Dichiarazione stato calamità a Torremaggiore: per il centrodestra la risposta all’emergenza è ridotta alla sola formalità e non è sufficiente per la sopravvivenza della nostra agricoltura

È di ieri la notizia della dichiarazione dello stato di calamità da parte del sindaco Emilio Di Pumpo. La risposta all’emergenza è ancora una volta ridotta alla solita formalità , necessaria, ma neppure sufficiente alla sopravvivenza della nostra agricoltura.

Sul tema della emergenza idrica, senza trascurare le responsabilità degli enti preposti , Consorzio di Bonifica compreso, che fino a qui non ha fatto nulla per scongiurare una ” calamità” annunciata, sarebbe forse l’ora di trovare il coraggio di escludere questo tema dal dibattito partitico e lavorare tutti intorno ad un obiettivo. A meno che l’obiettivo prefisso non sia fare della nostra terra un deserto.

L’idea che ne viene fuori è quella di demandare ancora una volta a terzi, una responsabilità in parte anche propria. Perché a fronte di tanto avanzo di amministrazione, poco o nulla si è fatto.

Intanto, e pur sempre come misure di sopravvivenza si potrebbe verificare la possibilità di incentivare quanto già si è fatto per consentire un più ampio e controllato approvvigionamento dai pozzi da parte degli agricoltori.

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