FdI Torremaggiore ricorda le vittime delle foibe: tra i martiri anche due concittadini torremaggioresi

10 Febbraio, “Il Giorno del Ricordo” per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni giuliane e dalmate dalle loro terre.

Tra il 1943 ed i primi anni 50’ vi furono, da parte dei comunisti jugoslavi titini, tante persecuzioni nei confronti degli italiani che vivevano nelle zone di confine istriano e il massimo punto di crudeltà fu attuato attraverso “l’infoibamento”. All’interno delle foibe, inghiottitoi naturali di materiale carsico, si legavano gruppi di italiani, uniti tra loro con un fil di ferro e si apriva il fuoco soltanto sui primi due o tre i quali, precipitando nell’abisso, trascinavano con sè gli altri sventurati condannati a sopravvivere per giorni sui fondali di queste voragini.
Tra i martiri anche due italiani originari di Torremaggiore: Angelo Celeste ed Emilio Di Pumpo (Capitano d’artiglieria reparti R.S.I., fucilato a Sesana e infoibato il 24/5/1945).

Nel corso dei circa settanta anni trascorsi da questa vicenda, la Patria ha fatto di tutto per tacere, nascondere e talvolta fuorviare questa vicenda tanto è che il dittatore Comunista Tito ottenne nell’ottobre 1969 il titolo di “Cavaliere di gran Croce al Merito della Repubblica Italiana”. Sarebbe doveroso, per rispetto nei confronti delle decine di migliaia di morti italiani, revocare questa che viene ritenuta una altissima onorificenza concessa dalla Repubblica Italiana ad un capo di Stato straniero per alti meriti. Non è un attestato di benevolenza qualsiasi ma il più importante riconoscimento che certifica virtù filantropiche, sociali e umanitarie.

Per porre fine a questa assurdità, ci dovrebbe essere l’intervento del Presidente Mattarella che, con un atto di buon senso e di discontinuità nei confronti degli errori perpetrati dai suoi predecessori, revochi questo titolo di onorificenza. In tal caso si farebbe un’opera di giustizia e nel contempo si onorerebbero al meglio i tanti morti innocenti, per troppo tempo rimasti nascosti alla storia con una “Congiura del silenzio”.

I Patrioti non dimenticano!