Affondo del giornalista Antonio Moscatello: la Regione Puglia fugge da Foggia?

Sono molto preoccupato di quanto sta accadendo nella provincia di Foggia. Non vorrei che alcuno alla Regione Puglia sia convinto che la Puglia finisca alla BAT: esiste, sappiatelo, anche una provincia più a nord. Dove i sanitari, a quanto ne so, hanno una maledetta difficoltà a reperire i dispositivi di sicurezza così necessari per operare con le persone che risultano positive. Dove la situazione rischia di precipitare. Mi pare che sia Bari, sia la stessa ASL di Foggia dovrebbero attivarsi con molte più risorse, altrimenti il sacrificio delle persone che stanno chiuse in casa sarà vanificato prima di tutto negli ospedali e nelle case di cura per gli anziani, che dovrebbero essere – e non lo sono – i luoghi più sicuri.

Io sono lontano e mi baso sulle testimonianze di parenti e amici – sono a Roma, non in Antartide, quindi anche io sto vivendo questo dramma nazionale chiuso in casa – ma queste testimonianze sono univoche: la provincia di Foggia pare essere la cenerentola di Puglia. Bisogna però che anche la regione Puglia si renda conto che, se il virus non viene messo sotto controllo anche solo in una delle sue province, anche i sacrifici dei cittadini di Bari, Lecce, Taranto vengono vanificati. Perché il virus viaggia.

Nella provincia di Foggia, a quanto ne so, serve praticamente tutto. Dove sono i consiglieri regionali che dovrebbero alzare la voce? Capisco persino qualche sindaco che fa iniziative sopra le righe, anche se non le condivido. Capisco anche la grande difficoltà della regione di gestire una situazione inattesa. Ma davvero si crede che i Riuniti di Foggia possano da soli reggere un’eventuale afflusso improvviso di malati COVID? Assieme a una struttura decentrata come San Giovanni Rotondo? Su cui peraltro ho sentito voci preoccupate, che spero essere esagerate? Ci sono ambulanze attrezzate COVID nell’alta Capitanata? I dispositivi di protezione – mascherine, tute – ci sono?

Le risposte a queste domande sono dovute a cittadini e operatori che si stanno dannando l’anima per superare un momento che sta costando caro in termini psicologici, economici a tutti. E a qualcuno in termini di salute, fino al sacrificio estremo. La Puglia ha deciso che ci si salva tutti assieme, o qualcuno è meno pugliese di altri?