Fratelli d’Italia Torremaggiore: altro che problemi di bontà d’animo, i problemi reali del PTA San Giacomo sono tanti

In relazione al precedente comunicato relativo al P.T.A. di Torremaggiore ed al ricovero di pazienti asintomatici positivi al Covid-19, si è avuto modo di constatare che alcuni non hanno inteso o non hanno voluto intendere la reale portata comunicativa del nostro documento.
Proprio in ossequio ai principi che presiedono alla buona e veritiera comunicazione di fatti oggettivi, che nulla hanno a che vedere con discriminazioni e/o strumentalizzazioni create al solo scopo di deviare l’attenzione dei cittadini verso aspetti del tutto marginali e fuorvianti, si ritiene opportuno fare alcune e dovute precisazioni.
Innanzitutto appare superfluo precisare che, in ordine ai principi della nostra Costituzione, siamo i primi a affermare i valori del vivere civile senza distinzioni di razza, ceto religioso, lingue, opinioni politiche e condizioni personali e sociali.
Nel merito della reale portata comunicativa del nostro documento, in buona sostanza, non si è fatto altro che rimarcare da un lato la necessità di attuare scrupolosamente i protocolli di sicurezza dettati dallo stesso Ministero della Salute e dall’ Istituto Superiore della Sanità e dall’altra aspetti riguardanti la logistica, promesse non mantenute e la poca chiarezza sugli spazi da destinare ai pazienti post Covid.
È proprio su questi aspetti importanti che, determinati personaggi, fanno finta di non capire, deviando l’attenzione e distogliendo, invece, la concentrazione sugli aspetti più importanti della sanità in Puglia, in Capitanata ed in particolare nel P.T.A. di Torremaggiore, anello debole della visione organizzativa dell’A.S.L. di Foggia.
È notizia di questi giorni che alcuni turni del 118 sono privi del medico e questa disorganizzazione non è la prima volta che si verifica, a discapito di chi potrebbe necessitare di interventi immediati e urgenti in loco.
Gli aspetti più importanti che i cittadini devono sapere, inoltre, riguardano i posti letto post-Covid individuati nella U.D.T. del P.T.A. di Torremaggiore fin dall’inizio del mese di Marzo e che dopo una serie di lavori di impiantistica con costi ragguardevoli per pochissime stanze, dopo sei mesi non sono ancora pronti, nemmeno si trattasse di un ospedale intero.
La non disponibilità di questi locali dell’U.D.T. ha determinato l’utilizzo provvisorio della struttura R.S.A. – R1, la cui composizione strutturale, impiantistica e strumentale, mal si concilia con i ricoveri post-Covid di cittadini italiani e stranieri.
Non bisogna sottacere che, mentre negli altri P.T.A. della Capitanata, le R.S.A. sono state attivate molti anni fa, quella di Torremaggiore con una propria specificità di R.S.A. – R1, non ancora viene attivata.
Infine, sempre a titolo comunicativo, per i pazienti per i quali è previsto il ricovero nelle R.S.A – R1, data la conversione di detti posti letto, molti continueranno a spostarsi in altre regioni, tipo Abruzzo, concorrendo in tal modo a pesare negativamente sul bilancio regionale, attraverso la cosiddetta “mobilità passiva” (quindi in deficit) che viaggia intorno ai 200 milioni di euro.
Altro che questione di cuore, di bontà d’animo, di razza e religione, questo è lo stato REALE della nostra Sanità a Torremaggiore sotto il governo della sinistra da oltre 15 anni…apriamo gli occhi!!