
(TMOL) Sull’ipotesi soppressione della seconda ambulanza del 118 a Torremaggiore, Vieste, Vico del Gargano, Manfredonia e Cerignola si attende il confronto con l’Assessorato alla Sanità il 29 settembre. Ma se i sindaci non faranno squadra con una unica voce il diritto alla salute del popolo di Capitanata sarà seppellito dalla Regione Puglia a firma Antonio Decaro. La Puglia è uno dei massimi esempio di mala gestio sulla sanità; la regionalizzazione della sanità ha impoverito questo territorio ma se sarà approvata questa scelta scellerata il diritto alla salute di circa 300mila persone sarà seriamente a rischio. Non si possono e non si devono effettuare tagli sul comparto dell’Emergenza Urgenza. La Regione vada a tagliare seriamente dove sa che ci sono gli sprechi.
Molto timidi i comunicati di alcuni sindaci della Capitanata. Un avvio di vera mobilitazione si è visto ad ora solo nella città di Manfredonia. Attendiamo l’esito della riunione tra i sindaci e l’Assessorato regionale alla Sanità per vedere seriamente a Bari cosa vogliono fare.

TAGLIARE GLI SPRECHI IN SANITA’ SI PUO’ MA NON SI DEVE TOCCARE L’EMERGENZA URGENZA, ESSENDO UN TASSELLO SALVA VITA
Il disavanzo sanitario della Regione Puglia per l’esercizio 2025 ammonta a 350 milioni di euro. La Regione Puglia vada a tagliare seriamente dove ci sono gli sprechi. Per esempio il problema degli sprechi nei distretti sanitari rappresenta una delle cause principali della crisi di sostenibilità della sanità pubblica. Secondo le stime consolidate della Fondazione GIMBE, circa il 20% delle risorse pubbliche della sanità viene disperso ogni anno a causa di inefficienze, frodi e gestioni non ottimali. Stesso dicasi per l’evidente sottoutilizzo di strutture e personale. La Regione se vuole essere credibile inizi da lì a tagliare.


IL RUOLO STRATEGICO DELLA POSTAZIONE MOBILE DEL 118 INDIA TORREMAGGIORE 2
Torremaggiore resterebbe con una sola ambulanza del 118 che sebbene sulla carta sia una postazione mobile medicalizzata (MIKE) su cinque medici di pianta organica è presente una sola Dottoressa. Negli altri turni la postazione ha solo a bordo l’infermierie, il soccorritore e l’autista. Proviamo ad immaginare cosa significherebbe restare con un solo mezzo, mentre l’altro della postazione più vicina è impegnato altrove. I tempi di attesa da parte dell’utenza che ha allertato questo servizio andranno a peggiorare una situazione che da troppo tempo è imbarazzante. E’ a rischio la vita delle persone.
La postazione mobile INDIA – con infermiere team leader – Torremaggiore 2 è stata attivata nel 2020 dal Dipartimento Emergenza Urgenza durante la pandemia da Covid-19. Ha sede all’interno dell’ex Ospedale San Giacomo, oggi PTA Nicola Bellantuono . Una postazione che ha all’attivo nel consuntivo annuo circa duemila prestazioni in media e che gestisce un bacino di utenza che include Torremaggiore, San Severo, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Apricena, Sannicandro Garganico, Autostrada A14, SS16, Marina di Lesina e Marina di Chieuti. Le chiamate arrivano anche dai Casali Dauni ovvero da Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia. La postazione mobile Torremaggiore 2 nel 2025 ha totalizzato 1.952 prestazioni, 1.930 nel 2024, 2.044 nel 2022, 1.774 nel 2021 e nel 2020 fu interamente dedicata a pazienti Covid ha registrato 833 prestazioni.
Andando ad analizzare le 83.656 missioni del 118 dell’intera Capitanata divise per postazione nell’anno solare 2025 si evince che la postazione Torremaggiore 2 ha ricoperto il 15°posto generale su 56 postazioni. Le due postazioni mobili presenti a Torremaggiore nel 2025 hanno superato insieme le quattromila prestazioni annue dimostrando il loro ruolo strategico per l’intero comprensorio. Non ha alcun senso effettuare tagli, anzi si devono con assoluta urgenza reclutare nuovi medici per la postazione MIKE Torremaggiore 1 e per la PFM – Postazione Fissa Medicalizzata ovvero l’ex Punto di Primo Intervento che rispetto a cinque medici di pianta organica ne è presente solo uno. Malgrado ciò ad a quasi un passo dal termine del nono mese del 2026 guida la classifica con il più alto numero di prestazioni erogate all’utenza. La Regione riveda le sue strategie e i sindaci tutti facciano squadra su questo importante e delicato tema che riguarda tutti. Nel caso in cui ciò non avverrà ci deve essere una mobilitazione di massa di protesta verso Bari.
MA

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