Antonio Moscatello: perché non si è agito per tempo?

La Germania ha diagnosticato 5.780 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. In tutto sono 42.288 contagi.

Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 55 decessi. Sale così a 253 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia.

Tutto ciò con restrizioni più leggere delle nostre.

Questo vuol dire che lì l’onda non è ancora arrivata e che Berlino s’inguatta i morti? Può darsi, ma se fate un bel calcolo percentuale trovate che i morti sono lo 0,6 per cento circa dei contagi diagnosticati. Che suppergiù, a quanto leggevo, corrisponde all’indice di letalità (boh, lo chiamano così?) che gli esperti stimavano.

Questo per dire che, no, non siamo il meglio fico del bigoncio e che probabilmente i tedeschi stanno andando ad accertare gli asintomatici, facendo test sì mirati, ma ampi. Non a caso ieri il medico tedesco segnalava che la loro bassa mortalità è dovuta probabilmente proprio al fatto che effettuano 500mila test a settimana. Per intenderci, ieri alle 17 il nostro ministero della Salute segnalava nella sua tabella 361mila test effettuati da inizio epidemia.

E qui parte un pesante interrogativo: ma se a fine gennaio il governo (quello italiano, intendo) proclamava lo stato d’emergenza – ammesso e non concesso che non potesse attivarsi addirittura prima con le informazioni a disposizione – perché non ha tentato quanto meno a rafforzare l’afflusso di kit diagnostici e la capacità di analisi dei laboratori, anche dirottando personale nelle aree di crisi? Oltre a fare incetta degli apparati salvavita, intendo, come i respiratori, naturalmente.

Perché non si è agito per tempo?

Lo dico a mo’ di provocazione: affidiamo alla Merkel e al suo staff anche l’Italia per sei mesi. Altro che dire caxxate come “usciamo dall’Europa”.