A Palazzo Dogana va in scena l’ultimo atto di una gestione che, a pochi giorni dal traguardo finale, sembra aver smarrito il senso dell’opportunità. L’assegnazione della delega ai Lavori Pubblici proprio ora, mentre i faldoni stanno per essere chiusi, non è un segnale di efficienza: è un insulto al buon senso dei cittadini della Capitanata.

L’illusione tra buche e macerie
In una provincia dove la viabilità è un colabrodo e le strade provinciali sembrano percorsi di guerra, vedere una delega così strategica assegnata “in zona Cesarini” lascia sbigottiti.
Dalle strade dei Monti Dauni a quelle del Gargano, passando per l’asfalto dissestato del Tavoliere, i cittadini pagano quotidianamente il prezzo di una manutenzione assente. Che senso ha nominare un responsabile oggi? Cosa si spera di riparare in una settimana se non si è stati capaci di asfaltare con criterio in anni di mandato?
Scuole superiori: il degrado non aspetta le elezioni
Non è solo una questione di asfalto. La Provincia ha la responsabilità delle nostre scuole superiori, edifici dove i nostri figli passano la metà della loro giornata e che spesso presentano criticità strutturali, palestre inagibili e riscaldamenti a singhiozzo.
Cosa si può pianificare oggi per l’edilizia scolastica? Nulla.
Cosa si può controllare? Poco o niente.
Cosa si vuole comunicare? Qui sta il punto dolente.
Questa mossa appare come il disperato tentativo di appuntarsi al petto una medaglia dell’ultimo secondo, gestendo la “vetrina” dei pochi interventi in partenza solo per fini d’immagine.
”Assegnare responsabilità a scadenza fissa non è governo del territorio, è pura gestione della messinscena.”
La Capitanata merita rispetto
I cittadini di Foggia e della provincia non hanno l’anello al naso. Sappiamo bene che i lavori pubblici sono fatti di progettazione, bandi e tempi tecnici. Assegnare la delega oggi è come nominare un capitano quando la nave è già attraccata in porto e l’equipaggio sta scendendo. Questa decisione riduce i bisogni infrastrutturali della Capitanata a pura merce di scambio. Se i problemi delle nostre strade e delle nostre scuole non sono stati risolti con una programmazione seria, pensare di farlo ora con un tratto di penna è una beffa intollerabile ai danni di chi vive e lavora in questo territorio.
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