Martedì 24 maggio 2022 sesto appuntamento con la nuova rubrica denominata Psycholab che prevede un confronto con il dott. Alessio Prencipe ( Libero Professionista Psicologo) su tematiche che ci riguardano. Affronteremo il tema dei matrimoni, perchè nell’ultimo ventennio non decollano e perchè aumentano separazioni e divorzi?

Secondo i dati ISTAT nel 2020 la pandemia ha indotto molte persone a rinviare o rinunciare alle nozze. I matrimoni celebrati in Italia sono stati 96.841, il 47,4% in meno rispetto al 2019. In calo soprattutto le nozze con rito religioso (-67,9%) e i primi matrimoni (-52,3%). A livello territoriale, il calo è molto più forte nel Mezzogiorno (-54,9%) rispetto al Centro (-46,1%) e, soprattutto, al Nord (-40,6%). Negli ultimi due decenni, inoltre, il netto, ridimensionamento delle nuove generazioni, dovuto alla fecondità bassa e tardiva osservata a partire dalla metà degli anni Settanta, ha prodotto un effetto strutturale negativo sui matrimoni così come sulle nascite. Man mano che queste generazioni, molto meno numerose di quelle dei loro genitori, entrano nella fase della vita adulta si riduce infatti la numerosità della popolazione in età da matrimonio e, di conseguenza, a parità di propensione a sposarsi, cala il numero assoluto di nozze.

- A suo avviso Dottore come mai nell’ultimo ventennio c’è stato un netto calo di matrimoni?
Le ragioni sono molteplici. La società è cambiata. Sicuramente è cambiata la considerazione cristiana del matrimonio, oggi è più visto come un contratto e non più come un vincolo religioso come un tempo. Le nuove generazioni peraltro lo considerano sempre di più come una unione civile e non più religiosa. La stessa affluenza nella chiese è decisamente più bassa rispetto agli ultimi venti anni.
2) A suo avviso invece cosa ha provocato un innalzamento di separazioni e divorzi?
Alla base c’è una crisi della famiglia tradizionale come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi da circa un trentennio. Le ragioni sono da ricercare nella sfera individuale. Si deve considerare che la cultura individualista ha preso il sopravvento e perciò si pensa troppo al conseguimento del proprio benessere rispetto al bene della coppia. E questo alla lunga fa esplodere la coppia.
3) Cosa devono fare le giovani generazioni che decidono di convogliare a nozze?
Intraprendere la vita con un’altra persona impone un approccio differente. O si abbandona la visione dell’io a vantaggio della visione del noi altrimenti non ci sarà alcun futuro. Gli equilibri si costruiscono ogni giorno da parte di entrambi. Sembra banale ma è questo il vero punto.
4) La durata media del matrimonio in Italia è in lieve ma costante crescita: dai 13 anni dei primi anni duemila, ai 14 del periodo 2005-2007, ai 15 anni del periodo 2008-2011, ai 16 del periodo 2012-2014 fino ai 17 del 2015, perchè i matrimoni falliscono?
Esiste una battaglia dei sessi. I matrimoni falliscono per tante ragioni. Il fallimento è evitabile solo se si crea l’equilibrio tra le due parti. Senza condivisione e con l’esaltazione a senso unico delle esigenze di una sola parte il fallimento è dietro l’angolo. Occorre un quotidiano bagno di umiltà da parte di entrambi sempre. E dopo una condivisione sincera.
5) Che tipo di sensibilizzazione può essere possibile effettuare su questo tema ?
Occorre insegnare ai ragazzi il tema del sacrificio e successivamente la motivazione endogena per arrivare al conseguimento di un risultato. Trasmettere una sana cultura del lavoro aiuta i giovani a mettersi in discussione e a migliorarsi per costruire un domani con un’altra persona.
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