Nota di Paolo di Capua: aspettando Uomo e Galantuomo

Preparare un’opera teatrale per “Il Baffo” è ogni volta una grossa sfida, un traguardo che viene raggiunto con impegno e ricerca e studio, rielaborare per dare forma a nuovi elementi che fanno la differenza. Non ci si ritrova così per caso,o semplicemente per un guizzo di genio dell’autore. Da ogni sua commedia si possono ricavare e riadattare decine di rappredentazioni teatrali, Eduardo non è solo il maestro di allora, ma resta il punto di riferimento del teatro italiano nel mondo. Tanto di cappello a Ettore Petrolini, Eleonora Duse, Carmelo Bene, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi, Paolo Stoppa e via di seguito fino ad arrivare ai giorni nostri con meritati professionisti che hanno sposato in pieno tutte le regole del palcoscenico moderno…Questa citazione andava fatta, era semplicemente un preambolo che fa da cappello alla prossima storia, a una diversa collocazione strutturale del teatro. Cosa racconta ” Uomo e Galantuomo” ?Gennaro è a capo di una sgangherata compagnia teatrale detta “la eclettica” ( si arrangiano portando nei teatri e nelle piazze un genere che va dal serio al faceto). Sono ospiti di un albergo, il cui direttore, Don Alberto, gli ha voluto fare il favore di farli esibire. Gli stenti dovuti ai pochi guadagni, portano la pensione nel caos più assoluto; stendono i panni in terrazza, cucinano in stanza, provocando le lamentele degli altri ospiti. A tutto ciò si aggiunge la storia di Don Alberto con un donna sposata, una certa Bice, la quale ora è incinta.Lei però ha nascosto al suo amante alcuni particolari, Aberto allora incarica un uomo della compagnia di Gennaro, di seguirla e di riferirgli dove abita. Nel frattempo però si crea un equivoco, si presenta in albergo il fratello di Viola, la donna del capocomico Gennaro, che va a parlare con Don Alberto, per salvare la sorella da: “Quel morto di fame..” come lo chiama lui. Nasce però un equivoco con Don Alberto. Intanto si prova lo spettacolo della sera, gli attori si distraggono continuamente facendo infuriare il capocomico e dalla tragedia ne esce una farsa. Poco dopo ritorna il fratello di Viola, che trovandola ancora assieme a Gennaro va su tutte le furie…. A questo punto la storia si ferma per dare spazio alla curiosità del lettore. La caratteristica delle commedie di Eduardo è sempre quella di raccontare la realtà, così da tenere vivo lo sguardo del pubblico su ogni singola scena. Il motivetto “Trallalaralì Trallallaralà” è il frutto di un lungo meditare su quello che la vita ci riserva di fronte a situazioni imbarazzanti, quasi a voler elogiare alcuni tratti del teatro pirandelliano.Una commedia dove la mimica fa da padrona, sono i piccoli dettagli che fanno la differenza tra un personaggio e l’altro, il testo arriva dopo, sono le divergenze dei singoli attori che compongono tutto il canovaccio.

Paolo Di Capua
Direttore Artistico “Ass. Culturale Gruppo Teatrale IL BAFFO OVD”