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L ‘ultimo saluto a Matteo Zifaro : restauratore ed insigne ricercatore e studioso della storia di Torremaggiore

 

Pochi giorni fa è venuta a mancare una figura che ha dato molto alla “sua” terra, alla quale era legato da un profondo senso di appartenenza. La sua passione per la storia , Matteo Zifaro l’ha tradotta in una intensa attività di studio, di ricerca archeologica-culturale che è stata un’occasione di prestigio per Torremaggiore, finalizzata alla valorizzazione della stessa. L’ impegno di Zifaro, “Teino” così come lo chiamavano affettuosamente i suoi cari e gli amici, è testimoniato dai numerosi testi scritti dallo stesso tra cui La storia del Santo di Torremaggiore, La buona Elisa Croghan e l’eredità de Sangro, Le Masserie dell’agro di Torremaggiore, La grande storia di Torremaggiore corredata dai suoi reperti.
Tante le opere di restauro e iniziative culturali, svolte nell’arco di oltre mezzo secolo di vita. Matteo Zifaro si specializza in restauri nel 1962 presso la Scuola di Restauri della Regione Toscana a Firenze. Nel 1969 entra a far parte, a San Severo,  dell’Archeoclub d’Italia. Nel 1979 è promotore a Torremaggiore della costituzione del Centro Studi Medioevali di Capitanata. Nel 1982 organizza, insieme al dott. Roberto Pasquandrea, la prima campagna di scavi su Fiorentino. Per il suo impegno nel 1992 , la presidenza della sezione dell’Archeoclub viene affidata a Matteo Zifaro. Con Roberto Pasquandrea e il coordinamento dell’Università di Bari, Zifaro fonda il museo archeologico di Fiorentino. Inoltre si cimenta anche in diverse produzioni di cortometraggi, tra cui “Torremaggiore la Porta settentrionale della Daunia”

Tanti gli attestati di stima e le testimonianze raccolte da chi lo ha conosciuto, fra cui quella del vicesindaco di Torremaggiore, Antonio Di Cesare, che lo ricorda come un uomo colto, disponibile e generoso pronto a mettere a servizio di tutti i risultati delle sue ricerche che hanno valorizzato le bellezze artistiche, storiche e culturali di Torremaggiore.

Al coro si aggiunge anche un “confratello” ed ex Priore della Confraternita del Rosario di Torremaggiore :
« Un ricordo di Teino per me indelebile , che mi emoziona ancora a distanza di anni, è il momento in cui la sera, stanchi della giornata trascorsa a restaurare la Chiesa di Sant’Anna,nota ai più come Chiesa del Rosario, in cerchio , mano nella mano pregavamo e cantavamo. Imbianchini, manovali e anche elemosinanti, stanchi ma appagati , ci si dava l’appuntamento per il giorno seguente, con la frase ‘felice notte’ , Fratelli» – questo il racconto di Silvano Faienza- con il quale Zifaro era legato anche da una profonda devozione per la Madonna  del Rosario.

Tante le iniziative promosse e le opere da annoverare, che portano la firma di Zifaro. Oltre a lasciare una grande eredità culturale che ha contribuito ad accrescere il patrimonio culturale della sua città , ” Teino” lascia un grande vuoto che si potrà colmare attraverso il suo ricordo  perché la storia è « il prosieguo del nostro passato, la vera essenza della vita, l’eterna anima dopo la morte* ( cit. Matteo Zifaro)

Rosaria D’Errico

 

 

 

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