
Da mesi il cuore pulsante della nostra città, Corso Matteotti, è diventato simbolo di stallo e frustrazione. Quello che doveva essere un ambizioso progetto di riqualificazione urbana attraverso il rifacimento del basolato si è trasformato, nei fatti, in un cantiere interminabile.
A sollevare il caso, già lo scorso 27 febbraio 2026, fu Giovanni Alfonzo, Dirigente Nazionale del Partito Socialista Italiano, che con il nostro articolo di denuncia mise in guardia l’Amministrazione comunale sui gravi ritardi nell’esecuzione dei lavori e sulle criticità qualitative dell’intervento, che a nostro avviso non è stato condotto a regola d’arte.
Un mese abbondante è servito all’Amministrazione per rendersi conto che, forse, qualcuno aveva ragione. Si poteva intervenire molto prima, evitando che la situazione degenerasse fino a questo punto.
Meglio tardi che mai!
Un’amministrazione in affanno
La presa di posizione odierna del Comune ci appare come un tentativo di mettere le mani avanti di fronte a un disagio evidente a tutti: due aree centrali di Torremaggiore — il tratto davanti al Diva Caffè e la parte superiore del cosiddetto “Corso stretto” — rischiano di essere inaccessibili in occasione della Festa della Madonna della Fontana, isolando di fatto una parte dell’asse principale della città. Un’eventualità già segnalata con preoccupazione dai commercianti.
Le responsabilità e i doveri istituzionali
È bene ricordare al Sindaco Di Pumpo, che ricopre anche l’incarico di Assessore provinciale ai lavori pubblici, che non può limitarsi a dire che “la stazione appaltante è la Provincia” e che lui “non può fare nulla”.
Un Assessore provinciale può — e deve — esercitare funzioni di monitoraggio, vigilanza e coordinamento sulle opere pubbliche, specialmente in contesti così delicati.
Allo stesso modo, anche l’Assessore comunale ai lavori pubblici ha il diritto e il dovere di seguire da vicino l’avanzamento dei cantieri, inclusi quelli finanziati con fondi PNRR.
Pur non intervenendo direttamente dal punto di vista tecnico, può e deve attivare l’ufficio tecnico comunale per controllare, segnalare e intervenire sulle anomalie riscontrate.
Sindaco, lei può alzare la voce con l’impresa e con la direzione lavori: ne ha piena facoltà e responsabilità.
La proposta socialista: creare un comitato di controllo condiviso
Per il bene della collettività e dei commercianti, proponiamo l’istituzione di un comitato permanente di monitoraggio, che si riunisca ogni 15 giorni e che sia composto da:
- il Sindaco, in qualità di Assessore provinciale ai lavori pubblici;
- l’Assessore comunale ai lavori pubblici;
- il Responsabile Unico del Procedimento (RUP);
- il Direttore dei lavori;
- un tecnico comunale di supporto;
- il Segretario comunale, con funzione di verbalizzazione;
- una delegazione di commercianti (3 o 4 rappresentanti).
Questo organismo potrà monitorare l’andamento dei lavori, segnalare per iscritto ritardi, difformità ed eventuali criticità, favorendo il dialogo e la trasparenza.
Non contro, ma per la città
Questo intervento non è contro il Sindaco o la sua amministrazione.
Forse, queste incomprensioni si sarebbero potute evitare se, dopo la perdita del Presidente del Consiglio comunale, si fosse aperto un dialogo costruttivo con il nostro partito.
Saremmo stati pronti a collaborare, anche senza rappresentanti in maggioranza, mettendo a disposizione le nostre competenze e la figura del nostro Consigliere Regionale Giulio Scapato, per portare in Regione le istanze della città.
Il Partito Socialista Italiano fa parte del campo largo nazionale e, come tale, chiede rispetto per chi rappresenta un partito con storia, idee e struttura.
Purtroppo, si tende a pensare che si conti solo quando si è in maggioranza.
A noi, invece, hanno insegnato che in politica il tempo passa, ma la ruota gira.
Nota politica AVANTI PSI Torremaggiore – 2 aprile 2026
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