Ogni volta che lo Stato abbassa la guardia, mostra un comportamento inerte o é addirittura assente,
scade la qualità della vita percepita e riemergono dalle coscienze dei popoli malumori mai sopiti del
tutto con evidenze più o meno violente e, a seconda dell’indole, con rivoluzioni o semplici
evocazioni di antichi spettri. E’ sempre stata suggestiva e non priva di fascino l’idea dell’uomo o
della donna forte al comando. E’ già successo!! Pugno di ferro in guanto di velluto, Machiavelli
docet, per risolvere tutte le criticità del sociale: sicurezza, lavoro, giustizia, equità e per garantire un
futuro sereno sollevando tutti da ogni responsabilità e permettendo a tutti di non impegnarsi in
prima persona. Magari usando metodi poco ortodossi, calpestando qualche diritto od eliminandone
alcuni, stiracchiando qualche legge a convenienza, azioni comunque accettate da spettatori muti mai
“ fuori dal gregge “. Quando si alza una bandiera però bisogna stare attenti che lo sventolio non
copra gli occhi e limiti lo sguardo.
Quando gli strumenti della democrazia, i nostri rappresentanti liberamente eletti, sanno suscitare nelle masse non sentimenti di stima ed ammirazione ma ben altro, essi non sono più garanzia di scelte lucide e lungimiranti, condizionanti la vita e il futuro dei loro elettori. Alle scelte scaturite da approfondimento delle problematiche, dal confronto di idee,
dalla condivisione di una strategia devono necessariamente seguire azioni potenti e coraggiose in
grado di educare il popolo al bene comune e al rispetto altrui pur nell’accezione più ampia del
concetto di libertà senza però assecondare gli umori e soddisfare in modo acritico i desiderata della
folla per qualche voto in più o come si fa con i bambini capricciosi solo per acquietarne gli animi.
Svendere una parte importante del territorio nazionale ( autonomie differenziate ) per opportunismo
politico e per il raggiungimento di obbiettivi personali ( premierato ) é stata certamente una azione
potente ma vigliacca, partorita da una politica miope e divisiva, prona ai meschini egoismi di
territori che, senza merito, hanno da tempo avuto la fortuna di avvalersi dell’opera professionale dei
nostri figli migliori. Nelle famiglie povere ma sane di un tempo i bocconi migliori si riservavano ai
figli malaticci e non a quelli sani. Nella società odierna, ricca e meschina, emerge prepotente solo
una frase, mai urlata ma declamata con convinzione “ Ognuno per sé e Dio per tutti “. Il
ravvedimento dovrebbe essere doveroso da parte di tutte le forze politiche realmente nazionali e
tutti gli operatori politici dei territori penalizzati, forze di governo e di opposizione, e tutti gli
amministratori, sindaci e governatori, che hanno subito il diktat politico dovrebbero pretendere un
confronto democratico. Eppure tutto tace!!! E’ venuta a mancare proprio la buona politica, quella
che opera bene, che agisce come un buon padre di famiglia. E anche il popolo del Sud tace!!! Anzi
le visite di personaggi politici discutibili, lontani non solo territorialmente ma anche per onestà di
intenti, sono ben accette. E allora noi, figli di civiltà antiche ma eredi di secoli di inerzia dello Stato,
con i pittoreschi difetti che ci caratterizzano ma dalla pronta intelligenza capace di eccellenze sorte
dal nulla, dovremmo difenderci da soli ? O dobbiamo attaccare !!!
Di tanto in tanto la Storia andrebbe riletta perché le masse non imparano dal passato e sono cattive
maestre. Hanno una memoria assai limitata, elaborano secondo convenienza, rimuovono presto sia
ciò che in un attimo le ha tolto la serenità, un proclama da un balcone – guerra – sia la fatica per
costruirsi i periodi di pace.
Attenzione!! E’ già successo in Europa cento anni fa. Allora il guanto di velluto ben presto sparì e il
pugno di ferro divenne cieco. E si scoprì con sgomento che gli uomini forti acclamati ed osannati
dalle folle altro non erano che “ pifferai magici “ la cui volontà, divenuta legge inconfutabile, dopo
le prime illusioni, provocò 50 milioni di morti e tante macerie.
E se rileggiamo pagine ancora più antiche scopriamo che il popolo che ha dato nobiltà al pensiero
umano, gli antichi greci, dopo avere sperimentato ogni forma di governo, ce ne consegnarono una,
da sempre e per sempre la più perfetta e allo stesso tempo la più semplice: la democrazia.
In fede
Alfonso Colacchio
Torremaggiore 15/05/2024
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