il Fronte della Gioventù che a sua volta era subentrato al Movimento Giovanile Comunista. Uscì dal carcere dopo tredici mesi, fu rimesso in libertà il 13 dicembre 1950. Il processo per i fatti del 29 novembre 1949 si svolse nel luglio del 1951. Domenico De Simone fu condannato a quattro mesi e quindici giorni di reclusione, condanna confermata dalla Corte di Appello di Bari. Scontò però tredici mesi di carcere a fronte di quattro mesi e quindici giorni di condanna.

1956 – bagno di folla al comizio del PCI, parla il prof. Michele Cammisa – www.torremaggiore.com –

LA MILITANZA DIRIGENZIALE DURANTE GLI ANNI CINQUANTA – A gennaio del 1951 si svolse il congresso provinciale del PCI di Capitanata. Domenico De Simone fu scelto a frequentare la Scuola Centrale Quadri “Eugenio Curiel” della durata di cinque mesi. Tornato in Capitanata svolse con impegno e successo la costruzione delle sezioni comuniste di Serracapriola, Chieuti, San Paolo di Civitate, Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia. Fu eletto Presidente del Comitato per la Terra di Torremaggiore. Alle elezioni provinciali del 1952 con PSI e PCI alleati le sinistre vinsero al primo turno. Il comunista Luigi Allegato fu eletto Presidente. Il 5 marzo 1953 quandò morì Stalin in tutte le sezioni comuniste della Capitanata si svolsero veglie funebri con la sua immagine accanto a quella di Marx, Lenin e Gramsci. Si sposò il 20/02/1954 con Bianca (Lina) Borrelli presso il Municipio di Torremaggiore ed il matrimonio fu celebrato dal sindaco comunista Prof. Michele Cammisa. Nel 1956 dopo l’occupazione dei carri armati sovietici in Ungheria e dopo la pubblicazione dei crimini staliniani sollevati da Kruscev si generò un forte trauma all’interno del partito anche in Capitanata. Si affermò la via italiana al socialismo. De Simone fu uno degli interpreti della nuova strategia del partito anche se nella sezione di Torremaggiore il quadro di Stalin restò affisso in sezione per diversi anni successivi al 1956. Nel 1958 subentrò a Luigi Allegato alla Provincia di Foggia che purtroppo morì il giorno stesso delle elezioni politiche.

1956 – vittoria del PCi alle Comunali, Cammisa Sindaco e De Simone Capogruppo del PCI in consiglio comunale – fonte www.fontanaritorremaggioresi.com
1969 – ROMA – Palazzo dei Congressi – Congresso della lega delle Cooperative
FONTE – LINO ZICCA – Domenico De Simone – ideali, passione e comeptenza di un sindaco – Edizioni Catapano LUCERA ( E’ un libro della Fondazione Vittorio FOA) – 2020

L’IMPEGNO PER IL COOPERATIVISMO E PER L’ASSOCIAZIONISMO – Domenico De Simone fu sempre attivo per la gestione dei problemi dell’associazionismo e della cooperazione sia come dirigente di partito e parlamentare del PCI, ma anche come Presidente Provinciale della Federcoop, incaricò che ebbe fino al 1968. Favorì la nascita del Comitato Regionale Pugliese e delle Associazioni Regionali di Settore. Ma sia De Simone che Gino Tozzi ( compagno emiliano di grande esperienza che fu inviato dal Partito in supporto al PCI foggiano) erano consapevoli che il modello dell’ Emilia Romagna e della Toscana non era merce che poteva essere esportata e trapiantata nel Tavoliere pugliese. Si avviò pertanto la rete associativa e cooperativistica espressione della realtà in cui operavano. Per evitare lo sfruttamento dei lavoratori della filiera dello zucchero lavorò con Tozzi per la creazione dell’Associazione Bieticoltori di Capitanata (AbC); avviata nel 1960 fu da subito operativa ottenendo risultati positivi. Dopo si realizzò il Consorzio Nazionale Bieticoltori (Cnb) per poter contrastare le richieste dell’Eridania unendo associazioni di tutto il territorio nazionale. Per l’acquisto collettivo dei concimi agricoli finalizzato alla riduzione dei costi di produzione si impegnò per la realizzazione dell’Associazione Provinciale Cooperative Agricole. Si proseguì con l’Associazione Olivicoltori di Capitanata di cui De Simone si assunse la responsabilità di guidare in prima persona con la qualifica di Presidente. La visione cooperativista ebbe anche nella Coop Giardini a Torremaggiore uno strumento democratico per realizzare civili abitazioni dopo l’approvazione del PRG (Piano Regolatore Generale) da parte dell’Amministrazione Comunale DE SIMONE.

L’IMPEGNO POLITICO DURANTE IL MANDATO SINDACALE 1960-1976 – Fu il PCI a proporlo come sostituto naturale del prof. Michele Cammisa nel 1960. Non esisteva ancora la legge che istituì l’elezione diretta del sindaco ( arriverà solo nel 1993 questa novità normativa) . I partiti svolgevano un ruolo egemonico importante. Alle comunali del 1971 il PCI con 4.761 voti pari al 52% dei consensi De Simone ottenne 3.572 preferenze secche.
Il mandato sindacale targato De Simone conobbe una fase di sviluppo costante e duraturo che portò ad una crescita economica, sociale e culturale sebbene l’emigrazione verso il triangolo industriale del Nord Italia e all’estero proseguì. Difatti Torremaggiore passò dai 19.171 abitanti residenti del 1959 ai 16.608 del 1962 ai 16.316 del 1971 per registrare invece un incremento negli anni Ottanta. La sua visione politica consisteva nel trovare la sintesi tra i bisogni del popolo e un rapporto duraturo con le associazioni di categoria, i movimenti sindacali, le cooperative, i professionisti e le forze culturali cittadine. Supportò la creazione della Coop Agricola Fortore ( nata nel 1960 e fallita nel 2014) e dell’Oleificio Sociale. Dotò il Comune di Torremaggiore del PRG ( Piano Regolatore Generale) che fu approvato all’unanimità in consiglio comunale e del PEEP ( Piano di Edilizia Economica e Popolare) assicurando la realizzazione di molte abitazioni popolari e residenziali. Poichè il legislatore introdusse il piano per gli insediamenti produttivi grazie alla legge 22 ottobre 1971, n. 865 al fine di agevolare la realizzazione di aree specializzate ad accogliere insediamenti produttivi anche a Torremaggiore fu creata la ZONA PIP a supporto delle attività artigianali. Anche il Piano Commerciale Made in Torremaggiore fu tra i primi entrati in vigore in tutta la Puglia. Torremaggiore fu il primo comune pugliese ad attivare il CONSULTORIO FAMILIARE. Si aprì anche la scuola materna comunale che affiancò quella statale. Si impegnò in prima persona per l’istituzione del servizio scolastico per i bambini ed i ragazzi che vivevano in campagna. Fu promotore della riorganizzazione della Biblioteca Comunale il cui sviluppo avvenne sotto la direzione di Pasquale Ricciardelli. Fu attivata anche una Scuola Musicale tutt’ora esistente. Nell’ambito sportivo promosse la realizzazione della UISP ( Unione Italiana Sport Popolare) ovvero un circolo per avvicinare le giovani generazioni allo sport.

Di grande evidenza il 7 ottobre 1974 quando si tenne un’assemblea nella sala consiliare e l’Amministrazione De Simone si impegnò a favorire l’entrata nelle scuole materne comunali di due bambini portatori di handicap, con fornitura di materiale didattico e fisioterapico. Dal 18 al 21 dicembre si tenne una settimana di sensibilizzazione nelle scuole e nei quartieri, con insegnanti e famiglie, a cui partecipò una delegazione di Rimini e quell’anno scolastico sancì un grande principio che era avveniristico per quei tempi: riconoscere la pari dignità tra tutti gli esseri umani. Il medesimo impegno fu mantenuto anche nell’anno scolastico seguente. Fu un atto di grande valore sociale che servì ad incoraggiare tutte le famiglie che avevano dei portatori di handicap a socializzare tale condizione, superando la vecchia visione di tenerli nascosti come qualcosa di cui vergognarsi.

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1976 – con Enrico Berlinguer a Foggia a termine del IV Conferenza Agraria Nazionale – foto Matteo Carella – Archivio Franco Mastroluca – LINO ZICCA – Domenico De Simone – ideali, passione e comeptenza di un sindaco – Edizioni Catapano LUCERA ( E’ un libro della Fondazione Vittorio FOA) – 2020

L’ATTIVITA’ POLITICA DURANTE I MANDATI PARLAMENTARI – Eletto senatore il 20 giugno del 1976 nel collegio di Lucera con 34.164 voti di preferenza, entrò a far parte della 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali e della 3^ Commissione permanente Affari Esteri. Il 3 giugno del 1979 fu eletto deputato nella circoscrizione di Bari con 23.778 voti di preferenza ed entrò a far parte della XI Commissione Agricoltura e Foreste . Subito dopo l’elezione a senatore De Simone, con tutta la sua famiglia si trasferì a Foggia per poter raggiungere con minori difficoltà Roma e per essere vicino alla federazione provinciale del suo partito. Rimase nal capoluogo dauno fino al 2003 quando per esigenze familiari fece ritorno nella sua Torremaggiore. Oltre alle numerose interpellanze, interrogazioni su temi riguardanti la Capitanata e la Puglia, tra le sue proposte di legge al Senato della Repubblica ricordiamo:

  • Concessione di un contributo straordinario a favore dell’Ente Autonomo per l’AQP per il ripianamento dei disavanzi di bilancio;
  • Costruzioni di alloggi di servizio per il personale delle forze di Polizia;
  • Modifiche alle norme sull’elettorato attivo concernenti la iscrizione e la reiscrizione nelle liste elettorali dei cittadini residenti all’estero.

Da deputato alla Camera dei Deputati queste furono le sue proposte di legge più importanti che ricordiamo oltre ad un fattivo impegno parlamentare per la generazione di sussidi per i danni causati dalla siccità in Puglia e Basilicata:

  • Istituzione dell’Università Statale degli Studi di Foggia;
  • Istituzione a Foggia di una sezione distaccata della Corte di Appello di Bari;
  • Proroga degli elenchi anagrafici, miglioramento delle strutture del collocamento e del potenziamento degli uffici del lavoro nei bacini di impiego della mono d’opera agricola nel Mezzogiorno d’Italia;
  • Norme per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio destinato alle attività agro-silvo-pastorali;
  • Nuovo ordinamento dei consorzi agrari e della Federazione Italiana dei consorzi agrari;
  • Riordinamento dell’azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA);
  • Riordinamento del Credito Agrario;
  • Norme per per il riordino della ricerca e della sperimentazione in agricoltura;
  • Norme sulla classificazione ed etichettatura dell’olio di oliva;
  • Legge Quadro per la stipula di accordi interprofessionali tra produttori agricoli e industria di trasformazione;
  • Norme concernenti interventi di mercato nel settore degli ortofrutticoli;
  • Norme per la formazione e lo sviluppo della proprietà diretto-coltivatrice
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Dopo il termine del mandato parlamentare proseguì il suo impegno politico presso la Federazione Provinciale del partito, la Lega delle Cooperative ed anche nella locale sezione comunista di Torremaggiore. Partecipò con passione ed impegno alla nascita dei DS durante il primo congresso dei Democratici di Sinistra che si tenne a Foggia dal 3 al 5 dicembre 1999. Proseguì altresì la sua partecipazione all’ultimo congresso provinciale dei DS del 23/24 marzo 2007 che sancì la fine dei DS per confluire nel PD fondendosi di fatto con la Margherita ( partito di ispirazione cattolica). Diede fino alla fine, anche nel 2019 il suo suggerimento strategico affinchè la sinistra locale candidasse il giovane imprenditore agricolo Emilio Di Pumpo che dopo vinse le elezioni amministrative con oltre il 60% dei consensi il 10 giugno 2019. Il Sen. On. Domenico De Simone è deceduto l’11 giugno 2019 ( nello stesso giorno del decesso del leader comunista Enrico Berlinguer deceduto però nel 1984) e riposa nel Cimitero Monumentale di Torremaggiore presso la tomba di famiglia.

Tomba del Sen. Domenico De Simone – Cimitero Torremaggiore – www.torremaggiore.com –

CURIOSITA’ SUL SENATORE DE SIMONE

Aveva ottimi rapporti personali con il fondatore della Coop Fortore Matteo Colacchio, con il fondatore dell’Ospedale San Giacomo di Torremaggiore nella persona del Prof. Salvatore Ciaccia e con il Direttore Sanitario del San Giacomo dal 1966 al 1992 Prof. Nicola Bellantuono.

Aveva altresì un ottimo rapporto personale con l’Avv. Dino Marinelli del MSI e in più occasioni come sindaco gli conferì incarichi legali suscitando malumori nel partito perchè era il migliore penalista su scala locale e nella visione sindacale di De Simone occorreva scegliere i migliori anche se non erano dello stesso colore del governo della città.

In occasione del Referendum Costituzionale del 2016 appoggiò le ragioni del SI poichè in quelle proposte erano presenti temi che il PCI aveva da sempre sostenuto e che non aveva alcun senso non sostenere.

La frase ” non sono lontano sono dall’altra parte proprio dietro l’angolo” presente sulla sua tomba è stata scelta da Lui

Lo Staff di Torremaggiore.Com ringrazia sentitamente la famiglia DE SIMONE ed il dott. Nicola De Simone per aver fornito foto e vario materiale per la stesura di questa nota. Nota realizzata da Michele Antonucci.
Bibliografia – LINO ZICCA – Domenico De Simone – ideali, passione e comeptenza di un sindaco – Edizioni Catapano LUCERA ( E’ un libro della Fondazione Vittorio FOA) – 2020 – Prefazione del Dott. Antronio Bucz.
Le foto del 1956 sono tratte dal Portale Locale FONTANARI TORREMAGGIORESI. Si ringrazia il curatore sig. Fulvio De Cesare per la concessione

CAMERA DEI DEPUTATI – PROPOSTE DI LEGGE DELL’ON. DOMENICO DE SIMONE

SENATO DELLA REPUBBLICA – PROPOSTE DI LEGGE DEL SEN. DOMENICO DE SIMONE