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Fratelli d’Italia Torremaggiore ha celebrato il Giorno del Ricordo 2020 per onorare le vittime delle Foibe tra cui anche due torremaggioresi

Il Direttivo locale Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale di Torremaggiore ha commemorato Il 10 Febbraio, “Il Giorno del Ricordo” per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni giuliane e dalmate dalle loro terre.
Insieme agli amici della Lega di Torremaggiore abbiamo raccolto oltre trecento firme nel wee-end scorso per presentare una richiesta all’Amministrazione Comunale per intitolare una strada della nostra Città ai Martiri delle Foibe.

Tra il 1943 ed i primi anni 50’ vi furono, da parte dei comunisti jugoslavi titini, tante persecuzioni nei confronti degli italiani che vivevano nelle zone di confine istriano e il massimo punto di crudeltà fu attuato attraverso “l’infoibamento”. All’interno delle foibe, inghiottitoi naturali di materiale carsico, si legavano gruppi di italiani, uniti tra loro con un fil di ferro e si apriva il fuoco soltanto sui primi due o tre i quali, precipitando nell’abisso, trascinavano con sè gli altri sventurati condannati a sopravvivere per giorni sui fondali di queste voragini.Questa era la rappresaglia organizzata dal boia comunista jugoslavo Tito e questo è un pezzo di storia italiana che non troverete nei libri di scuola e che molto spesso ignoranza, silenzio, politica subdola e giudici conniventi hanno tentato di portarla nel dimenticatoio.

Migliaia di scompari dalla storia che attendono giustizia e verità. Scomparvero dalle loro case, dall’affetto dei loro cari, dalla loro terra e dalla Patria che tutti amavano al di là delle diverse ideologie politiche, vittime di un disegno criminale basato sull’odio etnico degli slavi e sull’ideologia marxista-leninista, che saldarono il IX Corpus e le armate titine in un’unica fratellanza con i collaborazionisti italiani, rei di essersi macchiati del sangue dei fratelli. Il disegno di genocidio fu condotto senza distinzioni politiche razziali ed economiche o di sesso ed età; furono arrestati uomini, cattolici ed ebrei, industriali, dipendenti privati ma anche agricoltori, pescatori, donne, vecchi, bambini e servitori dello Stato (carabinieri, poliziotti, finanzieri). Le Foibe colpirono una parte dei prelevati e furono la tomba di alcune centinaia di italiani, ma la maggioranza finì in campi di sterminio ed in fosse comuni.

Solo da qualche anno si conosce il contributo che ha dato la Puglia in termini di vite umane infoibate e anche la nostra Torremaggiore annovera due vittime: Angelo Celeste ed Emilio Di Pumpo (Capitano d’artiglieria reparti R.S.I., fucilato a Sesana e infoibato il 24/5/1945). Nel corso dei circa settanta anni trascorsi da questa vicenda, la Patria ha fatto di tutto per tacere, nascondere e talvolta fuorviare questa vicenda tanto è che il dittatore Comunista Tito ottenne nell’ottobre 1969 il titolo di “Cavaliere di gran Croce al Merito della Repubblica Italiana”. Sarebbe doveroso, per rispetto nei confronti delle decine di migliaia di morti italiani, revocare questa che viene ritenuta una altissima onorificenza concessa dalla Repubblica Italiana ad un capo di Stato straniero per alti meriti. Non è un attestato di benevolenza qualsiasi ma il più importante riconoscimento che certifica virtù filantropiche, sociali e umanitarie.

In questo ambito la sentenza storica è stata già scritta. Il Maresciallo Tito è stato un assassino e insieme alla proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia (anno 2018) per porre fine a questa assurdità, ci dovrebbe essere l’intervento del Presidente Mattarella che, con un atto di buon senso e di discontinuità nei confronti degli errori perpetrati dai suoi predecessori, revochi questo titolo di onorificenza. In tal caso si farebbe un’opera di giustizia e nel contempo si onorerebbero al meglio i tanti morti innocenti, per troppo tempo rimasti nascosti alla storia con una “Congiura del silenzio”.

Fratelli d’Italia Sezione di Torremaggiore ricorda i Martiri delle Foibe, dell’Esodo Istriano, giuliano e dalmata, ricorda i concittadini Angelo ed Emilio e appena possibile, presenteremo una richiesta all’Amministrazione Comunale per intitolare una strada della nostra Città in loro ricordo.

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