
PERCHÉ BISOGNA RECARSI A VOTARE ? *
Perché come dice ORIANA FALLACI (giornalista e scrittrice 1929/2006)
“Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. Parlare, esprimersi, raccontare, esporsi, anche a costo di scontrarsi con chi la pensa diversamente”.
Infatti, anche BERTOL BRECHT (drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco 1898/1956) condanna il cittadino che non si interessa della politica e dice che:
“Il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’importa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita[…]dipende dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è così somaro che si vanta e si gonfia il petto dicendo che odia la politica. Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica nasce […] il peggiore di tutti i banditi, che è il politico imbroglione, il mafioso corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali”.
Dello stesso parere, quanto all’indifferenza che molti cittadini manifestano nei confronti della politica, è ANTONIO GRAMSCI (politico, filosofo, giornalista e politologo 1891/1937) il quale dice:
“Odio gli indifferenti. […] L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. […] Il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. […] E di costoro rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti”.
Pertanto, recarsi alle urne per esprimere il proprio voto non è soltanto un diritto di cui usufruire, ma anche e soprattutto un dovere civico da assolvere come sostiene GIOVANNINO GUARESCHI (scrittore, giornalista e umorista 1908/1968) che a tal proposito dice:
“La politica avvelena tutto, ma sottrarsi non si può. Soltanto le ruote rotte non girano: le ruote inutili. Le altre debbono girare; girare nella gran macchina maledetta e macinare ora per ora questo tormento che è roba di tutti. Chi si sottrae crede di essere un saggio, ma è un vile”.
Pertanto, ai miei concittadini lancio questo appello: RECATEVI A VOTARE, A ME NON IMPORTA PER CHI.

