La Fiamma Tricolore di Torremaggiore attacca l’atteggiamento autoritario e antidemocratico dell’amministrazione comunale Di Pumpo sull’evento con tematica LGBT+

L’evento recentemente svoltosi a Torremaggiore, avente una tematica LGBT+, ha rappresentato un episodio di inaudita gravità, che nulla ha a che fare con i valori autentici della cultura italiana, della libertà delle minoranze e dell’inclusione, e che invece si configura come un atto di barbarie volto a distruggere l’identità profonda di un paese millenario. La reazione dell’amministrazione comunale, caratterizzata da un silenzio assordante e da una totale mancanza di trasparenza, rivela un atteggiamento autoritario e antidemocratico, che mira esclusivamente a cancellare le radici culturali e sociali di una comunità che si riconosce in valori tradizionali e identitari.

Questo evento, di cui si è venuti a conoscenza solo attraverso canali informali o a ridosso della sua realizzazione, evidenzia un grave deficit nella gestione della comunicazione istituzionale. L’assenza di un preventivo coinvolgimento della cittadinanza e di una informazione chiara e trasparente non è semplicemente un errore amministrativo, ma un chiaro segnale di imposizione autoritaria di una visione ideologica esterna alla cultura locale. La volontà è evidente: imporre un modello di ideologia gender e di rottura delle identità tradizionali, senza alcun rispetto per l’autonomia culturale e le sensibilità profonde della comunità.

Fiamma Tricolore di Torremaggiore ha già espresso le proprie perplessità, sottolineando come questa ennesima manifestazione di imposizione ideologica non rappresenti affatto un progresso per la società italiana, bensì un attacco frontale alla propria storia, alle sue tradizioni e ai valori fondamentali di libertà e rispetto. La nostra posizione, che condanna fermamente l’evento, si inserisce in un quadro più ampio di resistenza contro le derive autoritarie e contro ogni tentativo di omologazione forzata delle identità, che mira a cancellare le diversità culturali e sociali a favore di un pensiero unico e uniformato.

L’assenza di un confronto democratico e il silenzio dell’amministrazione sono le manifestazioni di un regime che non si riconosce più nei principi di libertà e partecipazione, ma si arrocca in una posizione di potere assoluto e di imposizione. La città di Torremaggiore, fiera delle sue radici e delle sue tradizioni, si vede così tradita da una gestione autoritaria che calpesta i diritti di un’intera comunità, promuovendo un evento che, dietro il pretesto di inclusione e libertà, si rivela essere uno strumento di distruzione dell’identità nazionale.

È fondamentale denunciare questa scelleratezza e riaffermare con forza che la cultura italiana, fondata sui valori di famiglia, tradizione e rispetto delle differenze autentiche, non può essere piegata a interessi ideologici estranei alla sua essenza. La vera inclusione non si realizza con imposizioni forzate e silenzi di Stato, ma attraverso un dialogo aperto, rispettoso e democratico, che valorizzi le diversità senza tentare di annullarle. La vicenda di Torremaggiore rappresenta un campanello d’allarme, un monito affinché si difenda con fermezza l’identità del nostro paese contro ogni forma di coercizione ideologica e autoritaria.

Il Segretario Cittadino Fiamma Tricolore
Michele Zappatore

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