Nota del dott Nicola De Simone: la riflessione dell’Avv Matteo Bellantuono sul cinema non parla solo di un luogo che non c’è più ma parla di noi. E’ il momento di aprire un confronto serio!

In questi giorni ho letto con grande attenzione la riflessione di Teo Bellantuono sul tema del cinema a Torremaggiore.
La considero preziosa. Non solo per ciò che dice, ma per ciò che rivela: il bisogno, profondo e condiviso, di ritrovare luoghi che ci facciano sentire comunità. Ci sono cose che una città non dovrebbe mai perdere. Non perché servano a divertirci, ma perché ci aiutano a sentirci vivi. Il cinema era una di queste.

Quando Teo ha scritto la sua riflessione, molti di noi hanno avvertito qualcosa muoversi dentro. Non era nostalgia. Era una domanda: che cosa siamo diventati, quando abbiamo smesso di avere luoghi che ci tengono insieme?

Il cinema non era solo uno schermo. Era una porta attraverso cui passavano emozioni, generazioni, amicizie, primi amori, silenzi condivisi.
Oggi quella porta è chiusa, e ci ricorda che Torremaggiore ha perso non solo un luogo, ma un pezzo della sua anima comunitaria.

La sua assenza ci parla di qualcosa di più grande: la mancanza di spazi di incontro, di cultura, di vita collettiva. E una città senza luoghi rischia di smarrire la propria voce.

Per questo la proposta di Teo è importante. Non perché dobbiamo inseguire nostalgie, ma perché dobbiamo costruire futuro.
Dobbiamo immaginare, insieme, una città che torna a creare occasioni, a generare bellezza, a credere nella cultura come motore di identità e sviluppo.

Credo anch’io che questo sia il momento giusto per aprire un confronto, ascoltare idee, mettere in rete energie. Non per dividere, ma per unire. Non per lamentarci, ma per costruire.

Se vogliamo che Torremaggiore torni ad avere un cinema, dobbiamo prima restituirle la capacità di essere una comunità.
Iniziamo a parlarne. Iniziamo a immaginare. Iniziamo a partecipare.

Perché il tema non è riaprire un cinema.
Il tema è riaprire Torremaggiore.

Il vero film che dobbiamo iniziare a girare è quello di una città che torna a credere in se stessa.

Torremaggiore ha bisogno di un progetto culturale stabile, moderno, capace di coinvolgere cittadini, associazioni, scuole, imprese. Un progetto che non si affidi alla spontaneità, ma alla responsabilità.

La proposta di Teo — incontri, rassegne, cineforum, partecipazione — è un primo passo. Da qui può nascere qualcosa di più grande: un piano per restituire alla città i suoi luoghi, recuperando spazi esistenti, creando una sala polifunzionale, costruendo una programmazione continua che faccia della cultura non un evento occasionale, ma un servizio pubblico. Questo richiede ascolto, metodo, collaborazione. Richiede che ciascuno di noi si senta parte di una comunità che vuole crescere.

È il momento di aprire un confronto serio, raccogliere idee, trasformare una nostalgia in una politica.
Il tema è riaprire Torremaggiore al futuro.

Buon ferragosto e sempre tante tante grazie!

Nota del dott Nicola De Simone – Torremaggiore 14 agosto 2026

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