Riflessione del Dirigente Scolastico Prof Matteo Scarlato sul COVID-19: formeremo anche gli anticorpi socio-politico-economici?!

Sono certo che la Scienza riuscirà, relativamente presto, a trovare un vaccino o comunque farmaci che, insieme agli anticorpi del nostro sistema immunitario, possano difenderci da questo terribile virus.

Terribile dal nostro punto di vista, come tanti altri microorganismi, i terremoti, le inondazioni, la siccità, i cambiamenti climatici,… ma normale dal punto di vista del funzionamento della Natura.

La Natura non ci è né mamma amorevole né, tanto meno, crudele matrigna di leopardiana memoria. Non è un Essere dotato di una volontà, positiva o negativa che sia, nei nostri confronti. E’ semplicemente un meccanismo infinitamente complesso di cui facciamo parte e su cui, quindi, dobbiamo agire con estrema cautela.

Sicuramente sulla Terra, l’Uomo è l’essere biologicamente più complesso, ma questo non vuol dire che sia quello che ha le migliori caratteristiche per durare di più nella storia della vita sul nostro pianeta. In questo senso considerate che i primi batteri sono comparsi circa 3.500 milioni di anni prima di noi e sono in forma smagliante, mentre noi, nel breve istante di presenza sulla Terra, ce la siamo vista brutta già varie volte!

Rispetto agli altri esseri viventi, però, noi siamo gli unici ad utilizzare per la sopravvivenza, oltre ai normali meccanismi biologici, la nostra capacità di intervenire sui meccanismi della Natura a nostro favore: possiamo aumentare la nostra capacità di proteggerci dal caldo o dal freddo, produrci il cibo, difenderci dalle malattie,…

E’ una potente arma in più la nostra intelligenza, se ben usata, e speriamo riesca ad evitare che il nostro ramo nell’albero della vita sulla Terra non sia destinato a rinsecchire!

Ovviamente parlo di intelligenza collettiva, quella che esprimiamo come organizzazione socio-politico-economica.

Ed arriviamo al punto, agli “anticorpi” che il COVID-19 dovrebbe far sviluppare nella nostra intelligenza collettiva affinché la nostra specie non sia cancellata dalla storia della vita sulla Terra da un virus:
il Bene della Persona è collocato all’interno del Bene Comune!

Declinerò il principio in una serie di esempi:

un singolo individuo non può difendersi dal COVID-19, neanche un Comune, neanche una Regione, forse neanche un singolo Stato! Rispetto ai diritti fondamentali della persona (libertà, salute, sicurezza, istruzione,…), più che decentrare, bisogna centralizzare, cedendo sovranità verso l’alto ad Organismi internazionali. Ovviamente questo deve avvenire all’interno di una architettura istituzionale mondiale democratica e indipendente dai singoli Stati (partendo da una rifondazione dell’ONU!) e basata sugli ideali di umanità espressi nei più avanzati documenti prodotti in questo senso (Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, Costituzione italiana, Dichiarazione universale dei diritti umani,…). Nello specifico caso di questa emergenza, all’OMS va ceduta sovranità sul tema della salute ed occorre dargli un potere di azione adeguato in tutto il mondo;
il Libero Mercato ha una logica troppo elementare per poterci efficacemente difendere in situazioni di emergenza sanitaria come questa: ad una domanda esso risponde con un’offerta mediata dal prezzo. Ora, se io esprimessi la domanda di cura per COVID-19, quale impresa sanitaria, fosse anche una potente multinazionale, riuscirebbe a propormi la sua offerta? e anche se ci riuscisse, potrei acquistarla al prezzo proposto? e se anche ce la facessi io ed una sparuta minoranza di persone ad acquistare il servizio di cura, come farebbe a mantenersi in piedi il sistema socio-politico-economico in cui opera tale multinazionale, considerando comunque l’elevato numero complessivo di ammalati e morti nonché gli inevitabili disordini sociali?
la Ricerca scientifica non può essere svolta sulla base di raccolte fondi dalla dubbia efficacia da parte di decine e decine di associazioni o lasciata quasi esclusivamente nelle mani delle multinazionali, come avviene in Italia ed in molti paesi basati su una economia di libero mercato. Una ricerca di questo tipo ha potenziali conflitti di interesse: l’organizzazione che raccoglie fondi potrebbe essere interessata a non venire mai a capo di nulla e la multinazionale interessata a soluzioni che siano soprattutto redditizie piuttosto che efficaci. Deve essere chiaro che occorre una forte regia pubblica della ricerca, espressione di quegli organismi di cui al punto 1, che attui imponenti piani di ricerca sulle maggiori emergenze che affronta la popolazione mondiale;
Settori produttivi o di servizi strategici devono essere controllati in qualche modo dallo Stato: non è possibile che non si riescano a produrre apparecchiature mediche in emergenza, per non parlare delle semplici mascherine!
non servono raccolte fondi per un singolo ospedale o per una singola problematica, le donazioni in questa fase di emergenza devono arrivare alla Protezione Civile per aiutare l’intero Servizio Sanitario Nazionale ad operare secondo gli stessi standards di qualità su tutto il territorio nazionale.

Finita l’emergenza COVID-19, spero che in Italia si capiscano subito alcune cose:

è stato un fallimento equiparare le Regioni allo Stato (riforma del Titolo V della Costituzione avvenuta con la L. n. 3 del 2001) e che si deve al più presto ritornare ad una maggiore centralizzazione di importanti servizi, quali protezione civile, sanità, trasporti, università, istruzione, ricerca,…
occorre ritornare ad un sistema di partecipazioni statali in settori strategici e di pubblica utilità, ovviamente in forme più efficaci del passato;
occorre che i cittadini siano uniti nel chiedere alle formazioni sociali che esse operino per il bene comune e non per i loro interessi di parte. Ad esempio dobbiamo essere meno claques dei partiti (si vedano gli assurdi temi del dibattito pseudo politico alimentato dai leaders di partito sui social) e pretendere che agiscano per individuare soluzioni ai problemi.

Che questa terribile emergenza produca nella nostra intelligenza collettiva l’anticorpo che ci potrà proteggere dal virus dell’individualismo egoista non etico che distrugge il Bene Comune, ossia l’appartenenza ad una Comunità che condivida gli ideali di umanità!

Prof. Matteo Scarlato
Dirigente Scolastico presso il Circolo Didattico di Torremaggiore