Fratelli d’Italia Torremaggiore è al servizio della città

In questi giorni abbiamo appreso dalla Regione Puglia della riconversione dei PTA con conseguente attivazione, in base alle esigenze, di 12 posti letto del nostro ex presidio ospedaliero “San Giacomo” al fine di contenere l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia COVID-19. A tal proposito, infatti, fu presentata una richiesta con cui l’amministrazione si faceva portavoce di tale possibilità.

Ingresso principale del PTA San Giacomo di Torremaggiore – www.torremaggiore.com –

Fondamentale per il raggiungimento di questo “piccolo” obiettivo (piccolo perché la nostra struttura può ospitare ancora più posti) è stata la sinergia attivata da tutte le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione, nonché quella del Comitato Salute Alto tavoliere della Puglia e di persone della costituenda Consulta della sanità. La locale sezione di FDI (Fratelli d’Italia) Torremaggiore dall’inizio si è messo a disposizione, nella persona del nostro consigliere comunale, ha partecipato al sopralluogo presso la struttura ospedaliera ed è stato presente alla riunione d’insediamento del COC presso la sede della Polizia Locale e della protezione civile, dando la massima disponibilità in questa emergenza.
Anche oggi tutto il gruppo si mette a disposizione anche per altri interventi di sanificazione, nonché con altri suggerimenti come ad esempio per quanto riguarda l’assunzione a t.d. di nuovi agenti di Polizia Locale/Municipale.

Ci preme inoltre evidenziare come, in questo momento di straordinaria emergenza, sia fondamentale coinvolgere maggiormente il Terzo Settore. Bisogna usare l’esperienza di migliaia di volontari attivi negli ospedali e nel campo della sanità, bisogna valorizzare le conoscenze di tante persone che, a partire dal mondo delle associazioni impegnate al servizio dei malati, sono disposte a dare una mano. In questo Fratelli d’Italia ha accolto le istanze di molti professionisti del terzo settore, pronti a mettersi a disposizione delle classi più deboli della nostra comunità. Chi meglio di chi opera a contatto con la fragilità può aiutare la gente a capire cosa sta succedendo e cosa bisogna fare? Lo Stato, la Regione, il Comune, la politica non possono fare tutto da sole, impediamo che tutto crolli sulle spalle di chi è in prima linea.