Segue lettera pastorale della Parrocchia Gesù Divino Lavoratore di Torremaggiore, la responsabilità del contenuto è ESCUSIVAMENTE dell’autore.

Nel credo diciamo che Gesù è morto per noi uomini e per la nostra salvezza. Cos’è questa salvezza per la quale è morto? Se ci si crede re-padreterno non si sente il bisogno di essere salvati da nessuno.Se pensiamo che le sole cose più importanti siano la salute ( che certamente è importante ) o il denaro ( che pure serve ed è necessario ), allora ci riteniamo al sicuro se abbiamo quelle cose. C’è un però.
Quale? Se uno si sottopone ad un intervento chirurgico difficile e trova la guarigione, allora dirà che quel chirurgo l’ha salvato. Se il medico fa una diagnosi precoce e interviene tempestivamente, allora diciamo che il medico ha salvato. Se uno che non sa nuotare cade in acqua e qualcuno si tuffa per non farlo annegare, allora dirà che quel tizio l’ha salvato. E così si dirà che si è stati salvati da chi ci ha avvertiti in tempo, da chi ci ha aiutati per evitare un fallimento o un pignoramento. Si dice nel linguaggio comune:uomo avvisato,mezzo salvato.
A che pro tutti questi esempi?
Servono a farci capire che dire salvezza non è dire una cosa assurda, qualcosa fuori di questo mondo. Se uno è sincero deve ammettere di essere stato salvato da un altro.
E Cristo da che cosa ci salva?
Ce lo dice l’apostolo Paolo che, con tutta sincerità confessava:“Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio… Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato” ( Lettera ai Romani,cap.7, 18-25).
Se,come Paolo,vogliamo essere uomini e donne autentici,dobbiamo riconoscere i nostri limiti e la conseguente possibilità di sbagliare.
Ma Cristo come ci salva?
Se leggiamo i vangeli vediamo che Gesù guariva i ciechi, i lebbrosi, i paralitici, gli indemoniati.Con quei miracoli Gesù ci fa capire che Egli guariva non solo le malattie del corpo, ma soprattutto quelle dell’anima. Dobbiamo essere convinti che Cristo anche oggi mette a nostra disposizione la sua potenza di Risorto aiutandoci così a vincere il male in noi e nella società:solo così potremo collaborare con Lui a rinnovare il mondo nell’amore. Non saremo mai abbastanza aperti ad accogliere questa energia trionfatrice e risanatrice dell’anima.
Perché, ci sono le malattie dell’anima?
Certo.A parte quelle universalmente riconosciute (schizofrenia,depressione,pazzia ),ci sono malattie che non sono così lampanti, ma che tuttavia si rivelano attraverso i comportamenti.
Qualche esempio
Le tre P: potere, possesso, piacere spingono gli uomini a comportamenti egoistici,aberranti e violenti nei confronti del prossimo e verso sé stessi: cresce così nella società una marea di fango che rischia di travolgere un po’ tutti.Anche se fisicamente sani, nell’intimo si può essere spiritualmente malati. Si pensi ai vizi capitali (superbia,avarizia,lussuria,ira,gola,invidia,accidia): se ne siamo schiavi, quanti crimini possiamo commettere! Certi avvenimenti non sono solo notizie di cronaca, ma peccato! Ecco perché il cristiano, ma ogni uomo onesto,dovrebbe sentire sorgere dal suo intimo l’invocazione:Signore, vienimi vicino quando sono in preda alla tentazione, salvami, liberami dal male!.
Ma vedo gente tranquilla,senza tanti problemi di ordine spirituale.
I molti impegni che occupano le nostre giornate sembrano riempire di senso anche la vita. Quando si corre e ci si affanna tutto il giorno, senza conoscere la meta, è facile smarrire il senso dell’esistenza. La vita allora è come un barca in moto, ma non si sa verso quale approdo. E, il che è peggio, in molti casi spesso manca anche il timoniere. Così, niente ha più valore. Nemmeno la vita. Se poi non si è vigilanti, si è soggetti a tentazioni che inducono al peccato e ci rendono schiavi degli
idoli che sono molto esigenti. Dio ci ha creati liberi anche di dirgli di no, mentre gli idoli ci rendono dipendenti e schiavi ( pensiamo all’avidità di denaro, il sesso sfrenato e sfacciato, le dipendenze da
droghe,alcol, giochi d’azzardo…). Però ci sono realtà che ci possono toccare anche da vicino ( la sofferenza,la morte ) che costringono a chiedersi che senso abbia la vita.Tali interrogativi se li pongono sia chi ha fede, sia chi non l’ha più. Chi non ha la fede darà senso alla vita coltivando certi valori in cui crede ( fratellanza,fedeltà agli ideali,cultura…). Chi ha accolto il dono della fede trova in Gesù di Nazareth una verità, una luce che rischiara anche le tenebre del dolore e della morte, ricevendo il senso della vita come serena consapevolezza di sentirsi amato da un Padre misericordioso che in Cristo suo Figlio dona la certezza della salvezza dalla morte eterna.
Ma la salvezza è solo quella eterna?
Non soltanto.Gli insegnamenti di Cristo nel Vangelo e i 10 Comandamenti ci offrono indicazioni paterne per un cammino di vera libertà, per una pienezza di esistenza umana che tutti desiderano nel profondo del cuore,contro l’imbarbarimento che ci circonda e che tutti deploriamo.Da soli non possiamo fare nulla,se non lamentarci o indignarci. Se entriamo in sintonia col Signore,ci accorgiamo che Egli ci dona il gusto del bene e la capacità di realizzarlo.Con Lui è come esporsi ai raggi benefici del sole. Fidarsi invece solo sulle proprie forze, dimenticando la propria fragilità, significa sottrarsi a Gesù che desidera vedere realizzata in pienezza e gioia la nostra vita.
Non sono certo pienezza di umanità l’inautenticità e la finzione con le quali si cerca di mascherare il peccato che ci si porta dentro e che ci rende chiusi ed egoisti.”Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato”, diceva Gesù. Egli col suo stile di vita ci insegna ad essere uomini e donne autentici e ci dà la forza di esserlo. È il nostro Salvatore!
Il discorso è stato molto centrato sulla salvezza dal male che scopriamo in noi e nella società.Tutto qui?
Il cristianesimo ci illumina sulle nostre servitù che sono dure e umanamente invincibili, ma ci dice soprattutto che il Dio libero è un Dio liberatore che infrange il falso destino delle nostre servitù chiamandoci alla santità, alla comunione con Lui, all’eternità.
Ritorna il discorso sull’eternità?
Questo è il punto essenziale. La salvezza di Cristo è soprattutto un salvataggio dalla morte,quindi dal nulla che, insieme con la morte, è l’ultima e suprema ragione della nostra angoscia. La fede ti dona la certezza che vivremo nel nostro corpo spiritualizzato e trasfigurato dal dono della risurrezione, e per sempre. La fede è dunque dare credito illimitato a Cristo che ci ha promesso di farci vivere la vita eterna al di là della morte.”Io sono la risurrezione e la vita”.
“Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo”. Giovanni 12,47
“Dio infatti ha tanto amato il mondo che ha dato il Figlio suo unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio non mandò il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Giovanni 3,16-17
“Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo”. Atti degli Apostoli 2,21
“Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime”. Prima lettera di san Pietro 1,6-9
“Dio ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna”. San Paolo a Tito 3,5-7
“A stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Saremo salvati mediante la sua vita”. San Paolo ai Romani 5, 6-11
La domenica per il cristiano è una grande scuola di vita cristiana: il Signore ci ammaestra e ci dona il Pane di vita che infonde in noi la vita divina ed è pegno della salvezza eterna. Il Signore ci invita a questo appuntamento settimanale ( ore 9,30 /11/ 18 ).
PARROCCHIA GESÙ DIVINO LAVORATORE 25 – 26 – 27 e 28 GENNAIO 2012
SOLENNE ADORAZIONE EUCARISTICA
PREDICATORE:
PADRE MIMMO CASULLI OFM
CELEBRAZIONI:
ORE 10,00 SANTA MESSA, OMELIA, ESPOSIZIONE
DELL’ EUCARISTIA. INIZIO TURNI DI
ADORAZIONE
ORE 16,30 ADORAZIONE FANCIULLI
ORE 17,30 ADORAZIONE COMUNITARIA
CANTO DEI SALMI
OMELIA
BENEDIZIONE EUCARISTICA
PADRE MIMMO e DON RENATO SARANNO A DISPOSIZIONE PER LE CONFESSIONI DOPO LA MESSA E NEL PRIMO POMERIGGIO DALLE 15,30

