Lettera aperta della senatrice Gisella Naturale (M5S) sulle aree verdi a Torremaggiore: zavorra o valore multifunzionale per la collettività?

Le aree verdi urbane rappresentano una risorsa fondamentale per la sostenibilità ambientale e la qualità della vita in città. Oltre alle note funzioni estetiche e ricreative, esse contribuiscono a mitigare l’inquinamento delle varie matrici ambientali (aria, acqua, suolo), migliorano il microclima delle città e alimentano la biodiversità (Ispra, 2009).Quindi il verde urbano non è da considerarsi come uno spazio non costruito delle città, ma va opportunamente inteso e gestito come componente fondamentale della qualità della vita e della sostenibilità urbana, grazie ai molteplici servizi e benefici – non solo ambientali – che esso fornisce al sistema uomo-città.

Da questo assunto nasce la mia volontà nel “capire” e “conoscere” lo stato di conservazione degli alberi che vegetano nel Comune di Torremaggiore e in particolare quelli della pineta comunale.

A seguito della delibera di giunta comunale n 100 del 27/05/2020 e della determina n 203 del 03/06/2020, in cui l’amministrazione esprime la chiara volontà di procedere al taglio di un numero non ben precisato di alberi senza nessuna pianificazione di nuove piantumazioni, mi sono fatta carico di richiedere una consulenza tecnica, certa che non tutte le piante contrassegnate fossero malate e neppure pericolanti.

Una perizia tecnica, già consegnata all’amministrazione, condotta utilizzando il metodo VTA (Visual Tree Assessment) ovvero una indagine visiva e strumentale a mezzo di tomografo sonico che ha permesso così di valutare le condizioni fitosanitarie e di stabilità degli alberi che potrebbero rappresentare un potenziale pericolo o escluderlo.Massima considerazione per il patrimonio arboreo e quindi per gli alberi presenti in Via Giuseppe di Vittorio principalmente interessati dalla determina, un pezzo del mosaico che accompagna il paesaggio e la storia del territorio, pertanto, prioritario considerare la loro conservazione e cura.

Sono consapevole che se un albero presenta segni di deterioramento tali da determinare una possibile potenziale caduta, vada tagliato ma, nel contempo, vadano eliminate anche le radici per un immediato reintegro di un altro albero scelto non a caso…come solitamente si fa, ma in relazione alla sua compatibilità con l’ecosistema di riferimento (auspicando che sia proveniente da vivai autorizzati dalla Regione) e all’utilità che si richiede, quale l’ombreggiatura e la coesistenza con altre specie presenti.

Quindi, per gli alberi esistenti che non presentano criticità e/o rischi di possibile caduta che insistono in aree non soggette a piano esecutivo di riqualifica è doverosa la loro tutela attraverso la manutenzione periodica e specializzata.

Purtroppo, è da almeno 30 anni che manca una programmazione nella gestione e manutenzione delle aree verdi, condizione che ha determinato una serie di problematiche alle piante con il conseguente degrado delle aree.

Mancanza di interesse delle amministrazioni che si sono succedute che non hanno avuto la lungimiranza di predisporre un piano del verde tale da poter attraversare l’avvicendarsi dei governi di città, ma al contrario affidato alle idee dell’assessore di turno che troppo spesso ha agito in urgenza e senza una attenta ed esperta consulenza.

Risultato, sperpero di risorse pubbliche e generazione di criticità in tutti gli ambiti e nella qualità della vita dei cittadini.

Infine, si ricorda all’attuale Amministrazione che è evidente che anche lo stato fitosanitario delle piante è una priorità, da qui, il problema perdurante della processionaria menzionato dal vicesindaco Faenza, non dipende dagli alberi, ma dalla totale assenza di difesa fitosanitaria. Questo insetto lepidottero, non inficia la stabilità dell’albero, ma, nutrendosi degli aghi di pino causa una evidente defogliazione e provoca, attraverso i peli urticanti delle larve, fastidiose orticarie al contatto.

Quindi, anche in tal senso, come da normativa vigente, è prevista la lotta obbligatoria che prevede nelle aree urbane unicamente la difesa biologica con mezzi ecocompatibili, nonché agronomica asportando i nidi in epoca di nidificazione; in sintesi è necessario un piano di difesa attraverso una attenta gestione tecnica e di monitoraggio.

Lasciamo agli esperti qualificati la cura e la progettazione delle aree verdi. Pertanto, è necessario che tutti i comuni, al fine di non diventare solo i censori in negativo delle aree verdi, possano avere un ruolo centrale propositivo e di programmazione per una più efficace qualificazione urbana attraverso la valorizzazione delle aree verdi. Ciò deve avvenire affidandosi, non solo alle esperienze già maturate, ma soprattutto dotandosi di competenze tecniche specifiche in grado di saper gestire le emergenze, progettare la riqualificazione delle aree attraverso l’analisi della qualità dell’ambiente urbano, nonché la gestione della difesa della piante (aspetto quasi sempre trascurato) che, come tutti gli esseri viventi, possono subire patologie e attacchi parassitari tali da comprometterne la vita e la loro preziosa funzione.

Concludo, in riferimento alla delibera citata e al piano dei tagli dei pini che l’amministrazione si è prefissata di attuare, sottolineando il mio auspicio che esso possa essere rivalutato anche alla luce della suddetta perizia tecnica dove sono emersi risultati interessanti.

Preciso che il mio approccio non vuole essere di accusa o strumentale, ma semplicemente propositivo per dare il giusto valore ad un aspetto vitale per la qualità della vita dei nostri cittadini purtroppo da sempre troppo  trascurato.

Senatrice Gisella Naturale
19 novembre 2020