Riflessione aperta di Domenico Palma Valente sul degrado sociale, politico ed economico che sta colpendo la nostra Torremaggiore e dell’annessa incapacità per gestire questa crisi sociale

Sto pensando al degrado sociale, politico ed economico che sta colpendo la comunità in cui sono nato e ho visto crescere i miei figli. Osservo con stupore l’incapacità a tutti i livelli per gestire questa crisi sociale. Come se bastasse fare una piazza, qualche marciapiede e asfaltare qualche strada per governare una comunità.

Nessuna visione del futuro.

Nessuna capacità di creare senso di comunità.

Nessuna capacità di creare momenti di partecipazione e di dialogo con le imprese, i cittadini, le donne, gli anziani e i giovani che dovranno decidere se abbandonare questo territorio al suo declino e al suo destino o se invece rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare per immaginare e costruire un futuro diverso.

Se provi a guardare fuori osservi solo degrado, sporcizia, incuria.

Non bastano i cantieri se manca il senso civico.

Cantieri aperti che durano oltre ogni ragionevole previsione (e i tempi indicati sulla segnaletica), fatti perchè si sono ottenuti fondi e finanziamenti pubblici, piuttosto che per rispondere ad una programmazione dello sviluppo e della gestione del territorio.

Non essendoci visione e capacità politica siamo in balia dei burocrati di turno.

C’è un futuro per questa comunità? O dobbiamo augurarci che dopo gli studi i nostri figli mettano radici in altri territori, dove il loro talento può trovare espressione e realizzazione?!

É già successo per la mia generazione e quelle precedenti, le intelligenze che potevamo dare un contributo sono sparse nel mondo e non sono qui. C’è rimasta solo tanta mediocrità. Chi é legato a questa terra per passione e lavoro, chi ha avuto la capacita (???!!!) di trovare un impiego pubblico. Fatte salve le poche eccezioni di chi si è messo a fare impresa.

Mi aspetto che si faccia un censimento dei residenti, che si tuteli la legalità, che si tuteli l’ordine pubblico.

Ma temo che questi temi non siano all’ordine del giorno.

Tra le nuove generazioni che lasciano per studio, per lavoro e per vivere nuove esperienze e la popolazione anziana, c’è un vuoto generazionale e valoriale. Attraiamo operai e lavoratori dall’estero, ma senza nessun controllo e nessuna tutela, mi chiedo se c’è un progetto di integrazione e stabilizzazione?

Hanno un contratto di fitto, un contratto di lavoro, un minimo di tutela sanitaria, un ufficio legale che li possa tutelare, un ente che li accompagna nell’integrazione e possa trasmettere le conoscenze della lingua e dei loro diritti e doveri di ospite e cittadino (temporaneo o stabile) della nostra comunità?

Sono io che ho questa visione con gli occhiali neri o ci sono altri che la pensano alla stessa maniera?

Dott. Domenico Palma Valente
Fondatore e Amministratore Delegato di Asernet SRL
Specialisti in Web Marketing per l’e-Commerce, SEO, Digital Advertising e consulenti IT per la Cybersecurity