Perché un partigiano della brigata Garibaldi e la Morte stanno giocando una partita a scacchi?
Che cosa sta cercando di fare quell’uomo che si aggrappa con tutte le sue forze alla vita mentre cerca di portare per le lunghe la sua ultima battaglia con la Regina nera?
E’ necessario tornare ad un data per capirlo: l’8 settembre del 1943, che non è solo una data storica per l’Italia, in quanto venne dato l’annuncio radiofonico dell’armistizio con gli anglo-americani, ma è anche la data in cui il protagonista, Vincenzo Damiani, compie 22 anni e nel giorno del suo compleanno decide da che parte combattere.Infatti la guerra, lungi dall’essere finita, è solo ad una svolta perché i tedeschi cominceranno adesso a sparare sugli ex-alleati italiani e dopo la liberazione di Mussolini, fatto imprigionare dal Re a L’Aquila, anche i fascisti riprenderanno accanto ai nazisti a spadroneggiare sul centro nord Italia. Vincenzo Damiani con il nome di battaglia di “Compagno Fritz” comincerà sulle montagne vicino ad Alba, nel Monferrato, la sua lotta partigiana che è soprattutto una lotta contro il tempo perché liberare l’Italia dai tedeschi e sconfiggere il fascismo degli ultimi irriducibili seguaci del Duce è una priorità assoluta per salvare la sua dignità di uomo e quella di un popolo ferito e umiliato.C’è posto anche per la poesia in questa storia di coraggio, sangue e libertà che si esprime nell’amore intenso, passionale e brevissimo per una staffetta partigiana il cui nome di battaglia è “Pallottolina”.

NAZARIO VASCIARELLI dichiara:
“Quando, su invito di Isabella Damiani, figlia di Vincenzo, ho deciso scrivere di Resistenza mi sono accorto di dover fare una cosa molto complicata in quest’epoca, così lontana dal tempo, dal paesaggio sociale, dai linguaggi in cui essa ebbe luogo.
Raccontare oggi, senza retorica, ai ragazzi nelle scuole, al pubblico più giovane e quindi più lontano (almeno anagraficamente) quei fatti significa cercare di tener viva la memoria che non è più generalmente oggetto della trasmissione orale, familiare e sociale.
Nasce ancor più forte, allora, l’esigenza allora non solo narrare ma farlo attraverso l’azione teatrale per informare e spiegare la difficoltà delle scelte, i dilemmi, la sofferenza, il riscatto, tutte cose che furono pane quotidiano per i partigiani italiani, per chi li aiutò, per chi non li osteggiò o li tradì (spesso a rischio della vita), e che furono la trama fondamentale, fuori della retorica, entro la quale si svolse la Resistenza.
Insieme a me sul palco, Lorenzo Bonfitto, un giovane, nel vero senso della parola, musicista di 24 anni, che con la sua fisarmonica sarà coprotagonista grazie alla sua maestria dei momenti più salienti dello spettacolo.
18 aprile 2023 Sala delle Udienze – Castello Ducale De Sangro – Torremaggiore
Ore 10,30 Spettacolo riservato studentesse e studenti Scuole Medie e Medie Superiori
Ora 19,00 Spettacolo alla cittadinanza a cura dell’Anpi con sponsorizzazione di

