Riflessione pubblica di Fulvio De Cesare sulla proposta di conferire la cittadinanza onoraria di Torremaggiore a Francesca Albanese lanciata dal Presidente dem Ennio Marinelli

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Torremaggiore, onorificenza politica che non prevede nessun tipo di costo per le casse comunali, é sempre stata richiesta dalla sinistra progressista mentre l’opposizione alla stessa veniva sempre fatta dal centro destra che a Torremaggiore non ha mai proposto un iniziativa politica in autonomia dal suo sistema politico nazionale. L’opposizione del centro destra ad alcune onorificenze derivava dal fatto che politicamente è sempre stata dalla parte di chi era l’artefice della repressione e mai dalla parte delle vittime.
Fa specie che un ex amministratore locale che ha partecipato in prima persona al conferimento di una cittadinanza onoraria, Nicola De Simone, oggi scomodi addirittura Wikipedia “ La cittadinanza onoraria è un riconoscimento concesso da un Comune….a un individuo ritenuto legato alla città per il suo impegno o per le sue opere.” o che dica che la stessa “ ha più valore quando è condivisa dall’intero Consiglio comunale.”Tutte e due le citazioni sono sempre state smentite dalla realtà che anche lui ha votato. In tutte le amministrazioni locali d’Italia vengono concesse cittadinanze onorarie a persone che non possono dare lustro alla località che gliela concede solo perché la conoscono solo leggendola sulla cartina geografica ed essendo tutte politicamente “divisive” nel senso che ho detto all’inizio si ha la realtà che sia se vengono proposte dalla sinistra che dalla destra passano solo a maggioranza e quasi mai all’unanimità dei Consigli che le propongono.
Le cittadinanze onorarie vengono proposte per cittadini italiani che si trovano ad essere oggetto di repressione giudiziaria o politica che possa portare anche a minacce di morte.
Nel 1999 Rifondazione comunista ha proposto quel riconoscimento all’italiana Silvia Baraldini che viveva in America ed era stata vittima della “giustizia” americana quella stessa che aveva mandato sulla sedia elettrica Sacco e Vanzetti innocenti ed ammazzati solo perché italiani e anarchici.

“…Silvia Baraldini nel luglio dell’83, dopo cinque mesi di processo, il giudice newyorchese Buffy, noto per la sua severità, emise il verdetto di colpevolezza:43 anni di carcere la sua condanna e solo per reati associativi, nessun fatto di sangue le venne addebitato e iniziò così la sua via crucis per i penitenziari degli USA, rinchiusa anche in celle di massima sicurezza…il caso Baraldini impegnò tecnici e diplomazie del ministero della Giustizia italiana per 10 anni e tra l’89 e il ‘98 l’Italia presentò agli USA ben cinque domande di trasferimento convinta che esistessero le condizioni previste dalla Convenzione di Strasburgo “ affinché l’esecuzione della pena possa proseguire nel Paese di cittadinanza di Silvia Baraldini” …nell’87 si ammalò gravemente una prima volta in carcere e solo nel 2000 Silvia Baraldini ottenne il consenso a lasciare il carcere per potersi curare…Il 19 marzo 2001 la Consulta italiana si pronuncio:” L’esecuzione della pena -scrissero i giudici costituzionali- va riferita al regime giuridico vigente nello Stato di esecuzione “…Sulla base di quel principio la Baraldini ottenne il differimento della pena per motivi di salute. Da qui gli arresti domiciliari e oggi la libertà.” ( fonte LA STAMPA “ Chi è Silvia Baraldini:le tappe del caso” del 26 settembre 2006.)

In solidarietà con il “caso” Baraldini ci fu una mobilitazione mondiale e quando nel ‘99 Rifondazione Comunista propose quel riconoscimento – che l’ex amministrazione Marolla fece proprio e portò a compimento- la stessa proposta venne fatta ed accolta in molti Comuni Città Province e Regioni italiane. La votazione nel Comune di Torremaggiore fu che la maggioranza votò a favore e la minoranza ( centro destra) contro.

Nel dicembre 2019 la senatrice italiana Liliana Segre venne fatta oggetto di una violenta campagna intimidatoria con minacce di morte da parte di elementi razzisti e filonazisti sui social media. A livello nazionale ci fu una forte mobilitazione di solidarietà nei suoi confronti e il 2 dicembre 2019 la sezione ANPI di Torremaggiore propose l’attribuzione della cittadinanza onoraria di Torremaggiore alla senatrice Liliana Segre la proposta venne fatta propria dall’Amministrazione comunale e il 10 dicembre 2019 il Consiglio comunale l’approvò e per la prima volta votando all’unanimità.
Anche in questa occasione la senatrice ha dimostrato che non conosceva questa comunità e ha pensato bene di non mandare un ringraziamento al conferimento ottenuto né tantomeno a venire di persona a farlo. Ecco un esempio concreto di risposta alla frase tanto cara a De Simone:” La cittadinanza onoraria è un riconoscimento concesso da un comune…a un individuo ritenuto legato alla città per il suo impegno o per le sue opere”.

Il 19 luglio 2025 l’ex amministratore ed attuale presidente del Partito Democratico di Torremaggiore, Ennio Marinelli, ha lanciato un appello pubblico alle forze politiche di Torremaggiore per il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Premesso che quel partito è maggioritario nell’attuale Consiglio comunale che comprende anche il Sindaco e quindi può portare a compimento quel riconoscimento autonomamente non è comprensibile la volontà di Marinelli di cercare addirittura l’unanimità delle forze del Consiglio comunale quando ci sono forze del centro destra che ancora oggi non parlano di genocidio a Gaza e a livello nazionale il governo Meloni non sta facendo niente per fermarlo e condannare Israele che lo sta compiendo.

L’appello di Marinelli è giusto e necessario: “ …rivolgo accorato appello a stendere una proposta per conferire la CITTADINANZA ONORARIA a Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati ( incarico da cui non percepisce nessuna retribuzione -nota dello scrivente-). Il suo costante impegno nel condannare senza timore le atrocità e violazioni che stanno avvenendo a Gaza, è senza dubbio un esempio di integrità morale. L’approvazione unanime in Consiglio comunale di tale ordine del giorno costituisce un grande gesto in sintonia con i valori di Pace e Solidarietà e di tutela della dignità dei Popoli..”. A queste parole va aggiunto il fatto fondamentale che la cittadina italiana Francesca Albanese per il suo lavoro e per aver denunciato tutte le aziende e società (anche italiane) che stanno facendo attività speculative e di rapina in quel genocidio è stata minacciata di morte dalle lobby ebraiche americane da Israele e dagli USA che hanno addirittura chiesto sanzioni contro di essa per la prima volta nella storia dell’ONU.

Di conseguenza se il Comune di Torremaggiore concedesse la sua cittadinanza onoraria a Francesca Albanese gli dimostrerebbe solidarietà effettiva ed anche a livello nazionale dimostrerebbe che un Ente locale può fare un’azione concreta per far finire la guerra di Israele contro il popolo palestinese e il raggiungimento della Pace in Medio Oriente.
Ringrazio Ennio Marinelli per la sua proposta.

De Cesare Fulvio
ex amministratore del Comune di Torremaggiore

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