All’oncologo torremaggiorese Vincenzo Di Noia il Premio Roche 2019

Apprendiamo con piacere dal Portale Cattolica News che il nostro concittadino dottor Vincenzo Di Noia ( classe 1987) laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ed ora iscritto al terzo anno del Dottorato in Scienze Oncologiche del medesimo ateneo, diretto dal prof Valerio De Stefano è uno dei dodici vincitori del Bando della Ricerca Roche 2019 che lo scorso 5 novembre ha assegnato, in un webinar, un grant di 50.000 Euro al suo progetto di dottorato dal titolo “Serum Amyloid A (SAA) as a potential predictive factor of response to PD-1/PD-L1 checkpoint inhibitors in patients with Advanced Non-Small-Cell Lung Cancer”. La sua area di interesse sia clinico che di ricerca sono i tumori polmonari. Attualmente il dott Di Noia è medico oncologo presso l’Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Un grande plauso al nostro concittadino per questo importante riconoscimento.

Dott. Di Noia congratulazioni, cosa ha da dichiarare dopo questo importante riconoscimento ricevuto? Questo premio, al di là della piccola soddisfazione personale, è importante in quanto testimonia che anche in Italia vi sono opportunità per i giovani ricercatori di realizzare le proprie idee e progetti con il dovuto impegno e dedizione. Mai come in questo momento, in piena pandemia da Covid-19, siamo tutti consapevoli di quanto la ricerca possa impattare sulla vita di tutti i giorni. Spero che questo progetto possa contribuire a migliorare la cura dei pazienti oncologici, che a causa dell’attuale sovraccarico degli ospedali per il Covid-19, rischiano di subire dei ritardi diagnostici rilevanti. Da medico che è stato impiegato anche in prima linea, colgo l’occasione per invitare i miei concittadini a non sottovalutare il Covid-19 ed a rispettare le regole del distanziamento sociale, che rappresentano le uniche armi di difesa in nostro possesso in attesa dei vaccini.

Quali sono i suoi progetti professionali futuri? Per il futuro, spero di riuscire a perfezionare sempre di più la mia esperienza sui tumori del polmone sia dal punto di vista clinico che scientifico grazie al confronto continuo ed alle collaborazioni con grandi esperti del settore.

Pensa di rientrare professionalmente in Capitanata? Il lavoro attuale mi tiene lontano, ma spero, seppur a distanza, di poter comunque essere d’aiuto alla mia comunità, alla quale sono molto legato.

M.A.