Come combattere il Covid-19 con il buonsenso: ecco i suggerimenti del microbiologo

Dopo il bombardamento mediatico con i numeri inerenti il Covid-19 è opportuno fermarsi e interpretare bene i dati con approccio metodologico per avere un quadro veritiero ed autentico. Secondo gli ultimi dati dell’ISS ( Istituto Superiore di Sanità) : il 50% degli infetti è asintomatico;il 20% degli infetti è paucisintomatico (scarsi sintomi, es. tosse, starnuto ecc.); mentre il 20% degli infetti ha sintomi lievi (es. febbre, ecc). Quindi, considerando queste percentuali, circa il 90% degli infetti Covid rientra in queste tre categorie.

Ciò significa che, nel caso in cui una persona debba contrarre il virus SARS-COV 2, ha la probabilità del 90% di avere al massimo una forma lieve di sintomi; invece, nel caso degli anziani (>80 anni), tale probabilità scende al 75%.

Questa interpretazione dei dati ci fa capire due aspetti del COVID 19, uno a nostro vantaggio ed uno a nostro svantaggio: quello a nostro vantaggio è il fatto che, se dovessimo contrarre il virus, abbiamo un’elevata probabilità di avere pochi sintomi, se non addirittura assenti; quella a nostro svantaggio, invece, è il fatto che possiamo essere fonte di contagio per molte persone senza saperlo. Nessuno deve perciò sottostimare il problema ed occorre applicare tutte le misure specificate nel DPCM. Inoltre, sulla base dei suddetti dati, occorre stare tranquilli e nel caso in cui una persona contragga il SARS-COV 2, deve adottare gli stessi comportamenti adottati normalmente contro una normale influenza, ossia: stare isolati, stare al caldo, bere bevande calde e riposare. Tale comportamento è applicabile solo se NON si hanno sintomi severi e/o critici.

Concludo dicendo che, gli effetti collaterali di questa seconda ondata sono evidenti, infatti aumenta: lo stress psicologico, la stanchezza di un altro lockdown, la mancanza di fiducia verso le autorità sanitarie e la difficoltà economica; tuttavia occorre resistere, adottando determinati comportamenti nell’attesa del vaccino e di nuove terapie con anticorpi monoclonali, che negli Stati Uniti e Regno Unito sono in fase di validazione.

Quindi in estrema sintesi:

1)     Non ci deve essere allarmismo, ma solo buonsenso;

2)     Usiamo la mascherina SEMPRE;

3)    Evitiamo sovraffollamenti inutili ai pronto soccorso o nei laboratori;

4)    Rispettiamo i DPCM

 

Il commento del microbiologo – Dott. Francesco Antonucci – Microbiologo presso il SIMT del Policlinico Riuniti di Foggia con esperienza in Virologia, ed Ex-Capo Dipartimento di Microbiologia e Virologia presso la Acculabs Diagnostics Ltd a Durham (UK).