In ordine agli accadimenti recenti riguardanti la nostra città, il gruppo politico Capitanata Civica esprime profondo sconcerto e ferma indignazione, per il vile atto di sfiducia all’amministrazione del Sindaco dott. Pasquale Monteleone, alla cui delusione umanamente ci uniamo. In una tarda serata di clima prefestivo, si è consumato l’ennesimo tradimento ai danni dei cittadini torremaggioresi, attoniti testimoni di uno spettacolo che potremmo definire “comico”, per le ragioni degli attori principali, se gli effetti non fossero, tuttavia, così devastanti per la nostra comunità, ancora una volta depauperata e scippata della propria espressione elettorale. Abbiamo sostenuto questa Amministrazione e il Sindaco con impegno e dedizione, non senza opportuna dialettica, fisiologica in presenza di legittimi fermenti propositivi, insiti nella “politica del fare” al servizio della comunità, di cui siamo cittadini prima di esserne amministratori. La fine prematura del Mandato legittimamente espresso dai torremaggioresi, purtroppo ci sottrae la possibilità di portare a compimento quanto ancora di buono avevamo in cantiere, per la rinascita della nostra città. Tanto è stato già realizzato e palese a tutti, ma molto altro ormai giace nelle fucine delle idee e della lungimirante progettualità di cui, evidentemente, si è data ampia prova. Pertanto un intervento sulle motivazioni della sfiducia al Primo Cittadino, addotte dai due consiglieri Croce e Manzelli, risulta a noi doveroso. Entrambi denunciano insanabili fratture nei “RAPPORTI PERSONALI” con il Sindaco dott. Monteleone, da cui dichiarano d’essere stati puntualmente mortificati nell’espletamento della legittima funzione istituzionale a loro assegnata dagli elettori.
Nella fattispecie, registriamo il disappunto del consigliere Croce che lamenta l’impossibilità di esercitare “la funzione di indirizzo e controllo sull’operato dell’Amministrazione” a suo dire, guidata, nell’ombra, da un manipolo di quattro/cinque persone, dimenticando, evidentemente, che lo strumento a lui assegnato, in quanto consigliere comunale, legittimamente eletto, è quello di condurre la propria azione di “indirizzo e controllo” dell’operatività amministrativa, attraverso l’Assise Consiliare, mediante proposte organiche, dichiarazioni di voto e eventuale dissenso. Ci spiace registrare che durante i numerosi Consigli Comunali, la voce del consigliere Croce non abbiamo mai avuto il piacere di ascoltarla. Nulli i suoi interventi, nulle le sue proposte, solo alzate di mano a sostegno di mozioni di voto, puntualmente favorevoli alla maggioranza di cui era espressione. Non c’è stato un solo momento in cui detto consigliere abbia preso la parola, sia pure per renderci partecipi del suo enorme disagio, tutti, cittadini compresi! Ciò avrebbe nobilmente attirato l’attenzione degli elettori oltre che della sua maggioranza. Stesso copione per le riunioni di maggioranza, a cui il Croce si è largamente sottratto, senza apportare il benchè minimo contributo in termini di progettualità, preferendo autocelebrare presunti suoi personali successi sui social. D’altra parte, l’assenza di frequentazione degli uffici comunali del Croce, nell’espletamento delle sue funzioni di consigliere, è nota a tutti. Questa l’attenzione e la cura dedicate alla mansione istituzionale che il consigliere Croce era chiamato a ricoprire.
In quanto al logoramento psicologico e morale addotto dalla Presidente del Consiglio Comunale d.ssa Manzelli, a giustificazione dell’atto scellerato di cui si è resa attrice, registriamo quanto segue.
Il Presidente del Consiglio Comunale è, per definizione di ruolo, l’Alter Ego del Sindaco, dotato di ampi poteri istituzionali e di indiscussa autonomia, data dalla sua posizione di autorità super partes. Ciò stride, e non poco, con la sua dichiarazione nella quale si accusa il Sindaco Monteleone, con l’avallo di alcuni assessori e dirigenti, di essere stata delegittimata, tanto da ridurre il suo ruolo a “mero figurante”. Tra tutti i poteri che la legge delega a un Presidente del Consiglio Comunale, nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, Lei, d.ssa Manzelli, ha trovato nella firma a sfiducia apposta su un atto notarile, quello più congeniale alla sua persona…
Anche per Lei vale il rinvio alla Sacralità dell’Assise Consiliare, di cui era il Presidente e all’interno della quale Poteva e istituzionalmente Doveva registrare i suoi malesseri, onde renderne partecipi tutti gli astanti, compresi i cittadini nei confronti dei quali, Lei dichiara di non essere tenuta a dare troppe spiegazioni, rinviando all’incontro con la sua coscienza, la scelta di ampio valore morale che ritiene d’aver compiuto. Bene, d.ssa Manzelli, ciò che attiene alla coscienza di ognuno è riservato al rapporto che ciascuno di noi ha con l’Entità Suprema cui si è votati, ma ciò che riguarda le scelte espresse da un Organo Istituzionale democraticamente e legittimamente eletto dai cittadini, merita, eccome, spiegazioni puntuali, dettagliate, precise, fondate e inconfutabili. Le sue, spiace dirlo, sono patetiche e alquanto infondate nel merito e nella sostanza.
Quanto ai festeggiamenti dell’opposizione, sul “cadavere che passa” in questo fiume di disperazione in cui è stata ricondotta, per l’ennesima volta, la nostra amata città, basterebbe il quadretto di strafottente soddisfazione sfoggiato da ciascuno degli esimi rappresentanti delle opposte formazioni politiche, a definire l’elevato standard di rispetto delle Istituzioni e dei cittadini. Un’opposizione degna di questo nome agisce nell’interesse supremo della comunità, proponendosi come valida alternativa di governo in un clima propositivo, funzionale all’azione amministrativa. Si registra, anche qui, la preferenza per quello che è diventato ormai lo sport preferito di chi, non arrivandoci con la dialettica politica, non trova altro modo per dare libero sfogo alle proprie frustrazioni: apporre una firma di sfiducia su un atto notarile, possibilmente di tarda sera, al buio, al freddo e alla chetichella. Dovreste proporla come disciplina olimpica, certi che ve ne apporreste, di sicuro qui, una medaglia.
Diceva Karl Marx “la vergogna non si limita a precedere la rivoluzione , è già in sé una rivoluzione…”
Ai cittadini di Torremaggiore , rimasti orfani di una guida, rivolgiamo un invito a non perdere la fiducia nelle istituzioni, un appello a non diffidare dalla politica, una preghiera ad avere la speranza che il cambiamento ci può essere, serve solo tempo e dedizione ma alla fine, tutti insieme ce la possiamo fare. A voi tutti l’augurio di trascorrere serenamente le Sante Feste!

