
(TMOL) Esattamente nella mattinata di ventuno anni fa in data 6 agosto 2004 su volontà del governo regionale della Puglia e di concerto con l’amministrazione comunale capeggiata da Alcide Di Pumpo e la Direzione Generale dell’Azienda USL Fg/1 San Severo veniva inaugurato presso il nosocomio locale: l’UdT, la Lungodegenza, la Pneumologia (MARR), la Riabilitazione Respiratoria e il Day Surgery. Presenti quel giorno anche tutte le autorità civili, militari ed ecclesiastiche. In quel contesto storico il San Giacomo aveva subìto un abbassamento dei posti letto imposti dalla Riforma Bindi ovvero la 229/1999 ma manteneva comunque la classificazione come stabilimento ospedaliero con 106 posti letto. Il Presidio Ospedaliero dell’Alta Puglia era unico con tre sedi: San Severo che contava 277 PL, Torremaggiore 106 PL mentre San Marco in Lamis 109. Come è noto l’ Unione Europea impose ai governi nazionali e regionali l’abbassamento di posti letto ospedalieri per abitante e la riconversione dei piccoli nosocomi per far partire la medicina territoriale.






COSA RESTA DOPO VENTI ANNI DI QUEI SERVIZI ATTIVATI?
Dopo del 2004 la Regione Puglia ha decretato la chiusura del nosocomio torremaggiorese decisa dal Governatore Vendola il 15/12/2010 ai sensi della Deliberazione 2791 e del Regolamento Regionale n°188 del 17/12/2010 senza alcuna concertazione con il territorio.


Nella stessa giornata sono stati disattivati 1.413 posti letto in tutto il territorio regionale e chiusi quindici stabilimenti ospedalieri:
– Ruvo di Puglia
– Bitonto
– Santeramo in Colle
– Minervino Murge
– Spinazzola
– Cisternino
– Ceglie Messapica
– Monte Sant’Angelo
– Torremaggiore
– San Marco in Lamis
– Gagliano del Capo
– Maglie
– Poggiardo
– Massafra
– Mottola
Ad oggi il San Giacomo è un PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) con il reparto territoriale Hospice ( sono presenti nella effettività 8 posti letto territoriali). Tutti gli altri servizi previsti per Torremaggiore sono stati tagliati dalla Regione nel 2015 e nel 2019 e dirottati verso i PTA di San Marco in Lamis e Monte S.Angelo nel silenzio generale. L’UDT è stato funzionante fino al 2019 e ad oggi dopo aver ricevuto molteplici rifacimenti edili anche durante le prime due ondate della pandemia da Coronavirus ad oggi resta CHIUSO per le esigenze dei medici di famiglia. Questo reparto territoriale vantava ben 1.790 giorni di degenza nel 2018 a fronte di 109 ricoveri annui. In questo reparto venivano ricoverati pazienti affetti da patologie croniche temporaneamente riacutizzate che necessitavano di alto livello assistenziale ma non di sorveglianza medica continuativa.


Anche avendo cambiato dicitura da UDT in Ospedale di Comunità non cambia la sostanza per l’utenza. Il servizio territoriale di UDT non è più fruibile dal 2019 e dopo aver utilizzato gli stessi locali durante l’emergenza pandemica da novembre 2020 al 2022 con la classificazione di Reparto Covid-19 Post Acuzie si sono attesi i fondi comunitari per effettuare altre riqualificazioni del reparto con qualche attivazione prevista dal DM 77 del 2022. Questo è stato l’input della Regione Puglia che come è noto ha la totale competenza e responsabilità su questo aspetto. La legislazione vigente prevede oggi 1 Ospedale di Comunità dotato di 20 posti letto ogni 50.000 – 100.000 abitanti. – 0,4 posti letto per 1000 abitanti da attuarsi in modo progressivo secondo la programmazione regionale. Sconosciuti ad oggi i tempi per la eventuale riattivazione dato che si necessita di nuovi finanziamenti regionali. Il Laboratorio Analisi è stato declassato a Centro Prelievi ma manca la delibera esecutiva. L’ex Pronto Soccorso, è diventato prima PPI (Punto di Primo Intervento Territoriale ) ed ora si chiama PFM (postazione fissa medicalizzata) con presenza medica h24. Sono presenti anche due ambulanze del 118 di cui una medicalizzata MIKE ed una con infermiere team leader INDIA.

Le ex sale operatorie ( in disuso dal 2010) sono in corso di smantellamento per creare nuovi ambulatori previsti dal Progetto della Casa della Comunità finanziata dal PNRR. Concretamente un forte restyling per creare nuovi ambulatori ed altri servizi correlati.

Nella mattina del 26 giugno 2024 nella sala Federico II di Palazzo di Città, alla presenza del Direttore Generale ASL Foggia Dott. Antonio Giuseppe Nigri, della Direttrice del Distretto Sociosanitario Annamaria Gualano, del responsabile area tecnica ASL Foggia Ing. Marcello Tedone e della stampa, è stato presentato il progetto della Casa della Comunità, che sorgerà presso il PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) Nicola Bellantuono, con fondi PNRR pari a € 697.568,84. Un importante investimento, una nuova opportunità di sviluppo per il territorio che consentirà di accentrare tutti i servizi sociosanitari della città, con la possibilità anche dell’utilizzo del taxi sociale per il trasferimento dei cittadini dal proprio domicilio alla struttura.Secondo il cronoprogramma il presidio potrà essere consegnato alla comunità torremaggiorese fra circa sette mesi. Questo diceva il sindaco Emilio Di Pumpo in quella data. Dopo quattordici mesi non c’è nulla e i lavori sono ancora in corso. Nel silenzio generale.

La Regione Puglia dal 2011 e a seguire con tutti i Regolamenti Regionali fino al 2020 aveva previsto in quei locali l’attivazione del Day Service Chirurgico ma non lo ha mai fatto. Un ennesimo servizio territoriale che è rimasto ancora una volta solo su carta. Infine il progetto per la RSA R1 previsto dal 2011 e riconfermato in ogni Regolamento Regionale è scomparso dal Piano Triennale delle Opere Pubbliche dell’ASL Fg 2024-2026. Questo lo scenario ad oggi!

Segui Torremaggiore On Line su WhatsApp
Segui Torremaggiore On Line su Telegram


