
Caro Direttore, leggo, come molti compaesani che non lavorano sul posto, dell’indignazione pubblica del Sindaco per la mancata citazione di Torremaggiore nel film che un pugliese, Scamarcio, sta girando o ha girato su Federico II, imperatore e uomo eccezionale, morto a Castel Fiorentino.
Più che il Sindaco dovremmo essere indignati tutti noi torremaggioresi, poiché è palese che la profluvie di parole scritte e pronunciate sull’Imperatore, lo straripare di libri, libretti e libracci sull’argomento e il rituale del famigerato Corteo Storico (una lungaggine inutile) non hanno avuto efficacia alcuna. In Germania sanno cos’è Castel Fiorentino, in Italia, no. Si sa, al massimo concesso dalla stragrande Ignoranza che domina la nostra nazione, di Castel del Monte.
Vuol dire che la spremitura di temi riguardante il più intelligente e scaltro degli imperatori non ha funzionato. Vuol dire che, come ho spesso detto, inascoltata voce, le qualità del luogo non sono abbastanza note. Infatti il degrado di Castel Fiorentino è palese. Solo chiacchiere e mai una organizzazione che ne abbia fatto un luogo di reale attrazione, realmente una località interessante come accade invece in molti luoghi federiciani.



Piuttosto che l’indignazione quel che serve è l’azione e non i convegni, in cui, come al solito, qualcuno si pavoneggia e molti fingono di ascoltare, dormendo, in realtà, di gusto.
Anni fa sembrava che fosse arrivato il momento giusto. Poi si è ripiegato sui soliti convegni, i soliti libri, le solite trite e ritrite forme noiose ed infruttifere, come è evidente. Castel Fiorentino dovrebbe essere un luogo di turismo, con tanto di attrezzature adeguate, sorveglianza ed impiego di uomini e mezzi adatti a spiegare cosa accadde lì. Dunque si tranquillizzi, il Sindaco: nessuno sceneggiatore serio cambierebbe mai il copione. Ormai va come va e amen. Si preoccupi di dare, invece, dignità turistica ad un luogo che, come.molti altri nel nostro territorio, potrebbe attirare folle interessate ed interessanti, come accade altrove. A Canossa (RE), per esempio, coi resti di una torre hanno creato un luogo frequentato da turisti e studiosi o semplici interessati. Ci facevano anche un premio dedicato, se non sbaglio, agli scrittori. Insomma il pretesto giusto ed accorto per fare parlare di quel posto.
“Valorizzare il territorio” dicono i politici locali quando si scatena la gazzarra delle elezioni comunali. Poi tutto è nulla altro che libri, convegni, chiacchiere. Aridáje… solita solfa, soliti nomi, solito blabla. Quello pure è, tristemente, immutabile copione.
Giorgio Barassi
Consulente d’arte, curatore & presentatore
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