Don Andrea Pupilla, Parroco della Chiesa Matrice di San Nicola di Torremaggiore, commenta il Vangelo del 28 aprile 2024 – V Domenica di Pasqua

“Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me” (Gv 15,4)_. Per ben sette volte in pochi versetti troviamo questo verbo: _rimanere_. È il verbo dell’amore autentico, vero. Della fedeltà. Della perseveranza. Quando Giovanni scrive queste parole la comunità cristiana vive una crisi dall’esterno (persecuzioni) e all’interno (dissapori, lotte per il potere, eresie) che minano la sua unità. In una società liquida come la nostra dove le relazioni evaporano facilmente, Gesù ci provoca invitandoci a rimanere. Quando ci sentiamo delusi, feriti, quando la realtà che viviamo sembra che non sia degna di meritarci… rimanete! Il nostro _fare_ non scaturisca dal nostro io o dalle nostre idee ma dall’_essere in Gesù_ come tralci alla vite. Il rischio è quello del fallimento: _“Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5)_.
Buona domenica!
Don Andrea
28 Aprile 2024, V di Pasqua
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