
Ha vinto il NO, ma questo non significa che ha vinto questa sinistra, perché l’alternativa nasce non quando l’altro sbaglia, ma quando la Sinistra esista davvero. E a mio parere la Sinistra fatica a esistere in modo fortemente riconoscibile. È riconoscibile nella preparazione dei programmi, nei congressi. Non esiste nella quotidianità, negli spazi in cui da teoria dovrebbe diventare un qualcosa che senti e ti riguarda. C’è un problema di identità prima ancora che di strategia. Sono molto critico verso questa Sinistra. Noi di sinistra non siamo aggressivi, non siamo estremisti. Tutto giusto. Però questo non basta, perché le persone non ti votano per quello che non sei; le persone ti votano per quello che sei. E allora la domanda diventa inevitabile: cos’è la Sinistra agli occhi di fuori? Sicuramente non cosa che dovrebbe essere, non quella che dice di essere. E il problema non è nella comunicazione, è, a volte, nell’assenza di una visione che sia semplice, leggibile e incarnata.
È nell’assenza di un leader in cui si identifica costantemente. Il leader della Sinistra oggi è un insieme di io. E qui entra in gioco un altro elemento: la leadership. Oggi non c’è una figura che sappia reggere un confronto sullo stesso piano con la forza e la capacità di stare dentro al tempo in cui viviamo. Non basta proporre contenuti migliori e più giusti. Ci vuole qualcuno che li sappia tradurre in qualcosa che ti entusiasma. Perché la Politica non è solo quello che dici. La Politica è quello che fai costantemente per migliorare. Se questa visione viene meno , le persone si allontanano, si dividono e smettono di sentirsi rappresentati. E si crea un vuoto e quel vuoto viene ricoperto. L’altro ieri da 5 stelle, ieri dalla Meloni. È mia convinzione che se la Meloni oggi è al Governo è per tanta irresponsabilità della Sinistra che ha lasciato tanto spazio incustodito: famiglia, scuola, sanità, lavoratori, giustizia. Una sinistra che non esercita il controllo della propria narrazione!
Continuare a vivere ogni risultato come una reazione, si perde la traduzione della propria narrazione. E questo ci porta a perdere. Bisogna capire cosa fare; non è sufficiente aspettare che l’altro sbagli per dire semplicemente qualcosa. Così si rimane intrappolati. Se la Sinistra vuole tornare ad essere competitiva deve fare una cosa molto di più difficile di vincere un referendum (che non ha vinto) o capitalizzare su una sconfitta altrui cosa che adesso sta facendo.
Deve iniziare a definirsi per chi è, per quale idea di Paese vuole costruire per le prossime elezioni.Forse un po ‘ esasperato in qualche passaggio! Ho voluto comunque esprimere, in un momento così particolare, la mia delusione per questa Sinistra. Un monito forte da far valere: il prossimo anno saremo pronti con una unica direzione per vincere le elezioni con la sana convinzione di cambiare, di migliorare questo Paese?
ENNIO MARINELLI Presidente PD Torremaggiore dal 24 marzo 2024
Già Presidente del Consiglio Comunale, amministratore, consigliere comunale ed ultimo segretario cittadino dei DS (Democratici di Sinistra)

Segui Torremaggiore On Line su WhatsApp
Segui Torremaggiore On Line su Instagram
Segui Torremaggiore On Line su Telegram
Segui Torremaggiore On Line su Truth




