LETTERA APERTA DI ALFONSO COLACCHIO: LA VERA ONESTA’ E’ DEI GRANDI

Quando Giulio Cesare ripudiò la sua seconda moglie, al giudice che gliene chiese il motivo,
giustificò il suo atto non con la banale accusa del tradimento di una notte ma per il ridicolo al quale
Pompea aveva esposto la sua immagine privata e perché aveva resa fragile ed attaccabile la sua
immagine pubblica. Famosa fu la frase che pronunciò: “ La moglie di Cesare non soltanto deve
essere onesta ma deve anche apparire onesta, al di sopra di ogni sospetto “. Nella Roma repubblicana l’onestà era considerata una qualità prioritaria, preziosa, imprescindibile dall’onore e fondamentale nella vita privata e pubblica. Nel periodo dell’Impero, invece, la morigeratezza dei costumi, l’onestà nell’agire e l’onestà intellettuale divennero concetti obsoleti e lasciarono il posto ad una costante decadenza preludio della fine.


E’ proprio vero, la storia si ripete!! L’Italia repubblicana post-bellica aveva fatto riemergere valori che l’abbrutimento della guerra e della miseria aveva soffocato ed aveva espresso persone dalla schiena dritta con un tangibile spessore umano, civile e professionale e con una lucida visione del futuro della nazione. Oggi, come duemila anni fa, siamo in piena decadenza. Non c’é l’impero ma una repubblica non democratica ma oligarchica, capipopolo più o meno potenti che, resi forti dal loro seguito, dai loro clienti, hanno perso di vista completamente quali sono le qualità e le priorità nel modus operandi dell’uomo pubblico. E noi abbiamo ancora la percezione delle priorità ?


Noi che in modo burbero neghiamo una caramella ad un nostro figlio solo un po’ petulante e, tutti contenti e senza alcuna esitazione, compriamo un collirio costoso ad un nostro cane !! Sappiamo dare la giusta importanza a queste tre tipologie di onestà che vorremmo diffuse in tutto il tessuto sociale ma soprattutto presenti nei nostri rappresentanti che democraticamente eleggiamo? Sottoponiamo i calciatori e i camionisti ai test antidoping e anti droghe ma non i politici, i legislatori, i giudici, i medici, i militari, gli alti funzionari dello Stato, gli insegnanti e tantomeno i giovani….. un fiume senza argini !! Tacitamente accettiamo che i politici si riconoscano un onorario extra quasi fosse un tributo dovuto
per i servigi resi alla comunità senza sottilizzare troppo sulla provenienza – “ aurum non olet “ ( il
denaro non puzza ) – perché tutti vorremmo essere al loro posto raccontandoci che “ solo un fesso
non approfitterebbe “ e “ così fan tutti “. Del resto tutti sono onesti fino a prova contraria !! Siamo convinti che l’onestà intellettuale nobiliti l’essere umano e, prodromica di altre qualità, presupponga non la capacità di autoreferenziarsi ma la consapevolezza di competere con i migliori con la forza del proprio pensiero e delle proprie idee sempre coerenti e di meritare una divisa che é stata concessa con fiducia e speranza dal popolo e sulla quale vengono appuntate come medagliette decine di richieste spesso anche scomode ed irricevibili cariche di aspettative che vanno considerate e, per quanto possibile, soddisfatte.


La sua mancanza certo non é un reato ma é riprovevole tanto quanto il malaffare. Consentire l’utilizzo del proprio nome per riempire le liste elettorali pur sapendo di non poter concedere il proprio tempo o di non essere all’altezza dei compiti che il ruolo impone é una scelta poco ponderata, infantile e poco dignitosa mossa solo da un senso civico superficiale.

La gente esige attenzione, ascolto, disponibilità, lealtà e verità ma il buon politico sa qual é la
qualità che deve distinguerlo. Come la moglie di Cesare non soltanto deve essere onesto ma anche
apparire onesto e al di sopra di ogni sospetto.

In fede

Alfonso Colacchio

Torremaggiore 15/04/2024

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