
C’era una volta il Foggia dei miracoli, il Foggia dei giovani satanelli che a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta approdò in Serie A (sfiorando, addirittura, la qualificazione in Coppa UEFA), sconvolgendo gli equilibri del calcio nazionale. Erano i tempi in cui a guidare la società dauna c’era il “re del grano”, Pasquale Casillo, mentre a dirigere le operazioni fuori e dentro al campo una coppia che ha segnato gran parte della storia recente dello sport più popolare in Italia: stiamo parlando dell’allenatore boemo Zdeněk Zeman e del direttore sportivo Peppino Pavone.
A distanza di anni e di tante battaglie (condivise anche in altre parti d’Italia, come ad Avellino nel 2003 e nel 2010 ancora a Foggia), la coppia Zeman-Pavone è ripartita ad inizio stagione proprio lì dove era cominciata l’avventura passata alla storia con il nome di “Zemanlandia”. Oggi i rossoneri stanno disputando il campionato di Serie C (girone C) con alterne fortune. L’attuale nono posto in classifica (con il Foggia che è partito da -2) dei satanelli non rende onore al lavoro compiuto dal tecnico boemo e dal diesse Pavone che, nonostante le ristrettezze del portafoglio, hanno costruito una squadra ricca di talenti e giovani prospetti.
Ma chi sono i protagonisti in campo di questa stagione rossonera? Tra i giovani che più si sono messi in mostra sinora troviamo Joaquin Domingo Dalmasso, portiere 21enne argentino, già finito nel mirino delle big di Serie B e nell’orbita degli scout di Serie A. Fino a un anno fa, Dalmasso giocava nei Dilettanti in Abruzzo (in Eccellenza a L’Aquila). Zeman e Pavone gli hanno dato, invece, fiducia e adesso il giocatore è pronto a spiccare il volo. Sulle sue tracce ci sarebbero, infatti, Brescia e Monza, due delle formazioni, secondo anche gli opinionisti sportivi dedicati alle quote della Serie B, tra le più quotate per il salto nel massimo campionato.
La storia che si ripete

Già all’inizio del sodalizio negli anni novanta, quando in Italia e in Europa dominava il Milan di Arrigo Sacchi, il duo si distinse per un certosino lavoro di scouting di calciatori sconosciuti (o quasi) dal grande potenziale. E fu così che in Daunia arrivarono (ed esplosero professionalmente) tanti giovani ventenni o poco più e nomi del calibro di Francesco Baiano (che prima di Foggia non aveva mai trovato posto nel Napoli di Diego Armando Maradona), Giuseppe Signori (diventato poi grande con la Lazio e con la Nazionale italiana), Roberto Rambaudi e ancora Igor Šalimov (visto anche all’Inter) e Igor Kolyvanov, senza dimenticare gli imberbi Salvatore Fresi e Luigi Di Biagio che all’epoca della loro prima esperienza alla corte di Zeman non avevano neanche vent’anni.
Insomma, tanti futuri campioni sono passati sotto le mani dell’allenatore boemo e di Pavone che anche quest’anno hanno cercato di scovare alcune delle gemme più preziose così da promuovere anche il movimento sportivo locale, il tutto provando a far quadrare il bilancio della società che di questi tempi sarebbe già un bel traguardo da raggiungere. Ecco il nuovo Foggia, dunque, ecco la squadra che ambisce ad entrare nei playoff di Serie C e a diventarne la mina vagante.
L’età media della rosa rossonera arriva a malapena a 23 anni (una delle più basse di tutti i campionati professionistici in Italia). Zeman in questi mesi ha dato fiducia e schierato in campo (anche in sfide importanti) tanti Under 21 come Marco Ballarini, centrocampista che lo scorso anno ha giocato con il Piacenza in Serie C segnando anche 2 gol, l’ala destra Filippo Tuzzo (classe 2001 come Ballarini) che alla sua prima vera stagione con i professionisti (fino all’anno scorso era alla primavera del Chievo Verona) quest’anno ha raccolto dieci presenze e due gol con i rossoneri, e il terzino Pietro Martino che, dopo tantissima gavetta in Serie D, ha finalmente avuto la sua chance.
Non sarà una nuova Zemanlandia ma siamo sicuri che molti dei giovani che oggi vediamo in campo con il Foggia di Zeman saranno i campioni del domani.

