

La Regione Puglia con la deliberazione n° 2791 del 15/12/2010 ha imposto senza alcuna concertazione con il territorio la CHIUSURA del Presidio Ospedaliero San Giacomo di Torremaggiore, del P.O. Umberto I di San Marco in Lamis (Fg) e del P.O. San Miche Arcangelo di Monte S.Angelo (Fg) a pochi mesi dalla rielezione del Governatore Niki Vendola. Il nosocomio da sempre punto di riferimento per l’Alto Tavoliere e per i territori limitrofi ha visto i suoi posti letto ( MARR – Malattie Apparato Respiratorio e Lungodegenza ) scendere da 44 a zero, rispetto ai 106 presenti nel 2002 con la precedente riforma regionale del Governatore Raffaele Fitto, che comunque manteneva a Torremaggiore la struttura ospedaliera in rete con San Severo e San Marco in Lamis ed attivava già da allora l’UDT oggi denominato Ospedale di Comunità, tutt’ora presente. Nell’ASL FG con quella deliberazione del 2010 sono stati ridotti i posti letto da 970 a 713 , a Torremaggiore si è passati da 44 posti letto a ZERO. Ecco l’elenco degli stabilimenti ospedalieri pugliesi dismessi nel medesimo giorno: Ruvo di Puglia, Bitonto, Santeramo in Colle, Minervino Murge, Spinazzola, Cisternino, Ceglie Messapica, Monte Sant’Angelo, Torremaggiore, San Marco in Lamis, Gagliano del Capo, Maglie, Poggiardo, Massafra e Mottola.

La popolazione nel 2010 ha vissuto un brutto Natale con questa beffa imposta da Bari senza ALCUNA concertazione. E se nel 2002 con il primo taglio di PL la comunità torremaggiorese aveva pagato un primo pesante prezzo in nome della spendig review e della poca distanza con San Severo nel 2010 si è chiusa la seconda vita del San Giacomo in modo vergognoso. La prima vita del nosocomio ha avuto la sua incessante crescita dal 1935 alla seconda metà degli anni novanta con il fattivo ed instancabile supporto del Prof. Salvatore Ciaccia , del Prof. Nicola Bellantuono e delle rispettive equipe. Di rilievo anche l’attività del reparto di Pediatria con il Primario dott. Edio Felice Schiavone.

Decisivo nel 1972 l’ingresso del dott. Michele Renato Piancone con l’incarico di Primario della Divisione di Medicina e del Servizio di Cardiologia. Il suo assistente medico era il dott. Giuseppe Antonucci. Successivamente vennero assunti i seguenti professionisti: il dott. Palmino Lipartiti, il dott. Matteo Marangi, il dott. Luigi Mucedola e la dott.ssa Marinella Rispoli. Tutti insieme profusero grande impegno per far funzionare al meglio il reparto e per dare risposte efficaci e salva-vita ai degenti.


Con l’attivazione dell’Unità Coronarica, questo reparto di Torremaggiore acquisì maggiore prestigio con l’ annessa attività di Elettrofisiologia e montaggio degli impianti di pacemaker. Per le esigenze del reparto fu realizzata anche una elisuperficie per il trasporto dei cardiopatici acuti con l’Eliambulanza dal Gargano. Questo reparto del San Giacomo svolse un ruolo decisivo con il servizio di Telecardiologia per le postazioni di guardia medica dei centri del Gargano. La centrale era ubicata nell’unità coronarica di Torremaggiore. Dall’esame del tracciato elettrocardiografico e nel confronto tra il cardiologo e la guardia medica dei centri garganici si riusciva ad attuare una diagnosi pre-ospedaliera e ad iniziare le cure prima che il paziente arrivasse in Ospedale. Questo approccio di telecardiologia ha permesso il trattamento dell’infarto in fase pre-ospedaliera mediante trombolisi consentendo così di accorciare i tempi pre-ospedalieri di ricovero in UTIC ( Unità di Terapia Intensiva Coronarica) consentendo così di ridurre il danno miocardico causato da infarto. Una intuizione tutta Made in Torremaggiore che ha fatto scuola, prima della creazione del 118 e dell’attuale struttura organizzativa del Dipartimento Emergenza Urgenza. Tutto ciò ha ridotto i rischi di morte improvvisa e di danno irreparabile al cuore.


Tutta questa grande storia ospedaliera appariva oramai un ricordo intramontabile e purtroppo irripetibile. Non di certo solo per scelta della Regione ma anche del disinteresse collettivo per questa eccellenza che era stata spolpata dalla cattiva politica e da pessimi dirigenti nominati dalla politica che hanno pensato alle proprie carriere personali e non al bene comune della comunità torremaggiorese e dell’Alto Tavoliere. Anche la mancata elezione in consiglio regionale nel 2010 di Alcide Di Pumpo e di Costanzo Di Iorio che avrebbe prospettato ben altro per il nostro territorio ha dato il KO finale. I risultati nel 2010 ad oggi sono tristemente sotto gli occhi di tutti e continuano ad essere accettati passivamente dalla collettività. Ci si accontenta di aver ricevuto un Reparto Territoriale con otto posti letto specializzato per le cure palliative per malati terminali. Un luogo d’accoglienza e di ricovero temporaneo, nel quale il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale affinché le viva con dignità nel modo meno traumatico e doloroso possibile.

COSA NE RESTA OGGI DELL’EX SAN GIACOMO

Ad oggi il San Giacomo è un PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) con il reparto territoriale Hospice ( sono presenti nella effettività 8 posti letto territoriali). Tutti gli altri servizi previsti per Torremaggiore sono stati tagliati dalla Regione nel 2015 e nel 2019 e dirottati verso i PTA di San Marco in Lamis e Monte S.Angelo nel silenzio generale. L’UDT è stato funzionante fino al 2019 e ad oggi dopo aver ricevuto molteplici rifacimenti edili anche durante le prime due ondate della pandemia da Coronavirus ad oggi resta vuoto per le esigenze dei medici di famiglia. Questo reparto territoriale vantava ben 1.790 giorni di degenza nel 2018 a fronte di 109 ricoveri annui. In questo reparto venivano ricoverati pazienti affetti da patologie croniche temporaneamente riacutizzate che necessitavano di alto livello assistenziale ma non di sorveglianza medica continuativa.

Anche avendo cambiato dicitura da UDT in Ospedale di Comunità non cambia la sostanza per l’utenza. Il servizio territoriale di UDT non è più fruibile dal 2019 e dopo aver utilizzato gli stessi locali durante l’emergenza pandemica da novembre 2020 al 2022 con la classificazione di Reparto Covid-19 Post Acuzie si sono attesi i fondi comunitari per effettuare altre riqualificazioni del reparto con qualche attivazione prevista dal DM 77 del 2022. Questo è stato l’input della Regione Puglia che come è noto ha la totale competenza e responsabilità su questo aspetto. La legislazione vigente prevede oggi 1 Ospedale di Comunità dotato di 20 posti letto ogni 50.000 – 100.000 abitanti. – 0,4 posti letto per 1000 abitanti da attuarsi in modo progressivo secondo la programmazione regionale. Sconosciuti ad oggi i tempi per la eventuale riattivazione dato che si necessita di nuovi finanziamenti regionali. Il Laboratorio Analisi è stato declassato a Centro Prelievi ma manca la delibera esecutiva. L’ex Pronto Soccorso, è diventato prima PPI (Punto di Primo Intervento) ed ora si chiama PFM (postazione fissa medicalizzata) con presenza medica h24. Sono presenti anche due ambulanze del 118 di cui una medicalizzata MIKE ed una con infermiere team leader INDIA.


Le ex sale operatorie ( in disuso dal 2010) sono in corso di smantellamento per creare nuovi ambulatori previsti dal Progetto della Casa della Conunità finanziata dal PNRR. Concretamente un forte restyling per creare nuovi ambulatori ed altri servizi correlati. La Regione Puglia dal 2011 e a seguire con tutti i Regolamenti Regionali fino al 2020 aveva previsto in quei locali l’attivazione del Day Service Chirurgico ma non lo ha mai fatto. Un ennesimo servizio territoriale che è rimasto ancora una volta solo su carta. Infine il progetto per la RSA R1 previsto dal 2011 e riconfermato in ogni Regolamento Regionale è scomparso dal Piano Triennale delle Opere Pubbliche dell’ASL Fg 2024-2026 ma che il 4 dicembre 2024 è rispuntato dall’elenco delle opere da realizzare nell’ambito della Programmazione 2021/2027 del Fondo di Sviluppo e Coesione per un importo di 3 milioni di euro. E’ infatti di mezzo miliardo di euro la dotazione finanziaria assegnata per i progetti che ricadono in Capitanata dal Fondo di Sviluppo e Coesione e Por di 6,3 miliardi di euro, sottoscritto tra il Governo Meloni e la Regione Puglia.

COSA E’ LA RSA R1 CHE TORREMAGGIORE ATTENDE DAL 2011 – La Residenza Sanitaria Assistenziale R1 ( RSA R1) eroga prestazioni in regime residenziale intensive di cura e mantenimento funzionale, ad elevato impegno sanitario, alle persone con patologie non acute che, presentando alto livello di complessita’, instabilita’ clinica tale da non richiedere ricovero ospedaliero, sintomi di difficile controllo, necessita’ di supporto alle funzioni vitali e/o gravissima disabilita’, richiedono continuita’ assistenziale con pronta disponibilita’ medica e presenza infermieristica sulle 24 ore. La RSA R1 eroga prestazioni a pazienti affetti da SLA o altre sindromi neurodegenerative in fase avanzata, pazienti con patologie croniche con necessità di assistenza respiratoria, portatori di tracheostomia, nutrizione artificiale (enterale o parenterale), o comunque confinate a letto e con dipendenza totale per l’alimentazione, il controllo degli sfinteri, l’igiene personale , in fase di stabilizzazione clinica , che abbiano completato i necessari precedenti protocolli riabilitativi ma per problematiche sociali e/o tecnico-organizzative non possono essere assistiti a domicilio. I trattamenti, non erogabili al domicilio o in altri setting assistenziali di minore intensita’, sono costituiti da prestazioni professionali di tipo medico, psicologico, riabilitativo, infermieristico e tutelare, accertamenti diagnostici, assistenza farmaceutica, fornitura di preparati per nutrizione artificiale e dei dispositivi medici monouso e di assistenza protesica. L’attività di assistenza a questi soggetti è caratterizzata da:
– attività di nursing con fisioterapia al mantenimento delle condizioni già raggiunte all’interno delle unità operative ospedaliere e di riabilitazione di provenienza nonché alla prevenzione di ulteriori complicanze da patologie sovrapposte;
– continua sorveglianza medica adeguata allo “status” di ogni singolo paziente da parte di staff medico– specialistico;
– programmazione concordata con l’équipe medico-specialistica, dell’intervento guidato e della collaborazione dei parenti in tutte quelle attività che, con stimoli familiari al paziente, mirino a risvegliare una coscienza
reattiva all’ambiente esterno e/o sostengano l’ospite nelle relazioni e nella comunicazione.


Nella mattina del 26 giugno 2024 nella sala Federico II di Palazzo di Città, alla presenza del Direttore Generale ASL Foggia Dott. Antonio Giuseppe Nigri, della Direttrice del Distretto Sociosanitario Annamaria Gualano, del responsabile area tecnica ASL Foggia Ing. Marcello Tedone e della stampa, è stato presentato il progetto della Casa della Comunità, che sorgerà presso il PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) Nicola Bellantuono, con fondi PNRR pari a € 697.568,84. Un importante investimento, una nuova opportunità di sviluppo per il territorio che consentirà di accentrare tutti i servizi sociosanitari della città, con la possibilità anche dell’utilizzo del taxi sociale per il trasferimento dei cittadini dal proprio domicilio alla struttura.Secondo il cronoprogramma il presidio potrà essere consegnato alla comunità torremaggiorese fra circa sette mesi. Questo diceva il sindaco Emilio Di Pumpo in quella data. Dopo diciotto mesi non c’è nulla e i lavori sono ancora in corso. Nel silenzio generale.

La Regione Puglia dal 2011 e a seguire con tutti i Regolamenti Regionali fino al 2020 aveva previsto in quei locali l’attivazione del Day Service Chirurgico ma non lo ha mai fatto. Un ennesimo servizio territoriale che è rimasto ancora una volta solo su carta. Infine il progetto per la RSA R1 previsto dal 2011 e riconfermato in ogni Regolamento Regionale è scomparso dal Piano Triennale delle Opere Pubbliche dell’ASL Fg 2024-2026. Questo lo scenario ad oggi!

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